1 giugno 2026

Campionato Italiano Sprint Pisa

Sarà capitato sicuramente anche a voi di tornare nel giardino del vostro asilo o in un altro parchetto in cui avete trascorso ore e ore della vostra infanzia, e scoprire che quella landa sterminata in cui costruivate mondi e vivevate vite, era grande come un fazzoletto.

Ecco, il Giardino Scotto, della Fortezza Nuova di Pisa, era qualcosa del genere: è più piccolo del mio giardino all'asilo, ma è stato sufficiente per sconvolgere mondi, "distruggere" vite, e mangiarsi medaglie, parecchie.

Due premesse:

1) le lanterne posate in posti dove le diottrie contano più della tecnica, a me lasciano sempre un po' perplesso

2)  chi ha vinto la mia categoria se lo è meritato, e chi è arrivato secondo pure. E anche chi è arrivato terzo.

Detto questo, le gare di orienteering, esattamente come la vita, spesso si giocano su piccole botte di culo, che possono arrivare o no. Sarebbe bastato che prima di partire io avessi incontrato uno Stegal qualsiasi, o anche qualsiasi altro o altra conoscente, che mi avesse detto "prudenza nel parchetto e poi a manetta", e probabilmente le cose sarebbero andate in un altro modo. Ma invece io ho incontrato solo SamSara che mi ha detto "ci ho messo 1'44'' a trovare la prima", nel parchetto mi ci sono buttato a pesce (che "sicuramente la sua prima è diversa dalla mia") e tanti saluti.

La partenza era suggestivissima, nelle segrete della Fortezza, che sembrava un po' di essere Actarus che corre nei corridoi prima di saltare su Goldrake e venir fuori dalla cascata. La cascata non c'era, però c'era una scalinata in salita e una in discesa che ti sputavano su un prato dove avevi 2'' per decidere cosa fare e, per molti e molte, era la cosa sbagliata.

Io a fare la cosa sbagliata ho aspettato ancora una manciata di secondi, perché sono salito dalle scalette giuste, sono andato nel posto giusto e poi sono rimasto lì come un pirla per secondi e secondi a guardare la siepe che avevo davanti e la cartina che avevo in mano, convinto che entrambe dicessero che non era attraversabile, ma anche che la lanterna era dentro lì e cercando inutilmente un pertugio. Quando mi sono rassegnato all'evidenza che pertugi non ce n'erano, ho ficcato un braccio e mezzo corpo nella siepe e ho punzonato, ma continuando ad essere convinto che qualcuno dell'organizzazione mi stesse tenendo sotto tiro con un teleobiettivo da safari nella savana, e sarei stato squalificato.

Con animo lieto e sereno mi sono quindi accinto a trovare (malamente) la 2 e la 3 e appena un po' meglio la 4, prima di dare un calcio al secchio alla 5, che non nascondeva nessun trabocchetto, ma io ormai ero in aceto e mi aspettavo pugnalate anche dalle vecchiette che davano da mangiare ai gatti randagi. Così sono tornato inutilmente su per le scalette per cercarla dove non era, ho accarezzato l'idea di andare tutto a destra per rovinare proprio tutto tutto, ho rinunciato all'ultimo momento uscendo dalla parte giusta, e ho finalmente punzonato la 5 con il 22esimo (e ultimo) tempo, 28'' più lento dei 30'' che ci aveva messo l'Innominabile. 

A quel punto ho cercato di pensare che la gara era appena iniziata invece che già finita, e ho fatto quello che potevo, cioè fondamentalmente correre, magari con un minimo di sale in zucca, evitando di schiantarmi contro le malefiche barriere artificiali, come nel campionato italiano sprint 2025 a Chioggia.

Se fossi uno di quelli che riescono a vedere il bicchiere mezzo pieno, sarei piuttosto orgoglioso delle mie successive 9 lanterne, che dal 10° posto a 52'' dal primo, mi hanno portato al 3° a 35'' dal primo, che non era lo stesso primo di prima, e di essere riuscito ad agguantare il podio in una gara che in M45 ha visto 6 concorrenti chiudere entro 1' dal primo, con il 3° a 7'' dal 2°, il 4° a 3'' dal 3° e il 5° a 10'' dal 4°. Ma se ho rovesciato il secchio, figurarsi il bicchiere, e comunque se il secondo si chiama Ruggiero, e il terzo, quello a 7'', sono io, non se ne parla proprio.

Per i "bicchierimezzopienisti", dopo l'uscita dal Parchetto del Terrore ho mangiato al Perfido 1'5'' (ma lui era reduce da un periodo di scarserrimo allenamento per un trascurabile intervento chirurgico) e ho scalzato Peretto dal terzo posto con una magistrale sequenza 10-11-12-13 (a onor del vero le più "tecniche" della gara) che da 42'' dietro di lui mi hanno portato 8'' davanti.

Per i "bicchierimezzovuotisti", alla 14, che erano 300 metri piani con giusto 4 curvette a gomito per testare le articolazioni, ho preso 10'' dal primo.

Il maggiore rimpianto (oltre a quelli di non essere in grado di mantenere il sangue freddo nel giardino dell'asilo, e di non aver avuto una settimana di preparazione in più nelle gambe) è quello di non aver potuto essere presente alla premiazione della domenica in Piazza dei Miracoli, perché la mia silhouette sul terzo gradino del podio, proprio a fianco della Torre di Pisa, avrebbe proprio fatto la sua porca figura.