La carta di Voltri è disponibile sul sito FISO perché ci hanno corso nel 2024 e tutti possono vedere quanto sia ostica. I più seri se la sono studiata per giorni e notti, i meno seri non l'hanno neanche aperta, io ci ho dato un occhio, ma in realtà i miei problemi sono ben altri.
Io e Mario siamo due persone piuttosto diverse. Lui prima della gara può permettersi di dirmi "oggi ti distruggo" e poi farlo sul serio, io se dicessi una cosa del genere mi perderei ad andare in partenza.
Nonostante io non lo dica, l'andare in partenza mi procura comunque due pensieracci che mi tolgono un po' della totale serenità di cui ho bisogno in una gara di orienteering per venirci a capo: il primo è causato dalla vista del Danese Grosso e Cattivo, che non so se è cattivo davvero, ma è alto come me e largo il doppio. Ora, non è che essere larghi nella CO serva a qualcosa, ma per noi che abbiamo sempre avuto il complesso delle spalle strette, è una botta psicologica. Molto peggiore la seconda, causata dal fatto che il mio ginocchio sinistro, che fino ad un'ora prima avrei giurato fosse guarito DEFINITIVAMENTE, mi lancia dei segnali, che non riesco a comprendere, ma che come minimo dicono che non è guarito DEFINITIVAMENTE. E chi è stato infortunato, sa quanto sia brutto il dubbio di non essere ancora guarito.
Un po' uno, un po', soprattutto, l'altro, concorrono alla mia partenza orrorosa, dove, appena schizzato fuori dalla suggestiva grotta dove si pigliava la cartina, sto per infilarmi nel cancello giusto, decido che è sbagliato, risalgo un prato e un paio di curve a gratis e infilo il cancello sopra dandomi già del cretino dopo pochi secondi di gara (e regalandone già quasi 20 al Perfido).
La 2 è talmente insensata che mi fa temere seriamente di aver sbagliato cartina e di aver preso quella degli esordienti, nonostante io l'abbia controllata personalmente prima di partire; la 3 e la 4 le prendo di slancio praticamente con lo stesso tempo di Ruggiero, e quando sono al III posto a 7'' dal Danese e a 22'' dal Lombardo, mando tutto in vacca.
La 5 è la lanterna più facile dell'universo: è un azimut in discesa di 60 metri, con una inconfondibile curva di sentiero a metà tratta, quelli che se la prendono comoda ci mettono 1', il PF ci mette 27''. Io 4' netti.
Succede che faccio uno di quegli stupidissimi errori da orientisti di mezza età che non si sono scartavetrati il cervello con centinaia di ore di allenamenti nelle giovanili costruendosi i famosi "automatismi". Nel caso specifico, faccio un azimut senza preoccuparmi di guardare la bussola né di prendere un riferimento certo, e scelgo la direzione "a panza". Non accorgendomi che la curva di sentiero a cui effettivamente arrivo è troppissimo lontana per essere quella di metà tratta, e che tutto quello che ho intorno non lo trovo in carta perché sta sotto il crocettato che significa "cretino sei nel posto sbagliato".
Da lì in avanti al posto della tigre dell'agonismo che mi morde le chiappe corro con l'avvoltoio della vergogna che mi artiglia il fegato, che dopo il fuoco di paglissima del 2° tempo sulla 6, mi fa sbagliare la scelta per la 7, mi fa vagare intorno al ponticello della 8, mi fa fare la scelta più suggestiva ma meno veloce per la 9, mi fa fare la scelta semplicemente più stupida per la 10, e poi si accontenta di vedermi andare troppo piano da lì all'arrivo.Da notare che se avessi corso da culo come ho fatto dalla 5 all'arrivo, ma senza perdere 3'30'' alla 5, sarei arrivato terzo. Invece, ignominiosamente 10°. Sì, come Mario il giorno prima.
Il bilancio della due giorni genovese fra PF e DP si chiude quindi in perfetta parità.