Anche questa volta molti e molte mi guardano e mi salutano come fossi appena resuscitato e fosse quindi un miracolo già che io sia in campo gara con un pettorale addosso (e ci sono dei giovani fans che insistono per farsi fotografare con me), ma io vivo la cosa in modo molto diverso. Ci ho pensato parecchio al perché al ritorno alle gare mi sono sentito molto di più come uno che semplicemente si è presentato fuori forma dopo un lungo periodo di astinenza, che come uno scampato ad un discreto pericolo, grato e commosso per poter essere di nuovo lì. Credo che, un po' perché alla fine il tempo passato da quanto tutto è iniziato a quando "è finito" è stato relativamente breve, un po' per come sono fatto io, non mi sono mai sentito un malato di cancro che lottava contro la morte, ma solo come uno che doveva affrontare un grosso sbattimento, che prima o poi sarebbe passato. Lo svantaggio è stato perdersi i lacrimoni in partenza o all'arrivo delle prime gare "dopo", il vantaggio è stato perdersi l'ansia e il terrore "prima". Tutto sommato mi sembra sia stato un affare.
La mia gara non è neanche malaccio (uno dei giovani fan mi finisce addirittura dietro :-) ed è vero che sono aiutato dal fatto che in verie tratte c'erano sentieri che aiutavano molto, ma tecnicamente sono stato proprio bravino (tranne alla 14 dove sono andato proprio a spasso, ma a quel punto l'acido lattico aveva ormai occupato anche tutta la scatola cranica).
Il problema è che ero proprio lento, ma lento lento, tanto che allo sprint, dove ho dato tutto quello che potevo, ho fatto il terzultimo tempo, e quando sulle forestali mi sembrava di non andare neanche male, mi superavano concorrenti di categorie impronunciabili. La mia tratta migliore è stata la 4-5, dove grazie ad una scelta conservativa ma intelligente ho strappato il 6° posto, solo 27'' più lento di Mario (che ha fatto una scelta molto più da orientista puro, ma fondamentalmente sbagliata) e 1'30'' più lento di Alessio, che ha fatto la mia stessa scelta, ma l'ha presa con un po' più di lena.
Fino alla 7 sono anche riuscito a rimanere a ridosso dei primi 5, poi semplicemente ho finito le gambe, quando oltre che mezza gara, mi mancava anche praticamente tutta la salita. Ho chiuso 12esimo, se non naufragavo alla 14 potevo finire una posizione più in su, ma i 7 minuti abbondanti che avrei dovuto risparmiare per entrare nei primi 10, non avrei proprio saputo dove andarli a prendere.
Lascio il Lago Santo senza aver potuto fare il bagno perché quando sono arrivato il sole stava per tramontare, e il mio sistema termoregolatorio non è che sia proprio ancora del tutto a punto, e con un quesito: sbaglio meno perché vado più piano o perché riesco a stare più concentrato? Si vedrà.



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