26 dicembre 2014

III ori-cup Inverno: Caldonazzo

Dopo il forfait di entrambi i campioni alla gara di Miola di Piné, l'eccitazione per l'attesa del rinnovato duello fra Sir Pedro e Little Fab è alle stelle, e a Caldonazzo, proprio come accadeva nelle tenzoni medievali, attorno alla sfida sono state organizzate bancarelle e saltimbanchi. Nonostante l'aspetto vagamente natalizio, è evidente che l'evento ruota unicamente attorno alla Sfida, per la quale i Due si presentano tirati come due corde di violino (eccetto una piccola forma influenzale che ha colpito il Giovane nella settimana precedente). 

Pronti via e il 20+1enne scatta subito al comando, rifilando al 20x2enne 5'' già alla I, nella quale l'Anziano parte un pelo più prudente. Stesso tempo alla II e altri 2'' guadagnati da L.F. alla III, causa una infelice uscita dal parco di S.P., che però si riprende prontamente e balza al comando alla IV, infliggendo al Pargolo 11'' tutti in un colpo. È però un regno effimero, dato che rosicchiando 3'' alla V e 2'' alla VI l'alfiere del Trent-o torna al comando. VII e VIII da dimenticare per S.P. che rimedia addirittura 9''+23'', impattando di nuovo nel tempo parziale alla IX, ma precipitando addirittura al 3° posto alla X, a causa di un eccesso di prudenza nell'affrontare i due successivi punti fra le case, che gli costa 15''+3''. Le lanterne dalla XII alla XIV servono al porta colori del San Giorgio per ritrovare la giusta centratura, che gli permette di infilare 4 successivi best time, che alla XVIII lo proiettano nuovamente in testa. Testa che gli dà alla testa, dato che alla  XIX rimedia un raccapricciante e poco spiegabile 13° posto di frazione con +16'' da L.F. Altri 9'' l'Anziano li piglia alla XX, ma la gara sarebbe ancora apertissima, dato che a quel punto sono ancora solo 6 i secondi che separano i due.

Ma dopo la XX c'è la XXI, che il Bambino affronta allargando sulla strada correndo "che gli veniva da vomitare" (parole sue) mentre il Vecchio affronta con una scelta di grande esperienza quasi sotto la linea rossa. Peccato che dopo i 5 metri di canaletta che avrebbero dovuto permettere di superare il recinto (che solo un occhio attentissimo poteva distinguere in carta come non attraversabile) non si arrivasse affatto al giallo, e che tutto il resto della zona fosse cartografato in modo un po' naïf, costringendo ad allargare smodatamente verso est (ma in ogni caso la scelta su asfalto era probabilmente la migliore, anche se la carta fosse stata giusta).

Alla XXI S.P. ci giunge in 4:04 contro i 2:17 di L.F. e nelle ultime due c'è solo il tempo peggiorare leggermente la situazione, aggiungendo sulle spalle dell'Anziano altri 6'' di distacco.

Alla fine, fra i due sfidanti ci stanno 1'59'' e pure il 20x2-2enne Eddy Sandri.

Il 2014 si chiude così per Sir Pedro peggio di come era cominciato: 1-0 per Little Fab un anno fa, 2-0 oggi. Prossimo appuntamento, il 3 gennaio a Novaledo: riuscirà l'Anziano a rovesciare l'inerzia della sfida?


15 dicembre 2014

I ori-cup Inverno: Torcegno

Per nulla sconfortato dai dati meno che deprimenti delle visite al mio blog (di cui una arrivata da google cercando "gergofasico", parola di cui ignoro del tutto il significato e che sono certo di non aver mai scritto su queste pagine...), ma conscio che quello dell'ori-blogger è uno sporco (e inutile) lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, eccomi ad iniziare la saga invernale dell'ori-cup inverno, quel circuito di garette promozionali in cui un branco di irriducibili si scanna da novembre a marzo invece di limitarsi ad ammazzarsi di preparazione atletica invernale o di panettoni con il mascarpone.

Anche se il regolamento del circuito dice che "Poiché le gare hanno lo scopo di incentivare la partecipazione e l’attività sportiva dei giovani, verranno premiate le seguenti categorie: M12 - W12 – M14 - W14 – M18 - W18", tutti sanno che in realtà tutto l'ambaradan è un contorno alla sfida fra me e Fabietto Daves, che, dato che lui ha 20 anni quasi tondi meno di me, va in scena solo in inverno (mentre in estate lui le prende dagli elite e io dai 35, solo perché non voglio cedere ai 40).

Prima puntata di quest'anno a Torcegno, e quando ne scrivo sono già indietro di un giro, dato che si è già corso anche a Miola. Ma lì non c'eravamo né io né Fabietto, quindi la vittoria di Lorenzo Vivian su Eddy Sandri è del tutto priva di interesse.

La carta di Torcegno ha ospitato una delle ultime notturne di coppa Italia (pace all'anima loro) e qualche gara CSI, ed è carina. Se sapevo che c'era così tanto bosco e campagna così poco paese (in parte perché una parte del paese era "embargata" per il montaggio dell'albero di Natale...) mi portavo delle scarpe un po' più aggressive, e magari pure i calzettoni alti: ho finito che sembravo Mel Gibson in "The Passion". E, cosa molto peggiore, ho finito anche con 50'' di distacco da Fabietto, quindi 1-0 per lui. 

Secondi che in parte sono dovuti al fatto che, ormai ufficialmente, lui corre più veloce di me, in parte al mio errore alla 4, che, complice una vegetazione un po' diversa da quella indicata in carta, ma soprattutto una mia risalita senza mezzo occhio alla bussola dalla 3, mi ha visto pascolare nell'avallamento sbagliato. Il giro turistico intorno alla chiesa, il fatto di non sapere più dove ero fra la 9 e la 10 causa un parcheggio segnato come strada, e il giro intorno alla casetta della 15 con una curva di livello in omaggio per non aver letto la descrizione punto, hanno completato la frittata.

Del resto, partire in svantaggio rende più appassionante il duello, e aumenta l'audience. 
Prossimo appuntamento, 21 dicembre, Caldonazzo: stay tuned!



4 dicembre 2014

Sprint Mezzolombardo - Festa del Comitato Trentino

Rieccomi, con un paio di settimane di ritardo, a raccontare l'ultima gara del 2014 in Trentino. Ultima per modo di dire, dato che il giorno dopo ne hanno corsa una in Primiero che si chiamava "The last challenge 2014" e che fra due giorni comincia la prestigiosissima (l'anno scorso l'ho vinta io...) Ori Cup Inverno 2014-2015.

Comunque, si correva in paese e poi si festeggiava la chiusura dell'anno orientistico trentino, con premiazioni e bagordi alimentari, non si poteva mancare.

Mezzolombardo è un posto dove l'inverno il sole tramonta a ora di pranzo, ma tanto quest'inverno è finto, e anche se quello è stato uno dei giorni più "rigidi" fin qui, si stava benone anche senza berretto e guanti. La termica, quella ci voleva, ma si poteva tranquillamente correre in braghe corte.

Al via in M35 i più agguerriti sono Ingemar e Eddy. Simone fa il giovanotto in MA, ma il tracciato è uguale e si possono almeno confrontare i tempi. La partenza è in massa (ma in tre lanci per separare le categorie con tracciato uguale) e io da qualche giorno mi vado dicendo che devo correre come se fossi da solo, e che durante il riscaldamento devo concentrarmi sul correre come se fossi da solo. Non sarà neanche tanto difficile, dato che in tutta la gara vedrò Ingemar 2'' alla prima lanterna, e poi più nessuno.

Dopo la 1 c'è la prima farfalla, dalla quale ne esco con una quindicina di secondi sul secondo (Ingemar) che mi faranno correre in perfetta solitudine per tutta la gara. Talmente solitudine che mi sento quasi solo, e il dubbio di non aver saltato qualche ala, o almeno qualche lanterna, me lo porto dietro per un po'. Nella seconda farfalla incontro almeno qualcuno impegnato in altre ali, e mi sento un po' meno solo, ma a volte essere più veloci degli altri non è per niente divertente.
Sulla gara poco da dire, il tracciato è carino, dato che sfrutta tutta la parte più alta e intricata del paese con una sequenza 11-12-13-14 che bisogna per forza fare a tutta velocità, ma che potrebbe indurre facilmente in errore, e propone una seconda farfalla prima del gran finale, che sfrutta meglio possibile una parte di carta non tecnicamente irresistibile.
Io non sbaglio praticamente niente, ma non mi capacito di come Segatta, che aveva una velocità molto simile alla mia, mi dia addirittura 9'' sulla 24: che fosse più conveniente tornare indietro passando vicino alla 22 invece di chiudere il cerchio dall'altra?

Chiudo con addirittura 1' abbondante su Ingemar e 2' e mezzo su Eddy, e continuo a non capire come mai io sia diventato così veloce, dato che in tutto l'anno ho praticamente eliminato gli allenamenti di velocità e sono andato a cuocermi le gambe in montagna per ore e ore. La risposta potrebbe essere che in realtà sono diventati più lenti gli altri, però Dallavalle in MA mi dà solo 1' e mezzo (vince in 22'27''), e Daves Junior me ne tre quarti solo perché lui per metà gara si è sfiancato per stare dietro al Truffa e io invece a momenti guardavo le vetrine per la malinconia. Simone chiude con un inspiegabile nono posto in 26'37'', dopo che alla 7 era in testa e alla 10 terzo. Magari si è fermato ai mercatini di Natale.

 

23 novembre 2014

Campionato italiano staffetta Passo Vezzena

In attesa dell'eccitante post sulla gara regionale di domenica 22 novembre a Mezzolombardo, in occasione della festa di fine stagione del Comitato Trentino, eccovi, per la serie "ecchissene", un breve post sulla gara del campionato italiano staffetta di due mesi fa a novembre.

Come dice sempre Galletti, la gara a staffetta è sempre la più eccitante, anche se perde un pelo di eccitanza se sai che in seconda frazione corre tua moglie (che, con tutto il rispetto, in M35 qualche problemino lo ha) e in terza un tuo compagno di squadra che non potrà prendere meno di 10'-15' dai suoi avversari di frazione.

Io comunque parto come se fossi in lizza per il titolo, e mi diverto un sacco, anche se dopo la 1 Simone Grassi va in una direzione incomprensibile (ma che a posteriori era giusta, era solo che le nostre frazioni erano abbastanza diverse) e rimango solo soletto per tutta la gara, senza capire bene se sto andando benissimo o che altro. Sul tracciato, c'è da dire che per la 7 conveniva tornare sulla strada, che la salita per la 8 era improba, che per la 9 probabilmente sotto la linea rossa si stava benissimo, e che per la 14 mi sono fatalmente distratto inventandomi una lettura tutta mia delle curve.

Fra la 14 e la 15 incontro Simone Grassi in contro mano, giungendo alla conclusione che o è impazzito o i nostri percorsi sono talmente diversi che il confronto dei tempi finali avrà poco senso.

Ed era la seconda, comunque, arrivare primo al traguardo in una gara "in linea" è sempre una soddisfazione, e taglio il traguardo con un minuto sull'inaspettato Marco Colombo del Nirvana Verde, quasi 3 su Simone Grassi del Terlaner e pochi in più su Roberto Pradel dell'us Primiero.
Gli altri frazionisti penseranno poi a mettere le cose a posto, portando sul podio della M35 nell'ordine Primiero, Nirvana Verde e Terlaner, e scagliando il mio povero US S.Giorgio all'8° posto, ma va bene così.


9 novembre 2014

Finale Coppa del Trentino Argentario

Mi sarebbe piaciuto salutare il bosco con una bella gara, e la gara di oggi di suo bella lo era senz'altro, ma io non l'ho certo coronata con una di quelle prestazioni che si ricordano per tutto l'inverno, vicino al caminetto acceso, mentre la legna crepita. È vero che non ho il caminetto, ma non è una scusa valida.

Di un caminetto sembrava ci sarebbe stato bisogno mentre salivo in autobus da Trento a Vigo Meano, ma poi, una volta arrivati lì, nonostante la nebbia e per un po' anche la pioggia, la temperatura in realtà si è mantenuta più che accettabile, tanto che non ho sentito nessuna mancanza della termica di emergenza, che non era più nella mia borsa perché l'avevo usata la settimana scorsa in Brenta (se è di emergenza, ricordati di rimetterla in borsa, no?).

Ai favoriti, segnalati qualche giorno fa, si aggiungono Cipriani e Hueller, che con Neuhauser, Weitlaner e Sandri E. e, perché no, Rampado, fanno un lotto di partenti sufficientemente competitivo da non farmi cadere in pare da mancanza di rivali. La carta poi è di quelle da trattare con rispetto. Ma mi grazia nonostante io di rispetto alla 1 non ne abbia tanto, e, dopo il trasferimento facile su sentiero, bordo recinto e fondo avallamento, mi butti su per la costa un po' alla garibaldina. Il numero di buche che mi trovo davanti (che nonostante sia venuto da queste parti anche un mese fa, in preparazione agli italiani long, quando ci capiti fa sempre impressione) mi fa promettere maggior prudenza, mentre punzono la lanterna posata in modo comprensivo.

La 2 è dall'altra parte della montagnola, dopo incontrato il sentiero e sotto la roccia. Se memorizzassi queste 3 informazioni una volta per tutte a inizio tratta, e poi mi limitassi ad eseguire, andrei benissimo. Peccato che invece io legga varie volte per arrivare fino al punto. Pulito, ma un orientista vero ci metteva di meno (Cipriani, per dirne uno, 40'', di meno).

Per la 3 si attraversa per la prima volta la Terra dei Buchi, ed è uno spettacolo, con le foglie secche e il bosco d'autunno. Ci sono un paio di sentieri che aiutano a tenere il segno, e in zona punto ho la gran fortuna di vedere uscire gente dalla buca giusta. Prato e bordo verde 3 per la 4, su quasi dritto appoggiandosi alla buca per la 5, e poi uffa.

Marco Giovannini dice che al piano a ovest della 6 ci è arrivato in debito di ossigeno, e quindi è giustificabile che abbia scambiato quel campo da calcio che c'era lì, per il campo da pallavolo poco più a sud. Io lì di ossigeno ne avevo ancora tanto che avrei potuto gonfiare una mongolfiera con la bocca (lo so che poi non volava, a gonfiarla con il fiato, ma è per dare l'idea di quanto fiato avevo...), eppure ho confuso anch'io i due campi. Che poi, capitemi, non è che ci fossero davvero i due campi, è una metafora, è per dire che una era una pianura enorme e l'altra neanche la metà. Insomma, quando sono arrivato in quella grande DOVEVO capire che ero in quella grande. E invece non l'ho capito. Non l'ho capito la prima volta, e neanche la seconda, quando ci sono tornato e sono di nuovo sceso. Se non c'era una torretta a farmi rinsavire (le torrette per quanto mi riguarda sono delle bastardate, perché servono ad ammazzare gli animali, però in cartina fanno proprio gran comodo, perché si vedono bene e in carta di solito sono poche e non ti puoi sbagliare) ero ancora lì che andavo su e giù.

Morale della favola, alla 6 di arrivo 6 minuti dopo di quando dovevo arrivarci, e addio gara e legna che crepita nel caminetto. Anche perché proprio lì mi intruppo con Marco Giovannini e Mattia Tamanini, e prima di riuscire a staccarli, mi sfarfalleggio a sufficienza da scialacquare vari secondi sia alla 7 (inopportuna sosta prima del verde, e poi sul sentiero che pensavo di aver già passato), sia alla 8 (salito troppo e poi sceso fino all'incrocio), sia alla 10 (azimut cannato alla grande, forse c'erano le rocce magnetiche). Non riesco a sbagliare la 9 solo perché era una lanterna da esordienti a bordo sentiero, e la 11 e la 12 perché in pratica corro dietro a Giovannini.

Poi inizia la campestre, e si sa che su quelle sono fortissimo (negli ultimi 9 punti, 7 migliori tempi e un secondo:quarto alla 14, l'unica dove bisognava anche fare un po' di orienteering...). 

Al traguardo mi illudo di un immeritato secondo posto dopo Cipriani, ma poi arrivano Ingemar e Andreas, che rimettono le cose a posto, e mi cacciano giù dal podio, dandomi rispettivamente 3 e 4 minuti.

Lo dicevo io che con l'Argentario non ci andavo d'accordo.

http://www.fiso.it/ris_gara_split.php?gara=201466&categoria=M35

4 novembre 2014

Finale campionato trentino CSI - Castelnuovo

Già un paio di anni fa ho corso una gara a Castelnuovo e non ho scritto il relativo post, non sia mai che lo rifaccio e i castelnuovesi me lo rinfacciano. È la finale del campionato trentino CSI, sulla cui classifica finale non ho nessuna speranza, perché ne ho saltate troppe. 

Ciò detto c'è gran poco da dire. Pedrotti, che dovrebbe essere per lavoro da tutt'altra parte, e tutti glielo fanno notare, parte prima possibile, e non abbastanza concentrato da non rischiare di andare nella direzione opposta alla svedese. Alla fine non lo fa, ma perpetra comunque un obbrobrioso settimo tempo di prima lanterna. Poi infila 7 migliori tempi sulle successive 9, si porta al comando, e da lì in poi controlla in scioltezza, chiudendo con 40'' di vantaggio su un Eddy Sandri al quale ormai sarebbe il caso di fare un controllo anti doping da tanto che va più veloce dell'anno scorso, e con 1' su Cip Cipriani. Il che, considerando che era una gara in campagna, e che fra gli avversari c'era appunto il Rivale Cip Cipriani, che in Valsugana su carte simili tanti dispiaceri gli ha dato, vuol dire che non sarà ancora all'altezza del Clan dei Lombardi, ma rispetto a qualche anno fa corre parecchio meglio (o il Cip parecchio peggio, ma votiamo per la prima).

Tecnicamente parlando, c'è poco da dire. Oltre a partire un po' più in me, potevo tagliare un po' prima nel verdissimo subito dopo la 12 (come ha fatto il Cip) e probabilmente fare la tangenziale su ciclabile per la 19 invece di puntare a fare la strada più corta, come probabilmente ha fatto Stefano Zamboni (uscire dal verdino e ancora di più dal giallino faceva probabilmente perdere più tempo che non allungandola dall'altra). Per il resto ho soprattutto corso, tendenzialmente dalla parte giusta.

Complessivamente, la carta era quello che era, ma sgambettare al sole quando è una delle ultime volte prima dell'inverno è sempre bello, e i teli bianchi e arancioni fanno la loro porca figura anche in mezzo alle vigne e ai campi ex coltivati.

Domenica prossima, finale di coppa del Trentino fra le perfide buche della carta dell'Argentario, che tanti dispiaceri mi hanno dato in passato (sì, anche loro, come il Cip). Una middle che si preannuncia tostissima, con in M35 per ora solo Ingemar, Eddy e Weitlaner a competere per il podio, ma confido che ne arriveranno altri, dato che la carta merita assai (e l'organizzazione del Tent-o è una garanzia).


31 ottobre 2014

8° coppa Italia middle - Bosco delle Fate

"Bava alla bocca e il fumo dal naso dal triangolo al doppio cerchietto" si era detto, e la domenica mattina prima dell'ultima gara di coppa Italia ce l'ho ben presente. Ho però anche ben presente che quella del Bosco delle Fate è una cartina dove stare più che attenti, se no non ne esci. È una di quelle carte che "i miei detrattori" direbbero che non è proprio per me. E siccome uno dei principali miei detrattori sono io, sono pieno di timori reverenziali nei confronti di questo fazzoletto di carta pieno di puntini neri. Del resto, se voglio provare ad andare sul podio nella classifica finale di Coppa Italia, una gara così devo giocarmela, e allora proviamoci.

La sensazione andando in partenza è che in un bosco del genere le fate ci possano essere sul serio, e che sarà molto ma molto divertente. Oppure un incubo, se non riesci ad entrare subito in carta. Il tracciatore, anzi, la tracciatrice, se non sbaglio, è magnanima, e prima di scagliarci fra i sassi, ci fa prendere confidenza con il posto nella zona più potabile, battezzata da alcuni come "finlandese". 

La prima difficoltà sta nel capire su che sentiero ci si trova, e io ne esco indenne e approfitto per correre. Non corro neanche tanto forte, split alla mano, ma entro tranquillo in carta. E proseguo preciso ma non fulmineo anche per la 2, in un bosco meno bianco del previsto, e alla 3, attraversando la palude che a qualcuno risucchierà la gamba fino alla coscia, ma con me è benigna. Faccio maluccio la 4, sconcentrato un po' da un mio compagno di squadra e un po' semplicemente impreciso, e malissimo la 5: esco dalla 4 puntando il roccione, solo che poi non riguardo la bussola in uscita dal roccione, e mi faccio attirare da dei muretti invece che dalle rocce vicino al mio muretto. Col senno di poi, c'era pure uno che usciva dal punto. Col senno di poi. 

Lì devolvo al popolo quasi 2', per fortuna non me ne accorgo bene e riparto deciso, con una 6 più che dignitosa (vero, bastava andare dritti, ma chiedete a Paolo Mario) e una 7 che è da correre in salita sul sentiero, ed è il mio pane (ma di più quello di Mario, che ci arriva 12'' prima). Non male anche la 8 (su, torrente, sentiero e poi a sinistra del nasone) ma non fulmineo come Simone, e svarione alla 9, che faccio fatica a spiegarmi, ma che bastava un'occhiata alla bussola per evitare: altri 2' regalati.

Considerando che non sono ancora arrivato alla zona davvero tecnica, ci sarebbe poco da stare allegri, ma una beata incoscienza mi preserva dalla depressione. Anche troppo, dato che la 10 e la 11 le faccio così così e nel frattempo Roland e Simone hanno iniziato a volare. 

Dalla 12 iniziano i casini (e sulla carta c'è un utile ingrandimento al 7.500), e freno ulteriormente, che poi dagli split non è che si capisca molto, dato che prima non ero un missile. 13-14-15 le approccio con prudenza, non guardando i sassi e concentrandomi sulle forme. A parte la 13, che sbaglio proprio, forse per un sasso in più non segnato, le altre due non le faccio male, ma bene è un'altra cosa. La 16 è una allegra scampagnata, e poi c'è la 17, che sembrerebbe ostica, se non ci fosse un bell'avallamento su cui appoggiarsi. Peccato che io rimanga un po' troppo alto e l'avallamento non lo becchi, e peccato anche che lo steccato che incontro non sia segnato da nessuna parte. Rimane il fatto che ci perdo un altro buon minuto, e proseguo col "senza infamia e senza lode" anche alla 18 e 19. Un po' infame invece la scelta di tornare sul sentiero per la 20 lo è.

Posso ben correre da lì all'arrivo, ma Francesco corre di più, e comunque c'è poco da fare, ormai. Al lordo dell'effetto scarpa esplosa (mi si è staccata la suola e mi usciva il plantare di lato... a proposito, non è che qualcuno ha una Falcon destra numero 45,5 che gli avanza?) prendo 9 minuti da un fantasmagorico Roland, 8 da Paolo Mario, e 4 da Mario e Francesco. Con le scarpe intere sono certo che ci avrei messo almeno 20''-30'' in meno. Però mi sono divertito un sacco, e alla velocità di Roland e compagni io fra quelle rocce non ci potevo proprio andare. Non so se è un gap tecnico da troppi anni di orienteering meno di loro, che non riuscirò mai a colmare. Comunque continuerò a provarci.

La classifica finale di coppa Italia dice che ha vinto Roland, davanti a Simone e Ingemar. Quarto Francesco e quinto io, a 3 punti dal podio. Che non mi sono affatto meritato per le "prodezze" primavera-estate. Certo è che tanti avversari così agguerriti in M35 non si erano mai visti, ed è proprio una figata tentare di batterli!