1 marzo 2026

Il Vecchio e Il Bambino. E Il Ragazzino e La Ragazzina. E altri.

Ottava prova dell'Oricup Inverno 25/26, organizza la mia società, l'US San Giorgio, sulla carta della Vela. Io come al solito non faccio nulla tranne raccogliere i punti alla fine, e gareggio.

Quelli forti che di solito bazzicano alla oricup (tipo Tait e Cipriani) sono agli italiani sprint di sci-o, così le seconde linee possono sognare il "colpaccio" (oh, accontentiamoci).

La gara si preannuncia molto scorrevole (e lo sarà di più) e il favorito numero 1 è Il Bambino, al secolo Domenico Armanini, classe 2007. Poi in ordine sparso ci sono La Ragazzina, Sara Sambi, la-donna-che-osò-battere-gli-uomini; Il Ragazzino, il suo compagno di squadra Silvano Daves, che però fino ad ora è rimasto dietro le quinte; L'Impronunciabile, Dvorsky Vojtêch, che non ho ancora capito che faccia abbia, ma corre; il Più Vecchio, Alessandro Gretter, classe 1973, che corre parecchio; il Vecchio, che sarei io. All'ultimo si aggiungono anche Gabriele Iussig, atleta di mezza età del Trent-o che corre anche lui, e Annarita Scalzotto, giovane elite del PWT e della nazionale. Insomma, una cosa molto intergenerazionale e transgender.

Fin dalla prima lanterna si evidenzia un problemino: la mappa. Cioè, non è lei a essere fatta male, è la realtà che rappresenta, decisamente inadatta a tracciarci una gara di orienteering, seppure di oricup inverno. Per gran parte della gara corro pensando che se ha davvero tracciato Raus, deve averlo fatto dopo aver preso una botta in testa. Poi a mente fredda mi rassegno all'idea che per fare di meglio si sarebbe dovuto cavar sangue dalle rape, e si sa che è dura.

Qualcuna dice che il bello di questa gara era che bisognava stare molto attenti e non saltare nessuna lanterna, cosa molto facile con un reticolo così fitto. Però su 44 iscritti al Nero, c'è stato un solo PM, quindi Qualcuna si sbagliava, ma di poco.

Nonostante su 21 lanterne le scelte di percorso fossero solo 2 (per la 14 andare da destra faceva risparmiare una manciata di secondi (e io sono andato da sinistra...), per la 15, stando a livelox, le due scelte erano equivalenti) + bonus track accorgersi che il recinto fra la 17 e la 18 era attraversabile, il difficile era non fare nessuna sbavatura, nonostante il correre a velocità smodata che il tracciato obbligava moralmente a fare. 

Gli split dicono che a riuscirci sono stati davvero in pochi, e io ero fra quelli 😁.

La classifica finale dice

1° - 18'30'' - Il Bambino, che ha corso come un missile e ha fatto 0 sbavature

2° - 19'32'' - Il Vecchio, che ha corso come un missile di seconda mano, ma ha fato 0 sbavature

3° - 19'52'' - Il Più Vecchio, che ha corso più di un missile, ma ha fatto 3 sbavature

4° - 20'45'' - L'Impronunciabile, leggermente più lento ma 0 sbavature

5° - 20'47'' - Iussig, velocissimo, ma 4 sbavature

6° - 20'50'' - La Ragazzina, con una sanguinosa sbavatura da 20'' alla 1

7° - 21' - Annarita Scalzotto, che forse non ha ancora iniziato ad allenarsi seriamente

8° - 21'08'' - Il Ragazzino, velocità non male ma varie sbavature

9° - 21'20'' - Andrea Segatta, che tira un po' il freno a mano ma porta a casa tutte le penne

Sarebbe stato furbo anche arrivare in partenza dopo aver fatto un sostanzioso riscaldamento, per evitare di partire troppo piano (Iussig mi ha dato 21'' nella trattone per la 1, ma io gli ho dato 6'' in quello per la 20, quindi non era più veloce di me) e, soprattutto, di procurarsi una contrattura alla coscia 10 metri prima della 100, che mi ha fatto perdere almeno 6'', e che non so bene quanti preziosi allenamenti mi costringerà a saltare (e alle prime due sprint di Coppa Italia in provincia di Savona mancano ormai solo 2 settimane).



23 febbraio 2026

VeNotte 2026

Non ho vinto VeNotte, ma i mondiali non dovrebbero sfuggirmi.

No, non quelli di orienteering, sport in cui ho ancora degli ampi margini di miglioramento. Quello in cui sono certo di avere le mie carte da giocare è il Campionato Mondiale di Bicchiere Mezzo Vuoto, disciplina, che sconfina con l'arte, nella quale, modestamente, eccello.

Non è da tutti riuscire ad essere un po' scazzati dopo essere arrivati secondi a VeNotte in M35 dietro ad uno che:

  • ha iniziato a praticare l'orienteering una ventina di anni prima di me
  • per un discreto numero di anni è stato uno degli atleti più forti d'Italia
  • per un discreto numero di anni ha fatto l'atleta professionista nel corpo della Forestale
  • per un discreto numero di anni ha corso con la maglia della nazionale partecipando ad un discreto numero di campionati mondiali
  • per un discreto numero di volte ha tracciato la gara di Venezia diurna 
  • ha un discreto numero di anni meno di me

con "l'aggravante" che:

  • ho preso meno di 2' perdendone 1 in una scellerata scelta di ponte per attraversare Canal Grande
  • ho fatto 7 lanterne meglio di lui e 2 con lo stesso tempo
  • ho corso VeNotte alla velocità maggiore a cui io abbia mai corso VeNotte
  • ho completato i 7,9 km del percorso in M35 di quest'anno in 1'' in meno di quanto ci ho messo a completare i 7,4 km del percorso in M45 dello scorso anno
  • ho corso alla velocità media di 4'54'' al km contro i 4'56'' al km a cui il Perfido Ruggiero ha corso, vincendola, la M45 dello scorso anno

Beh, io ci riesco. Mi scazza, oh quanto mi scazza.

(Quanto alla gara: Venezia era al solito bellissima; il tracciato era forse il più bello di sempre; il numero di persone in strada era abbastanza compatibile con l'idea di correrci in mezzo; il clima, meteo e socio, era bellissimo).

(Quanto a me: le mie gambe andavano proprio bene ma forse potevo spingere un pelino di più perché sono arrivato al finish senza il cervello che friggeva e le cosce in fiamme; oltre a sbagliare la scelta del ponte sulla tratta lunga, l'ho sbagliata, meno gravemente, anche sulla 1, 7, 11, 12, 14, 20, però almeno sono stato sempre filante; nel complesso ho corso una buona gara, ma mi scazza, oh quanto mi scazza).

 

17 febbraio 2026

Oricup Levico

Dalle iscrizioni sul sito, Cipriani non risulta iscritto, e come lui nessuno dei miei "rivali". Sul Nero c'è Sara Sambi, che due gare fa ha dato un minuto a Lorenzo Vivian, corre veloce, tecnicamente è più forte di me, però non penso proprio che possa battermi in una gara in centro storico (tanto più che ha detto "Però devo smettere di battere gli uomini, perché ci rimangono tutti male." E a Tait&Scopel non gli sto dietro neanche in motorino. Insomma, stimoli agonistici zero. 

Quando arrivo a Levico il cielo è grigissimo, pioviggina, fa freddino, e Levico non è Siena. Insomma, stimoli ambientali zero.

Non ricordo di avere mai avuto meno voglia di correre una gara di orienteering, di quanta ne avevo quando ho finito di cambiarmi e sono andato a fare riscaldamento. In partenza sono talmente scarico che quando mi danno la carta, invece di precipitarmi allo start, punzonare e partire, finisco di allacciarmi le scarpe.

Morale della favola, fra la 1 e la 2 mi sono già schiantato contro un vicolo cieco (e tentando di leggere la cartina mi sento un po' cieco anch'io) e quando a fine gara Sara scarica la si-card si mette a ridacchiare e mi chiede sogghignando "tu hai già scaricato?" e la risposta, purtroppo, è sì.

Quando alla sera escono le classifiche e trovo davanti a me anche "Bombardelli Gabriel" (?) e "Dvorsky Vojtech" (??) mi deprimo ancora un po', però prima di autoproclamarmi "atleta più scarso del pianeta" do un'occhiata agli split e a studio ultimato sospendo la premiazione, perché sì, dicono che sono un somaro, ma almeno un somaro veloce.

Dicono che a prendere a capocciate il cancello (non segnato in carta, ma comunque da quella parte non si andava da nessuna parte) fra la 2 e la 3, ci ho perso quasi 50'', che a cucare nei portici sbagliati dalle parti della 7 ce ne ho lasciati una ventina, che a fare la scelta di percorso più stupida dell'universo verso la 9 (tornare indietro per evitare una scala, facendo più strada e una scala più lunga) ne ho regalati un'altra ventina, e che altrettanti ne ho donati nell'ultimo vuoto mentale che mi ha colto andando alla 25 (per aver perso brevissimamente contatto con la carta). In totale 2'15'' in erroroni, che, credo, in una gara del genere potevo tranquillamente evitare semplicemente arrivando in partenza un po' più centrato (e procurandomi un paio di occhiali più forti). E di corsa non mi difendo affatto male.

Banco di prova di queste ipotesi, nientemeno che VeNotte, la mia gara preferita in assoluto, dove per fortuna non dovrò confrontarmi con SamSara, e per mettere un po' il culo nelle pedate mi sono iscritto in M35, dove c'è un certo Emiliano Corona, per 7,9 km di pura goduria.

12 febbraio 2026

Oricup & CSI Pergine

Ore 16:16 sprinto a tutta dopo 48' di gara a tutta: sono fortissimo!

Ore 16:20 allo scarico dati mi dicono che ho saltato una lanterna: sono un idiota!

Ore 16.23 Cipriani mi dice che di minuti ce ne ha messi 45: sono una sega!

Poi, con il passare delle ore dopo gli emozionanti minuti conclusivi del mio percorso nero alla gara di Pergine dell'Oricup Inverno, valevole anche come prima prova del circuito provinciale CSI, mi sono reso conto che nessuna delle tre sentenze era completamente vera, ma neanche completamente falsa.

Fortissimo ovviamente non sono, se prendo 3 minuti dal Cip, che ha fatto anche una lanterna in più (che, mi dicono, fra entrare e tornare fuori dalla chiocciola del labirinto, si mangiava almeno una quarantina di secondi), però è anche vero che il Cip è uno dei migliori atleti master in circolazione, tipo da una decina di anni, che se decidesse di portare addosso tutte le medaglie che ha vinto agli italiani, non gli basterebbe un collo. Sabato è arrivato 5°, e per fare la sua età, non basta la somma di due di quelli che sono arrivati prima di lui. Insomma, come riferimento è un pelo ambizioso. E in varie lanterne ho fatto tempi uguali ai suoi o un pelino meglio.

Se Re  Thierry Georgiou ha saltato un punto in una staffetta ai mondiali, vuol dire che può capitare a tutti, anche se ovviamente non dovrebbe. Probabilmente in quel momento avevo piegato la cartina in un modo che, con la mano e la bussola sopra, non mi permetteva di vedere il numero "37" a fianco del cerchietto, ed effettivamente quei trattini in cerchio, nella concitazione del finale di una gara, potevano sembrare delle roccette parte integrante del labirinto. Dopodiché, se l'ho saltata solo io, evidentemente non era così impossibile accorgersi che era una lanterna.

Per la serie "un alibi non si nega mai a nessuno, o anche due", una settimana prima della gara ho corso 100 km sulla neve alla Grande Corsa Bianca, e due giorni prima mi ero lanciato nelle ripetute sui 1.000 metri, due attività non propedeuticissime a correre al meglio una gara di orienteering da tirare dall'inizio alla fine, prima sugli sdruciolevoli sentieri del bosco sotto il castello di Pergine, poi nel velocissimo centro storico, e alla fine di nuovo sugli sterrati del Parco Tre Castagni.

Per capire se sono più fortissimo, idiota o sega, non occorre neanche aspettare moltissimo, dato che con ogni probabilità sabato prossimo andrà in scena la rivincita sui "circa 5 km" del percorso nero della gara di Levico (di cui però al momento non si conosce ancora la lista iscritti). E si sa che, al confronto, l'attesa per le ultime gare delle olimpiadi invernali è proprio poca cosa. 

20 gennaio 2026

Cross delle Roste

Primo appuntamento "agonistico" del 2026 al Cross delle Roste, una sgambata "in amicizia" organizzata da quelli e quelle del Run Trento, che hanno la soprannaturale capacità di riuscire allo stesso tempo a non prendersi per niente sul serio, e a fare le cose maledettamente per bene. Detto in altre parole, a fare quello che mi piacerebbe che fosse sempre lo sport, una cosa che fra lo start e il finish o fra il fischio di inizio e quello finale è una questione di vita o di morte, e prima e dopo è solo un'occasione per stare insieme.

Loro a fare queste cose sono bravissimi e bravissime, lo avevo già provato alla partenza in gruppo della Translagorai FKT del 2024 e alla Run Frog Run del 2025, e ho avuto una piacevolissima conferma anche in questo Cross de le Roste, primo appuntamento "agonistico" del 2026.

Le virgolette sono doverose, perché non c'era un cronometro né tanto meno un ordine di arrivo, ma quelli davanti si sono scannati fino all'ultimo metro (credo, perché io ero un po' indietro e non li vedevo...) e quelli e quelle dietro non hanno lesinato fiato e sudore.

La convocazione ufficiale recitava: "3rd Annual Cross delle Roste Alle 10:00 a Maso del Vento in Via delle Bettine (sulla ciclabile dell'Adige). 5 chilometri a canna tra i meleti e le "roste" dell'Adige. Per partecipare è sufficiente presentarsi mezz'ora prima della partenza. La birra la mettiamo noi, se volete portare qualcosa da mangiare da condividere sentitevi liberi di farlo. See you in the trees". E così è stato, con l'unica variante che alla fine si è deciso "a larghissima maggioranza" che il primo dei 5 giri era di riscaldamento, e quindi quelli "a canna" sono stati solo 4 km e 600 metri.

Il mio stato d'animo relativamente alla "gara" si può riassumere così: "24 ore non vedendo l'ora che iniziasse e 24 minuti non vedendo l'ora che finisse". Avevo un sacco di voglia di correre un po' veloce per un po', per il primo mezzo giro ho pensato che quelli più forti non erano poi neanche così tanto più forti, poi loro hanno finito sul serio il riscaldamento e sono spariti all'orizzonte, e io sono rimasto lì con i miei 350 battiti al minuto pensando che rallentare molto a quel punto era brutto, ma senza essere sicuro che sarei sopravvissuto fino alla fine.

Dopo la sparizione dei più forti a metà primo giro (cioè, primo tirato, secondo in totale) per il resto della "gara" non sono riuscito a prendere i due davanti che non mi sembravano più veloci di me, e sono riuscito a non farmi prendere da quello dietro a cui non sembravo più veloce di lui. Verso la fine dell'ultimo giro ho pensato che se avevo contato male e quello non era l'ultimo giro, io mi fermavo comunque.

Dopo lo scriteriato 4'07'' del primo km (che considerando il fondo erboso, le curve a gomito, le due salite, la scarpata, e i rami assassini dei meli è tranquillamente considerabile come un non-so-quanto-meno-di-4-al-km-ma-insomma-dai-non-male-in-condizioni-normali-anche-perché-c'ho-una-certa-età), sono riuscito miracolosamente a tenere un ritmo praticamente costante fino quasi alla fine (4'32'' - 4'30'' - 4'33'')  e ad accelerare addirittura un po' nell'ultimo mezzo km.

Come si vede dalla foto, non senza un certo sforzo. 

Mi sono divertito un sacco, soprattutto prima e dopo.