1 giugno 2025

Coppa Italia Sprint Mezzano

Il Primiero è un bel posto perché puoi fare riscaldamento con il naso attaccato alle Pale di San Martino, e poi la mappa di Mezzano è bella perché è un casino e poi qui nel 2018 ci ho vinto un non-titolo italiano sprint mixed relay M35 con mia moglie e Carlo Cristellon.

In più c'è una mappetta di warm map che percorro in lungo e in largo fino a che l'1:4000 mi sembra l'unica scala esistente sulla faccia della terra, e in riscaldamento le gambe non sono più così legnose come il giorno prima, e arrivo in partenza concentrato come non mai.

Qualcuno, non del tutto a torto, ha definito la gara di Mezzano come una gara di corsa + una gara di trail-o, perché la "periferia" est è abbastanza banale e il centro storico è un flash mob di casette sparpagliate, ognuna con la sua brava lanterna a fianco. 

Io nella gara di corsa me la cavo discretamente, facendomi fregare solo un pochino dalla maledetta scuola dove non vedo la scelta giusta (a sinistra) per la 2 e non vedendo la scelta migliore per la 5, poi è ora di casette sparpagliate ognuna con la sua brava lanterna a fianco. Mi aggrappo alla carta come un piccolo di koala alla sua mamma, sono così concentrato che mi esce il sangue dalle orecchie (ok, non è vero) e arrivo fino alla 10 magari non velocissimo, ma senza neanche una sbavatura (tanto che, scoprirò poi, alla 10 sono 1° con 8'' di vantaggio sul 2° e 30° sul 3°).

Poi alla 11 invece di una sbavatura, rovescio mezzo calamaio sulla pagina. 

Dopo ore di autoanalisi, sono giunto alla conclusione che il motivo di quello che faccio, è che vedo una scendere dal prato, e una parte del mio cervello si distrae a pensare "che ca##o ci fa quella nel prato?" e la parte rimanente non è sufficiente a registrare la prima stradina nel cerchietto e così cerco la seconda molto più in giù (ok, la scelta migliore era da sopra, ma quella non l'ho vista).

Quando vedo il fontanone in baso (a cui arrivo passando a nord della casetta quadrata, non a sud come ho disegnato in carta) capisco che sono un pochino nel posto sbagliato,  e devo tornare affannosamente in su (lasciandoci 40'', i primi due posti e un bel pezzo di morale). Sfiga vuole che il tracciatore abbia deciso che proprio lì si debba fare il cambio carta, che mi trova ancora un pelino confuso, così lascio per strada un'altra decina di secondi e un'altra posizione

Ritorno più o meno in me alla 13, dove perdo altri 4'' dal primo ma recupero il 3° posto, ma poi rovescio l'altro mezzo calamaio sulla pagina e ciao. In uscita dalla 13 quelle case tutte mezze storte mi confondono e ci metto un po' a infilare la stradina giusta, poi alla 14 quel pezzo di cervello che prima si era distratto con quella nel prato, si distrae con la solita local che vuole dare indicazioni e dice "più avanti": io ho appena punzonato la 14, sono esattamente dove dovrei essere, ma penso di essere alla 15 e quindi non mi torna niente, poi ricontrollo il codice della lanterna che ovviamente risulta sbagliato e allora la voce della local si impadronisce anche dell'altro pezzo di cervello e vado in palla. 

Ci metto 35'' a capire che sono alla 14, che la 15 è lì vicinissima, e che probabilmente ho definitivamente buttato la gara nel cesso (e infatti sono precipitato all'infamante 11° posto). Da lì alla fine c'è tempo solo per recuperare qualche secondo fra la 16 e la 18, e per buttarli via alla 19, chiudendo 10° (a pari "merito" con un altro concorrente).

Chi ha vinto? Non so, non mi ricordo, secondo Filippo Bertolotti, terzo Roberto Janzen Innamorati. Mi scazza giusto un pelettino e solo un magnum alle mandorle + fetta di strudel con panna e cannella mi tirano su una mezza costola.

 

28 maggio 2025

Ortigara & Cima XII

Da un po' di anni ogni volta che passavo da Borgo Valsugana pensavo che mi sarebbe piaciuto andare in Cima XII. Sabato pomeriggio c'è una gara di orienteering a Lavarone, che è "lì vicino", quindi quale occasione migliore per andarci partendo con il treno dell'alba?

La sveglia alle 4 è tremendamente vicina a quella mezzanotte a cui sono andato a dormire, è una parte di me pensa chiaramente "ma che ca@@o stai facendo???", ma tutte le altre parti ormai sanno benissimo che sarà una figata e la levataccia non la rimpiangeremo neanche un po', quindi giù i piedi dal letto e si va.

In stazione, dove arrivo con sontuoso anticipo di 4 minuti, non c'è traccia del bus sostitutivo che, appunto, sostituisce il treno che stanno elettrificando (la linea, non lui), e mi preoccupo un po'. Quando è passato l'orario di partenza entro in stazione a guardare il tabellone, che dice che il bus parte alle 4.55, non alle 4.44 come mi ricordavo io, così torno fuori.

Fuori c'è una in tuta che è arrivata in taxi, sta parlando al telefono con qualcuno, sembra che parlino di una gara, lei dice che arriverà a Firenze a mezzogiorno e poi andrà al campo gara, che la partenza è alle 15, che lui non deve preoccuparsi, che lei l'anno scorso l'ha fatta in 9 ore e lo aiuterà. "Vai a fare il Passatore?" le chiedo. "Sì" risponde lei. Io invece vado in Cima XII, che è meglio.

Neanche alle 4.55 il bus si fa vedere, ma arriva qualche minuto dopo (l'autista, non il bus) e io ci salgo. E mi accordo appena in tempo che ho lasciato i bastoncini sulla bici. Allora dirotto il bus, che tanto ci sono su solo io, e li recupero.

Alle 6.00 sono a Borgo Valsugana pronto per partire, e da lì in poi è semplicemente una figata. Il sentiero che sale passa prima dall'Ortigara, è molto bello e vario, pendente il giusto, fra rocce calcaree, mughi e rododendri, cioè in pratica fra le cose che mi fanno sentire più a casa mia in assoluto. In alto c'è il sole, l'Ortigara mi sorride, le varie tabelle informative ricordano che qui per vari anni non c'è stato proprio niente da sorridere e ci è morta un sacco di gente.

Quando arrivo su c'è anche il mare di nuvole, da cui spuntano verso nord est il Lagorai, la Cima d'Asta, le Pale di San Martino e, a sprazzi, altre cime Dolomitiche, cioè, in pratica, le montagne che mi piacciono di più in assoluto.

Verso sud invece sembra semplicemente di essere in aeroplano.

 

Ma io non sono in aeroplano, le gambe stanno molto bene, e bisogna usarle perché Lavarone è ancora lontana, e perché se c'è un posto dove vale la pena di usarle, è questo.

Vale la pena anche di usare mountain Map, la nuova applicazione che ho scoperto da poco (e che purtroppo non mi paga per parlare di lei), che anche sul mio sm.ph. non proprio di ultimissima generazione, mi indica chiaramente dove andare su un altipiano dove di sentieri ce ne sono moltissimi, e se non lo fa con la dovuta tempestività (e faccio almeno 4 km più del dovuto) è perché la controllo con troppa parsimonia.

Supero agevolmente Cima XII, e quando arrivo a Cima Portule sono ancora convinto di riuscire a salire anche sul Piz di Levico, che poi però si rivela più lontano del previsto, e mi limito a godermi gli ultimi km di bosco, dove cerco di spingere ancora il più possibile sulla forestale, che per fortuna scende. Anche il progetto di arrivare fino a Lavarone si rivela irrealizzabile, e riesco a raggiungere "in tempo" la gara di orienteering solo perché a Monterovere blocco la prima auto che sale dalla strada del Menador, e sono due orientisti austriaci che stanno andando nello stesso posto, non sanno bene la strada, e sono contenti di accompagnarmici in cambio di indicazioni 😄

Alla fine sono poco meno di 42 km con 2.523 metri di dislivello positivo, bellissimi.