8 settembre 2010

Tu chiamale se vuoi, emozioni

Da un po' avevo iniziato a fantasticare sulla gara sprint di Asiago valevole come IV tappa degli Highlands open, perchè ad Asiago avevo già fatto una bella gara anni fa, e perchè mi ispirava un sacco la formula del "knock out sprint", ovvero il confronto diretto con quarti, semifinali e finale ad eliminazione dirette fra i primi 8 classificati della gara normale. Quando ho capito che non si trattava dei primi 8 di ciascuna delle 3 categorie coinvolte (20, 21-34 e 35), ma dei primi 8 tempi delle tre categorie accorpate, ho cominciato a dubitare della possibilità di arrivare a quel bel gioco, ma sono partito comunque per Asiago.

Prima della gara sia Stegal sia Cosim-o mi avevano comunicato di aver scommesso su di me come unico master che sarebbe riuscito a qualificarsi per la k-o-s, la cosa mi lusingava, ma i nomi in griglia in 35 e in 21-34 mi lasciavano piuttosto perplesso.


Quello che potevo fare io era tirare al massimo e poi vedere cosa succedeva, ed è quello che ho fatto. Sentivo le gambe meno "fluide" di quanto mi sarebbe piaciuto e ho lasciato un po' di secondi su un paio di sbavature, ma nel complesso ero soddisfatto e il cronometro alla fine mi dava abbondantemente primo fra i master, con 20'' su un neozelandese che il giorno dopo mi darà quasi un quarto d'ora nella middle, e quasi un minuto su Di Stefano e Grilli. Ci sarebbe di che essere molto soddisfatti, se non ci fosse in ballo la questione della kos. Così mi accorgo con un certo fastidio che ho il morale "sospeso": dopo una gara che se fosse stata una gara normale sarei al settimo cielo, sono pronto a deprimermi se il mio tempo non sarà sufficiente ad entrare negli 8. Scocciante.

I tempi dei primi elite che arrivano mi inducono ad un cauto ottimismo, e vado a fare una corsetta di scaramantico defaticamento con Zarfati e Grilli in attesa che arrivino tutti. Quando mi riafaccio sul tabellone il mio nome è l'ultimo dei "magnifici 8", e sono moooolto contento.


Inizia così una mezzora piuttosto surreale, che trascorro in mezzo ad un gruppo composto da vari del giro della nazionale (Tenani, Salvioni, Seppi, Corona), un podio agli italiani senior sprint (Pittau), uno svizzero campione del mondo master in carica, e uno spagnolo di cui Stegal non dice nulla. Non che gli altri mi degnino della benchè minima attenzione, ma essere lì è davvero emozionante. So che se fossi rimasto fuori avrei rosicato come un matto, e per una volta il fatto di essere dentro è piacevole almeno quanto mi sarei immaginato.

Essendo l'ultimo, il tabellone mi riserva una sfida proibitiva (come sarebbero per me tutte le altre per altro) con Tenani, mister Park-o. Realisticamente, non ho nessuna possibilità di batterlo, ma il realismo sportivo non è mai stato il mio forte, e poi Sgiursgiù ha saltato una lanterna quando era in testa nell'ultima frazione del campionato mondiale di staffetta. Quello che assolutamente non vorrei è fare la figura di quello che proprio non c'entrava nulla, che ha giocato ad un gioco troppo più grande di lui, e che raccoglie i comprensivi e benevoli applausi del pubblico perchè "poverino, cosa vuoi...".


Negli ultimi 5' prima della partenza sono proprio molto emozionato, ma allo stesso tempo per niente agitato e concentrato al massimo. Mi godo pienamente l'essere lì e sono pronto a dare tutto. A pochi secondi dal via Alessio fa l'istrione invitando i suoi amici della pol. Masi ad applaudire a ritmo, mentre io sfrutto i miei dieci decimi abbondanti per dare un'occhiata alla carta che pende un paio di metri davanti e decidere che andrò a sinistra.

Al via strappo la carta e parto per dove avevo deciso. Alessio va dall'altra.Da lì hanno inizio 4 minuti di apnea, nei quali l'ultimo pensiero è "magari ho fatto una scelta del ca##o" e poi è solo corsa lettura scelta corsa. Nella mia testa non c'è spazio per niente altro nè niente di quello che sta fuori mi arriva davvero. Al secondo passaggio al centro della farfalla sento una voce che mi dice che sono davanti, ma è come se arrivasse da chilometri di distanza (e comunque non ci credo) e proseguo in apnea. Al terzo passaggio dallo stesso punto di nuovo la stessa voce (Rusky?) mi dice la stessa cosa, ma di nuovo mi scorre addosso senza nessun effetto. Andando verso il penultimo punto intravvedo Alessio dietro di me, e capisco che la voce era reale e diceva il vero. Salto una ruota di bicicletta per imboccare il vicolo del punto 8, punzono e in uscita mi scontro con lui che arriva al punto di gran carriera. Non è morto, quindi riparto: mancano meno di 200 metri e ho un paio di secondi di vantaggio: inizio a pensare che potrei anche farcela.


Ma è un pensiero che dura molto poco. Tempo 2'' e mi ha raggiunto. Ci sarebbe ancora lo sprint finale dopo la 100, ma Alessio può ancora accelerare mentre io sono a tavoletta da un po'. Le espressioni sulle facce sono simili, ma la sua è trance agonistica mentre la mia è fase terminale. Chiudo un paio di metri dietro di lui, in una bolgia di urla e applausi, quasi tutti per lui.

Quando abbandono il marciapiede che mi accoglie pietosamente per qualche minuto, viene fuori che Alessio ha mancato clamorosamente il bivio per la prima lanterna ed è andato lunghissimo, perdendo una ventina di secondi. Se non avessi fatto quella prima scelta originale (unico fra gli 8), probabilmente mi avrebbe visto svoltare e avrebbe vinto con mezzo minuto di vantaggio. E comunque misurata a tavolino la mia scelta era lunga esattamente come l'altra.

In pratica, ci siamo scambiati i ruoli. Lui ha fatto un errore da esordiente da 25'', e io una errore da elite da 2'' (dalla 5 alla 6 sono passato da sinistra invece che da destra: era forse un pelo più corta, ma l'angolo stra acuto credo mi abbia fatto perdere un paio di secondi). Peccato che non ci siamo scambiati anche le gambe e lo stile di corsa: fra il cavallo bianco del Principe di Biancaneve e il Ciuchino di Shrek, non c'è stata proprio gara.

Ma quanto mi sono divertito!!

6 commenti:

  1. giovanni berlanda9 settembre 2010 01:01

    Se lo avessi battuto il tuo ingaggio sarebbe schizzato alle stelle.
    Ma visto che non ci sei riuscito ti prendiamo al Trent-o solo se proprio ci tieni e se prometti di non fare troppo casino.

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  2. Al Trent-O c'è già aria di un nuovo arrivo master.... non è che l'anno prossimo vengano fuori due staffette?

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  3. La stagione stà finendo e l'ori-mercato è incandescente...
    Il trent-o acquista uno dei master più forti del momento...
    Quale sarà il prossimo colpo di mercato???

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  4. Grandissimo Dario!
    Dopo il colpaccio della Forestale ed il colpetto del Trent-o, per i prox colpi di mercato attendo un Gronlait sfavillante sia in MTB-O che in CO ed un Pavione che potrebbe fare qualche acquisto di tutto rispetto ...

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