17 maggio 2026

Trittico del Tesino

Anni fa un ex allenatore della nazionale italiana di orientamento mi disse che all'ultima gara prima di una a cui tieni molto, non devi andare troppo bene. La settimana prossima ci sono i Campionati Italiani Sprint a Pisa e io al Trittico del Tesino ho fatto del mio meglio per seguire il suo consiglio, ma senza frantumare del tutto la mia auto-o-stima.

La prima gara è a Cinte Tesino, io inizio già il giorno prima a mettermi nelle condizioni migliori per non fare troppo bene, concedendomi 10 ripetute sui 100 m. I tempi sono imbarazzanti, ma il male ai muscoli che mi accompagna in partenza è un ottimo indicatore. Mi basta aggiungere alla pesantezza generale un po' di perplessità nell'orientare la carta in partenza, un po' di panico nell'affrontare i vicoletti per la prima volta alla 9, 14'' di non so bene cosa alla 15, e un po' troppo prato alla 21, e il gioco è fatto. Arrivo terzo a 1'17'' da Cipriani e 1'13'' da Gretter, lasciandomi dietro di soli 15'' Sandri e Schuster, e di 27'' Venturini.

 

La seconda gara è a Pieve Tesino ed è "a caccia", cioè si parte con il distacco accumulato nella prima. Nel riscaldamento, ascoltando le mie gambe continua a venirmi in mente il nome di un esame di ingegneria che non ho inserito nel mio piano di studi ("costruzioni in CA e CAP", ovvero cemento armato e cemento armato precompresso"), in partenza arrivo in ritardo ma solo un po', alla 1 ho già capito che nelle gambe ho più acido lattico che sangue, e alla 2 che anche nel cervello ho più acido lattico che sangue, facendo una scelta lunga come l'altra, ma con più dislivello e su un prato erto e scivoloso invece che su una strada erta ma asfaltata. Quando finalmente arrivo alla lanterna, la cosa più grave non è neanche che mi hanno preso tutti quelli che "mi cacciavano", ma che io mi sento talmente un cretino da rimanere in balia della carta e dei miei avversari fino alla 12, dove vengo anche punito dagli dei. I due che mi correvano subito davanti escono dalla 12 scendendo, io, sentendomi furbo come un branco di faine, salendo, perché "i poveretti non si sono accorti che la scelta da sopra è decisamente migliore". Sono super certo di arrivare alla 13 molto prima di loro, ma invece alla 13 non ci arriverò mai, perché non c'è. Quello che scoprirò solo alla fine della gara, è che il "piccolo ritardo" con cui sono arrivato in partenza mi ha impedito sia di sentire il direttore di gara dire che "la 75 non è stata posata per via di un cantiere dell'ultimo minuto che chiude la scala che doveva arrivarci", sia di notare i cartelli che avvisavano di ciò per iscritto. Così non solo vado fin lassù per niente, ma per scendere devo anche uscire di carta, dato che il famoso cantiere mi impedisce di scendere dalla via più breve. Da lì in poi correrò depresso  (anche se non malissimo) chiudendo a 2'21'' da Venturini e 2'8'' da Sandri (e a secoli da Cipriani, Gretter e Schuster, ma tanto quelli nella terza tappa non ci sono o sono in altre categorie).


 

La terza tappa si corre a Catello Tesino, vale anche come Campionato Trentino Sprint e per l'occasione si aggiungono anche Daves e Peretto, che non saranno in classifica per il trittico, ma che è doveroso battere uno perché è Daves, l'altro perché lo ritroverò a Pisa (e mi ha battuto a Demonte).

Anche questa volta la cartina è molto bella, e le mie gambe stanno un pelo meglio del giorno prima. Per come corro, c'è il rischio concreto di vanificare  quanto di "buono" fatto nelle tappe precedenti: fino alla 20 faccio 6 migliori tempi, i miei peggiori tempi sono 8'' più alti del miglior tempo di tratta (alla 9 e alla 19 perché perdo per un attimo il contatto con la carta), e dopo la 21 passo addirittura in testa facendo da lì alla 26 altri 4 migliori tempi. Fortunatamente al 27° e penultimo punto riesco nella non facile impresa di perdere 42'' in una lanterna che il primo ci mette 42'' a fare. Per riuscirci devo fare ben 3 distinti errori: scottato dal prato ripido del giorno prima torno indietro allungandola di un centinaio di metri invece di salire una comoda scala; grazie alla mia scelta scellerata passo a fianco di quello che era il successivo passaggio giusto, ma, nonostante basti guardarlo per vedere che si passa, non me ne accorgo; non riuscendo a leggere bene mi infilo in un cortile da cui devo tornare indietro prima di fare la scelta che, se non avessi evitato le scale, probabilmente sarebbe stata vincente anche se non era la migliore.

Arrivo 3° a 7'' da Peretto e 17'' da Daves e non riesco a vincere il trittico per 40''. Missione stra compiuta. 


6 maggio 2026

Non ce la posso farcela

Dal 2010 ho partecipato a 15 Campionati Italiani Middle di orienteering, in categorie variabili fra la M35 e la M50, con il sogno di vincerli. Ho conquistato 4 bronzi e 1 argento, dietro a fior di atleti, ma non sono mai stato abbastanza bravo per meritarmi l'oro.

Quest'anno per diventare Campione Italiano Middle M45 bisognava correre velocissimi in un bosco misto pulito ma non troppo, evitare di lasciare una caviglia fra i numerosi sassi,  buttarsi a rotta di collo giù per alcune discese non male, domare una cartina di quelle che se ci entri subito e sei in giornata ti sembra facilissima e se no ti perdi una lanterna sì e una anche, sfrecciare su alcune tratte di puro scorrimento, mantenere la concentrazione sulla mini parte dopo il punto spettacolo che sembrava banale ma non lo era, mantenere il cervello collegato alle scarpe dal triangolo iniziale al doppio cerchio finale, e battere un paio di ex elite e una manciata di vecchietti rampanti.

E io tutto questo l'ho fatto.

Però bisognava anche arrivare puntuali in partenza, e questo non sono stato capace di farlo, così il mio tempo reale è stato di 38'10'', ma il mio tempo ufficiale è stato di 39'24''. E dato che invece quello di Michele Fiocca è stato di 38'34'', il Campione Italiano Middle M45 2026, è lui. Praticamente, su livelox ho vinto io, ma sul sito FISO, che è quello che conta, ha vinto lui.

Jannik Sinner dice che quando non vince impara. Io da questa gara non dovrei imparare ad essere un orientista migliore, dovrei imparare ad essere una persona, migliore, una di quelle che arrivano puntuali, o anche qualche minuto in anticipo. Non ce la posso farcela.


 

11 aprile 2026

Più che il dolor potè il digiuno. Un po'

Otto giorni dopo aver preso 41' (quaranuno-minuti) da Cipriani, torno nella stessa zona per i Campionati Trentini Long, non prima di essermi affidato alle cure del Torturatore Polacco.

L'amica che me lo ha consigliato mi ha detto che "mi farà piangere". Io non verso una lacrima, ma urlo (sì, non è una iperbole, urlo proprio, a pieni polmoni) per quasi tutto il trattamento, che ricorderò come la seduta di dolore più intenso e prolungato della mia vita (sì, lo so, sono un maschio, non è colpa mia). Lui mi spiega che se hai una contrattura in un posto è perché ci sono squilibri altrove, e mi massacra in vari punti della gamba diversi da quello che mi faceva male in origine. In effetti nei giorni successivi mi fanno male tutti gli altri punti della gamba, ma la contrattura sembra essere scomparsa, e riesco a mettere in fila ben 4 allenamenti, come non succedeva da più di un mese.

Durante il riscaldamento a Pian del Gacc mi sento risanato e un pelo meno ceppo-di-faggioso di una settimana prima e dall'euforia me la prendo troppo comoda ad andare in partenza e arrivo quando hanno già chiamato il mio minuto e non faccio neanche in tempo a prendere in mano la cartina che è ora di andare.

L'inizio non è proprio memorabile, ed è un inizio che dura parecchio: la 1 la faccio giusta ma super prudente dal sentiero (3° tempo di tratta), la 2 la vago un po' (8°), la 3 un po' esitante (5°), la 4 giusta ma lento (7°), la 5 malissimo perché rimango corto ma mi convinco di essere lungo e campeggio in zona (13°), la 6 non sono per niente brillante lungo la forestale e per evitare di salire e scendere prima del punto rimango troppo basso ci metto un po' a riolcalizzarmi e campeggio anche lì (14°), la 7 mi sembrava di averla fatta benino ma il cronometro dice di no (8°), per la 8 c'erano varie scelte più intelligenti della mia (4°), per la 9 esco storto dalla 8 e in zona punto scelgo scioccamente di andare via in curva invece di attaccare dal sentiero sotto (9°) e per la 10 sono solo lento (8°).

A quel punto sono 7° in classifica (ma ovviamente non lo so) e la gamba mi fa ufficialmente male (e questo invece lo so), ma non ho voglia né di ritirarmi né di non provare a salire sul podio dei Trentini Long, che è da troppo tempo che non faccio una gara decente, e provo a gettare il cuore oltre l'ostacolo. 

Nelle 8 lanterne successive faccio 3 quarti posti, 1 secondo posto, 3 secondi posti e 1 primo posto di tratta, con menzione d'onore alla 14 dove faccio la scelta più furba, do 1' al secondo (Rampado), 2' a Hueller e 4' a Cipriani, e in zona punto mi commuovo: vedo il sassone, poi la bucona, poi la buchetta, quando ci arrivo vicino mi dico convinto "la lanterna è lì" ed è proprio lì.

Poi, lento ero e lento rimango, che la gamba non è mica tanto contenta, ma la scelta super prudente per la 16 8(passando dalla strada) mi fa recuperare in un colpo solo due posizioni, che vuol dire terzo dei trentini (ai danni di Boneccher) e terzo di gara (ai danni di Rampado). A 13' da Cipriani e 11' da Hueller, ma vista la situa, bene così.

Il Torturatore Polacco mi aveva detto che probabilmente una seduta sola non sarebbe bastata, quindi ci tornerò. Non abbastanza presto da presentarmi questo fine settimana in Emilia, ma magari per le gare del 1° maggio riesco ad essere un vecchietto un po' meno acciaccato.


 

5 aprile 2026

Per ora vincono loro

Domenica 29 marzo, Lago di Santa Colomba, Coppa del Trentino di orienteering, gara long. Fa un freddo porco, ma non è questo il problema. Ho trovato dei nuovi fighissimi occhiali da vista da gara, ma non è questa la soluzione. Il fatto è che non ho ancora capito se la mia contrattura (!) al retrocoscia sinistro è passata. 

Una contrattura è come un innamoramento non ricambiato: sei sicuro che ti sia passata solo quando ad un certo punto ti accorgi che è da un po' che non pensi a lei. Una gara di orienteering nel bosco è il modo migliore per distrarsi, ma non è detto che basti.

Durante il riscaldamento mi sento reattivo e leggiadro come un ceppo di faggio, ma ascoltando bene bene mi pare di non sentire particolari fastidi alla coscia. Per maggiore sicurezza, andando alla 1 mi procuro una leggera storta alla caviglia, il classico "chiodo scaccia chiodo": se mentre assisti al concerto del tuo gruppo preferito, che già ti dovrebbe distrarre parecchio, passi la serata a strusciarti sulla prima che incontri, è più facile che non pensi all'Altra.

Oltre a strusciarmi, pare che io riesca anche a correre meglio del previsto, perché sulla 1 faccio il secondo miglior tempo dopo Cipriani e prima di Della Santa e Gobber. Ok, era abbastanza elementare, ma avrebbe fatto morale (se io lo avessi saputo in quel momento).

La 2 è un pelo più delicata, ma smetto di strusciarmi, ci metto un po' di attenzione, e faccio il 3° tempo a soli 9'' dal Cip, e alla 3, che finalmente c'ha anche un po' di salita, addirittura il 1° tempo a pari merito con lui, che mi vale il 2° posto con quasi 30'' di vantaggio su Dalla Santa.

Purtroppo però io non lo so, mi sento ancora leggiadro come un ceppo di faggio e sono insicurissimo sulle mie doti orientistiche, tanto che la 4 la faccio giusta ma con una scelta che più prudente non si può, mettendoci 2' (due-minuti) più di Cipriani e uno e mezzo più di Dalla Santa.

La 5 fortunatamente è abbastanza semplice e salitosa e mi permette di recuperare 45'' a DS e tornare al 3° posto. Ma non lo so e sta per arrivare la 6 dove succedono tre cose brutte.

1) in zona punto intravvedo Dario Beltramba, che è uno proprio forte e che partiva 2' prima di me. Il che mi fa sentire un figo e, naturalmente, mi distrae moltissimo;

2) non faccio abbastanza attenzione a quelle cacchio di buche e ne prendo una per un'altra, finendo a vagare per la zona con la classica tecnica del "guardo dentro a tutte che non si sa mai";

3) mi devo arrendere all'evidenza che la c(otta)ntrattura non mi è  passata affatto, non penso che a lei e forse è meglio se mi ritiro.

Avvistare da lontano il tavolino del ristoro mi permette di non passare altre 2 ore in quella zona (ma non di perdere 3') ma devo smettere ufficialmente di fare una cosa che assomigli più alla corsa che alla camminata, e nelle vicinissime 7 e 8, pur facendole perfette, perdo 20 e 15 secondi. La 9 non è vicinissima e di secondi ne perdo 75 e poi è venuta l'ora di perdere anche la faccia.

La 10 è nella zona impestata di buche, non è una lanterna facile, c'è anche un sottobosco che fa schifo, e io striscio. Tutto ciò nonostante, io alla 10 ci arriverei anche in un tempo dignitoso, ma leggendo la descrizione punto ho deciso che deve essere su un naso, quindi quando arrivo diritto ad una lanterna in una buca, penso "no, non mi freghi, non sono mica un esordiente che legge il codice di tutte le lanterne che incontra" e inizio a tentare di rilocalizzarmi in una zona in cui sarebbe molto difficile farlo anche se fosse vero davvero che ho bisogno di rilocalizzarmi. Finisco per vagare per altri 10' da quelle parti, e sarei ancora lì se un collega non mi avesse convinto che la lanterna nella buca su cui nel frattempo ero ricaduto, era proprio la mia (per la cronaca, la descrizione punto diceva "buca su un naso").

Da lì alla fine ho ancora il tempo per rendermi conto che

  • parafrasando Zatopek, non ho abbastanza talento per orientarmi e zoppicare contemporaneamente
  • se sei abituato ad andare ad una certa velocità, andare molto più piano è un casino perché ti si sballano tutte le distanze
  • non è detto che andando molto più piano farai le scelte migliori 

e di collezionare due 14°, un 12°, un 11° un 10° e due 9° tempi parziali, chiudendo all'11° posto a poco più di 41' (quaranuno-minuti) da Cipriani e 33' (trentatre-minuti) dal podio (sì, il Cip ha dato quasi 10' al secondo).

Dopo questa gara, il bilancio stagionale al momento è

Cipriani - Pedrotti 2-0

Contrattura - Pedrotti 4-0

Per invertire la tendenza e combattere efficacemente C&C ho chiesto aiuto oltre cortina. vedremo come va lunedì 6 aprile a Pian del Gacc (cartina confinante con quella di Santa Colomba e luogo che ha dato i natali a The Speaker), dove si correranno i Campionati Trentini Long.  

 

29 marzo 2026

Liguria Ad&Disad-ventures

Il mese di marzo aveva in serbo per me ben 4 appuntamenti in Liguria

1) 14 marzo - I Coppa Italia Sprint di orienteering a Pietra Ligure

2) 15 marzo - II Coppa Italia Sprint di orienteering ad Albenga

3) 21 marzo - Sciacchetrail 47 km alle 5 Terre 

4) 20-22 marzo - Weekend romantico alle 5 Terre

Complessivamente, credo di non stare tanto simpatico alla Liguria.

1) Sotto la collaudata e mai abbastanza ringraziata regia di SamSara, l'Orienteering Pergine, e il sottoscritto intrufolato al suo interno, solcano la Pianura Padana per giungere alla Riviera di Ponente. Il nome "riviera" fa pensare immediatamente all'acqua, ma ad accoglierci, oltre a quella orizzontale (che tanto orizzontale non rimane) ce n'è quasi di più di verticale (che tanto verticale non rimane). Mentre SamSara ci sottrae a morte apparentemente certa con rara perizia guidatoria  lungo il tratto finale dell'autostrada che scende verso la costa con un andamento che anche a strada asciutta fa recitare dei rosari ai più atei dei viaggiatori, fuori imperversa un clima che ad atleti ed atlete di qualsiasi altro sport outdoor al mondo farebbe implorare il rinvio della gara: gli orientisti e le orientiste a bordo sono molto preoccupat* per le lanterne sulla spiaggia, che rischiano di essere portate via dal vento o dai marosi. Dopo poco meno di 5 ore di viaggio e un po' di attesa nel teatro convertito a spogliatoio mi butto fuori sotto il diluvio a "riscaldarmi". Dopo 3 minuti, sufficienti per bagnarmi anche il pancreas, ho già capito che il riscaldamento mi raffredderà, che la contrattura (?) che mi sono procurato alla gara della Vela non è passata, e che se ci corro sopra in quelle condizioni potrò tornare a correre normalmente verso novembre. La giovanile esuberanza e il senza-età scazzo per essere venuto fin lì per niente, soccombono davanti ad una inaspettata matura saggezza che mi convince a tornarmene camminando nel teatro, rimanerci bagnato per ore, scassarmi le palle alquanto, ecc. ecc. ecc. Fortunatamente la serata coi perginesi è piacevole, e pazienza se al ristorante non mi vogliono dare l'acqua potabile e tentano di farci pagare 2 coche in più.

 

2) Albenga sembra pure più carina di Pietra Ligure e dato che sono lì almeno mi presento in partenza (in borghese) e mi passeggio tutta la gara in M35. Ci metterò 31'20'', ultimo, stabilendo il peggior tempo su tutte le lanterne tranne la 12, su cui faccio il penultimo. Son soddisfazioni. Al ritorno quasi tutto l'equipaggio del pulmino ha fatto uno o due podii ed è festante. Io meno.

3) Scendendo in Liguria, questa volta Riviera di Levante e in treno, mi chiedo se la contrattura (?) sarà guarita dopo una settimana di riposo e apprezzerà i sentieri presi lentamente più delle strade lastricate preso a manetta. Per non rovinarmi la sorpresa non corro un metro fino al via e in zona partenza sembro il tipico atleta master che millanta un mese senza allenamenti, rischio fondato di stop prematuro per contrattura (?), e cagotto mattutino. Solo che invece è vero. Dopo 1 km sull'asfalto del litorale ad una andatura da bradipo, mi pare di poter sperare che la situazione sia migliorata. Dopo la prima parte della salita lungo asfalto e misto mi pare che finito per bene il riscaldamento potrei anche dimenticarmi della contrattura (?).  Dopo la seconda parte della salita in cui comincio a superare deciso parecchia gente mi lascio andare ad un pallido ottimismo. Nei primi pianetti dopo la prima salita devo ammettere che la contrattura (?) non me la sto dimenticando per niente. Dopo un po' di mangia e bevi in cui il dolore evidentemente aumenta progressivamente, mi rassegno al ritiro al ristoro del km 6 e torno a Monterosso camminando lemme lemme.

 

4) Che le date del we romantico coincidano esattamente con quelle dello Sciacchetrail è naturalmente solo una incredibile coincidenza. Abbiamo prenotato un graziosissimo albergo fronte spiaggia con camera vista mare; il venerdì sera andiamo in un graziosissimo ristorante in centro a Monterosso a degustare le specialità locali; il sabato mattina il mio velocissimo ritiro mi permette di fare un ancor più veloce bagno in mare e raggiungere l'Anto prima di scendere a fare colazione (che ci facciamo bastare anche per il pranzo); nel primo pomeriggio rifacciamo il primo pezzo della gara fino quasi in cima alla prima salita per godere il panorama dalla punta del promontorio (e la contrattura (?), bontà sua, se cammino non mi dà il minimo fastidio); nel secondo pomeriggio mi spaparazzo a letto e mi godo la Milano-Sanremo più bella degli ultimi 30 anni; poi torniamo al graziosissimo ristorante del giorno prima e proseguire con le specialità locali che ci mancavano; domenica mattina ci abbuffiamo di nuovo alla colazione dell'hotel e, dopo aver scaricato un po' di peso ai provvidenziali conterranei del Run Trento, percorriamo nel senso contrario gran parte del tratto finale della gara, lungo il bellissimo sentiero sulla costa. Senza il minimo dolore, mortacci sua. La Liguria tenta di rovinarmi anche il we romantico dichiarando che il treno da La Spezia a Firenze (dove ci aspetta il FR per Trento), che avevamo prenotato a febbraio, non esiste più. Ma dopo prolungato conciliabolo con il servizio clienti di Trenitalia, la divisione regionale della Toscana viene in nostro soccorso, pagandoci il taxi da La Spezia a Firenze. Tiè. 

 

1 marzo 2026

Il Vecchio e Il Bambino. E Il Ragazzino e La Ragazzina. E altri.

Ottava prova dell'Oricup Inverno 25/26, organizza la mia società, l'US San Giorgio, sulla carta della Vela. Io come al solito non faccio nulla tranne raccogliere i punti alla fine, e gareggio.

Quelli forti che di solito bazzicano alla oricup (tipo Tait e Cipriani) sono agli italiani sprint di sci-o, così le seconde linee possono sognare il "colpaccio" (oh, accontentiamoci).

La gara si preannuncia molto scorrevole (e lo sarà di più) e il favorito numero 1 è Il Bambino, al secolo Domenico Armanini, classe 2007. Poi in ordine sparso ci sono La Ragazzina, Sara Sambi, la-donna-che-osò-battere-gli-uomini; Il Ragazzino, il suo compagno di squadra Silvano Daves, che però fino ad ora è rimasto dietro le quinte; L'Impronunciabile, Dvorsky Vojtêch, che non ho ancora capito che faccia abbia, ma corre; il Più Vecchio, Alessandro Gretter, classe 1973, che corre parecchio; il Vecchio, che sarei io. All'ultimo si aggiungono anche Gabriele Iussig, atleta di mezza età del Trent-o che corre anche lui, e Annarita Scalzotto, giovane elite del PWT e della nazionale. Insomma, una cosa molto intergenerazionale e transgender.

Fin dalla prima lanterna si evidenzia un problemino: la mappa. Cioè, non è lei a essere fatta male, è la realtà che rappresenta, decisamente inadatta a tracciarci una gara di orienteering, seppure di oricup inverno. Per gran parte della gara corro pensando che se ha davvero tracciato Raus, deve averlo fatto dopo aver preso una botta in testa. Poi a mente fredda mi rassegno all'idea che per fare di meglio si sarebbe dovuto cavar sangue dalle rape, e si sa che è dura.

Qualcuna dice che il bello di questa gara era che bisognava stare molto attenti e non saltare nessuna lanterna, cosa molto facile con un reticolo così fitto. Però su 44 iscritti al Nero, c'è stato un solo PM, quindi Qualcuna si sbagliava, ma di poco.

Nonostante su 21 lanterne le scelte di percorso fossero solo 2 (per la 14 andare da destra faceva risparmiare una manciata di secondi (e io sono andato da sinistra...), per la 15, stando a livelox, le due scelte erano equivalenti) + bonus track accorgersi che il recinto fra la 17 e la 18 era attraversabile, il difficile era non fare nessuna sbavatura, nonostante il correre a velocità smodata che il tracciato obbligava moralmente a fare. 

Gli split dicono che a riuscirci sono stati davvero in pochi, e io ero fra quelli 😁.

La classifica finale dice

1° - 18'30'' - Il Bambino, che ha corso come un missile e ha fatto 0 sbavature

2° - 19'32'' - Il Vecchio, che ha corso come un missile di seconda mano, ma ha fato 0 sbavature

3° - 19'52'' - Il Più Vecchio, che ha corso più di un missile, ma ha fatto 3 sbavature

4° - 20'45'' - L'Impronunciabile, leggermente più lento ma 0 sbavature

5° - 20'47'' - Iussig, velocissimo, ma 4 sbavature

6° - 20'50'' - La Ragazzina, con una sanguinosa sbavatura da 20'' alla 1

7° - 21' - Annarita Scalzotto, che forse non ha ancora iniziato ad allenarsi seriamente

8° - 21'08'' - Il Ragazzino, velocità non male ma varie sbavature

9° - 21'20'' - Andrea Segatta, che tira un po' il freno a mano ma porta a casa tutte le penne

Sarebbe stato furbo anche arrivare in partenza dopo aver fatto un sostanzioso riscaldamento, per evitare di partire troppo piano (Iussig mi ha dato 21'' nella trattone per la 1, ma io gli ho dato 6'' in quello per la 20, quindi non era più veloce di me) e, soprattutto, di procurarsi una contrattura alla coscia 10 metri prima della 100, che mi ha fatto perdere almeno 6'', e che non so bene quanti preziosi allenamenti mi costringerà a saltare (e alle prime due sprint di Coppa Italia in provincia di Savona mancano ormai solo 2 settimane).



23 febbraio 2026

VeNotte 2026

Non ho vinto VeNotte, ma i mondiali non dovrebbero sfuggirmi.

No, non quelli di orienteering, sport in cui ho ancora degli ampi margini di miglioramento. Quello in cui sono certo di avere le mie carte da giocare è il Campionato Mondiale di Bicchiere Mezzo Vuoto, disciplina, che sconfina con l'arte, nella quale, modestamente, eccello.

Non è da tutti riuscire ad essere un po' scazzati dopo essere arrivati secondi a VeNotte in M35 dietro ad uno che:

  • ha iniziato a praticare l'orienteering una ventina di anni prima di me
  • per un discreto numero di anni è stato uno degli atleti più forti d'Italia
  • per un discreto numero di anni ha fatto l'atleta professionista nel corpo della Forestale
  • per un discreto numero di anni ha corso con la maglia della nazionale partecipando ad un discreto numero di campionati mondiali
  • per un discreto numero di volte ha tracciato la gara di Venezia diurna 
  • ha un discreto numero di anni meno di me

con "l'aggravante" che:

  • ho preso meno di 2' perdendone 1 in una scellerata scelta di ponte per attraversare Canal Grande
  • ho fatto 7 lanterne meglio di lui e 2 con lo stesso tempo
  • ho corso VeNotte alla velocità maggiore a cui io abbia mai corso VeNotte
  • ho completato i 7,9 km del percorso in M35 di quest'anno in 1'' in meno di quanto ci ho messo a completare i 7,4 km del percorso in M45 dello scorso anno
  • ho corso alla velocità media di 4'54'' al km contro i 4'56'' al km a cui il Perfido Ruggiero ha corso, vincendola, la M45 dello scorso anno

Beh, io ci riesco. Mi scazza, oh quanto mi scazza.

(Quanto alla gara: Venezia era al solito bellissima; il tracciato era forse il più bello di sempre; il numero di persone in strada era abbastanza compatibile con l'idea di correrci in mezzo; il clima, meteo e socio, era bellissimo).

(Quanto a me: le mie gambe andavano proprio bene ma forse potevo spingere un pelino di più perché sono arrivato al finish senza il cervello che friggeva e le cosce in fiamme; oltre a sbagliare la scelta del ponte sulla tratta lunga, l'ho sbagliata, meno gravemente, anche sulla 1, 7, 11, 12, 14, 20, però almeno sono stato sempre filante; nel complesso ho corso una buona gara, ma mi scazza, oh quanto mi scazza).