29 marzo 2026

Liguria Ad&Disad-ventures

Il mese di marzo aveva in serbo per me ben 4 appuntamenti in Liguria

1) 14 marzo - I Coppa Italia Sprint di orienteering a Pietra Ligure

2) 15 marzo - II Coppa Italia Sprint di orienteering ad Albenga

3) 21 marzo - Sciacchetrail 47 km alle 5 Terre 

4) 20-22 marzo - Weekend romantico alle 5 Terre

Complessivamente, credo di non stare tanto simpatico alla Liguria.

1) Sotto la collaudata e mai abbastanza ringraziata regia di SamSara, l'Orienteering Pergine, e il sottoscritto intrufolato al suo interno, solcano la Pianura Padana per giungere alla Riviera di Ponente. Il nome "riviera" fa pensare immediatamente all'acqua, ma ad accoglierci, oltre a quella orizzontale (che tanto orizzontale non rimane) ce n'è quasi di più di verticale (che tanto verticale non rimane). Mentre SamSara ci sottrae a morte apparentemente certa con rara perizia guidatoria  lungo il tratto finale dell'autostrada che scende verso la costa con un andamento che anche a strada asciutta fa recitare dei rosari ai più atei dei viaggiatori, fuori imperversa un clima che ad atleti ed atlete di qualsiasi altro sport outdoor al mondo farebbe implorare il rinvio della gara: gli orientisti e le orientiste a bordo sono molto preoccupat* per le lanterne sulla spiaggia, che rischiano di essere portate via dal vento o dai marosi. Dopo poco meno di 5 ore di viaggio e un po' di attesa nel teatro convertito a spogliatoio mi butto fuori sotto il diluvio a "riscaldarmi". Dopo 3 minuti, sufficienti per bagnarmi anche il pancreas, ho già capito che il riscaldamento mi raffredderà, che la contrattura (?) che mi sono procurato alla gara della Vela non è passata, e che se ci corro sopra in quelle condizioni potrò tornare a correre normalmente verso novembre. La giovanile esuberanza e il senza-età scazzo per essere venuto fin lì per niente, soccombono davanti ad una inaspettata matura saggezza che mi convince a tornarmene camminando nel teatro, rimanerci bagnato per ore, scassarmi le palle alquanto, ecc. ecc. ecc. Fortunatamente la serata coi perginesi è piacevole, e pazienza se al ristorante non mi vogliono dare l'acqua potabile e tentano di farci pagare 2 coche in più.

 

2) Albenga sembra pure più carina di Pietra Ligure e dato che sono lì almeno mi presento in partenza (in borghese) e mi passeggio tutta la gara in M35. Ci metterò 31'20'', ultimo, stabilendo il peggior tempo su tutte le lanterne tranne la 12, su cui faccio il penultimo. Son soddisfazioni. Al ritorno quasi tutto l'equipaggio del pulmino ha fatto uno o due podii ed è festante. Io meno.

3) Scendendo in Liguria, questa volta Riviera di Levante e in treno, mi chiedo se la contrattura (?) sarà guarita dopo una settimana di riposo e apprezzerà i sentieri presi lentamente più delle strade lastricate preso a manetta. Per non rovinarmi la sorpresa non corro un metro fino al via e in zona partenza sembro il tipico atleta master che millanta un mese senza allenamenti, rischio fondato di stop prematuro per contrattura (?), e cagotto mattutino. Solo che invece è vero. Dopo 1 km sull'asfalto del litorale ad una andatura da bradipo, mi pare di poter sperare che la situazione sia migliorata. Dopo la prima parte della salita lungo asfalto e misto mi pare che finito per bene il riscaldamento potrei anche dimenticarmi della contrattura (?).  Dopo la seconda parte della salita in cui comincio a superare deciso parecchia gente mi lascio andare ad un pallido ottimismo. Nei primi pianetti dopo la prima salita devo ammettere che la contrattura (?) non me la sto dimenticando per niente. Dopo un po' di mangia e bevi in cui il dolore evidentemente aumenta progressivamente, mi rassegno al ritiro al ristoro del km 6 e torno a Monterosso camminando lemme lemme.

 

4) Che le date del we romantico coincidano esattamente con quelle dello Sciacchetrail è naturalmente solo una incredibile coincidenza. Abbiamo prenotato un graziosissimo albergo fronte spiaggia con camera vista mare; il venerdì sera andiamo in un graziosissimo ristorante in centro a Monterosso a degustare le specialità locali; il sabato mattina il mio velocissimo ritiro mi permette di fare un ancor più veloce bagno in mare e raggiungere l'Anto prima di scendere a fare colazione (che ci facciamo bastare anche per il pranzo); nel primo pomeriggio rifacciamo il primo pezzo della gara fino quasi in cima alla prima salita per godere il panorama dalla punta del promontorio (e la contrattura (?), bontà sua, se cammino non mi dà il minimo fastidio); nel secondo pomeriggio mi spaparazzo a letto e mi godo la Milano-Sanremo più bella degli ultimi 30 anni; poi torniamo al graziosissimo ristorante del giorno prima e proseguire con le specialità locali che ci mancavano; domenica mattina ci abbuffiamo di nuovo alla colazione dell'hotel e, dopo aver scaricato un po' di peso ai provvidenziali conterranei del Run Trento, percorriamo nel senso contrario gran parte del tratto finale della gara, lungo il bellissimo sentiero sulla costa. Senza il minimo dolore, mortacci sua. La Liguria tenta di rovinarmi anche il we romantico dichiarando che il treno da La Spezia a Firenze (dove ci aspetta il FR per Trento), che avevamo prenotato a febbraio, non esiste più. Ma dopo prolungato conciliabolo con il servizio clienti di Trenitalia, la divisione regionale della Toscana viene in nostro soccorso, pagandoci il taxi da La Spezia a Firenze. Tiè. 

 

1 marzo 2026

Il Vecchio e Il Bambino. E Il Ragazzino e La Ragazzina. E altri.

Ottava prova dell'Oricup Inverno 25/26, organizza la mia società, l'US San Giorgio, sulla carta della Vela. Io come al solito non faccio nulla tranne raccogliere i punti alla fine, e gareggio.

Quelli forti che di solito bazzicano alla oricup (tipo Tait e Cipriani) sono agli italiani sprint di sci-o, così le seconde linee possono sognare il "colpaccio" (oh, accontentiamoci).

La gara si preannuncia molto scorrevole (e lo sarà di più) e il favorito numero 1 è Il Bambino, al secolo Domenico Armanini, classe 2007. Poi in ordine sparso ci sono La Ragazzina, Sara Sambi, la-donna-che-osò-battere-gli-uomini; Il Ragazzino, il suo compagno di squadra Silvano Daves, che però fino ad ora è rimasto dietro le quinte; L'Impronunciabile, Dvorsky Vojtêch, che non ho ancora capito che faccia abbia, ma corre; il Più Vecchio, Alessandro Gretter, classe 1973, che corre parecchio; il Vecchio, che sarei io. All'ultimo si aggiungono anche Gabriele Iussig, atleta di mezza età del Trent-o che corre anche lui, e Annarita Scalzotto, giovane elite del PWT e della nazionale. Insomma, una cosa molto intergenerazionale e transgender.

Fin dalla prima lanterna si evidenzia un problemino: la mappa. Cioè, non è lei a essere fatta male, è la realtà che rappresenta, decisamente inadatta a tracciarci una gara di orienteering, seppure di oricup inverno. Per gran parte della gara corro pensando che se ha davvero tracciato Raus, deve averlo fatto dopo aver preso una botta in testa. Poi a mente fredda mi rassegno all'idea che per fare di meglio si sarebbe dovuto cavar sangue dalle rape, e si sa che è dura.

Qualcuna dice che il bello di questa gara era che bisognava stare molto attenti e non saltare nessuna lanterna, cosa molto facile con un reticolo così fitto. Però su 44 iscritti al Nero, c'è stato un solo PM, quindi Qualcuna si sbagliava, ma di poco.

Nonostante su 21 lanterne le scelte di percorso fossero solo 2 (per la 14 andare da destra faceva risparmiare una manciata di secondi (e io sono andato da sinistra...), per la 15, stando a livelox, le due scelte erano equivalenti) + bonus track accorgersi che il recinto fra la 17 e la 18 era attraversabile, il difficile era non fare nessuna sbavatura, nonostante il correre a velocità smodata che il tracciato obbligava moralmente a fare. 

Gli split dicono che a riuscirci sono stati davvero in pochi, e io ero fra quelli 😁.

La classifica finale dice

1° - 18'30'' - Il Bambino, che ha corso come un missile e ha fatto 0 sbavature

2° - 19'32'' - Il Vecchio, che ha corso come un missile di seconda mano, ma ha fato 0 sbavature

3° - 19'52'' - Il Più Vecchio, che ha corso più di un missile, ma ha fatto 3 sbavature

4° - 20'45'' - L'Impronunciabile, leggermente più lento ma 0 sbavature

5° - 20'47'' - Iussig, velocissimo, ma 4 sbavature

6° - 20'50'' - La Ragazzina, con una sanguinosa sbavatura da 20'' alla 1

7° - 21' - Annarita Scalzotto, che forse non ha ancora iniziato ad allenarsi seriamente

8° - 21'08'' - Il Ragazzino, velocità non male ma varie sbavature

9° - 21'20'' - Andrea Segatta, che tira un po' il freno a mano ma porta a casa tutte le penne

Sarebbe stato furbo anche arrivare in partenza dopo aver fatto un sostanzioso riscaldamento, per evitare di partire troppo piano (Iussig mi ha dato 21'' nella trattone per la 1, ma io gli ho dato 6'' in quello per la 20, quindi non era più veloce di me) e, soprattutto, di procurarsi una contrattura alla coscia 10 metri prima della 100, che mi ha fatto perdere almeno 6'', e che non so bene quanti preziosi allenamenti mi costringerà a saltare (e alle prime due sprint di Coppa Italia in provincia di Savona mancano ormai solo 2 settimane).