Prendi un lunedì di Pasquetta con un cielo da cartolina, un bosco da cartolina, una carta aggiornata da poco, un giovane tracciatore entusiasta, qualche centinaio di orientisti, e ne viene fuori la gara "promozionale" di fine gemellaggio Trentino - Salzburg. Non che la maggior parte dei presenti fossero presenti al gemellaggio, ma era aperta a tutti, e quindi anche a me, che non mi sono gemellato con nessuno.
In partenza il termometro era attorno ai 4 gradi, ma l'inesperienza della giovine età mi fa arrivare lì sprovvisto di qualsiasi protezione adeguata. Ho la divisa estiva, supportata giusto dalla canottiera a costine, che fa un po' pensionato, ma che mi salva dal congelamento. E poi sono un master, quindi la tenuta da pensionato è perfettamente adeguata. Per l'occasione fra l'altro noi master gareggiamo insieme ai giovincelli, ai super master, alle W-ganze, e a tutte/i quelle/i che hanno voglia di cimentarsi sul "nero", che il tracciatore promette "difficile per agonisti". Così c'è la possibilità di confrontatarsi con Johanna Murer, Thomas Widmann, Jonas Rass, Giacomo Zagonel, Mattia Debertolis, o, chessò, Stefano Zonato. Ci sono anche GPM e DDS, con i quali mi confronto invece molto più spesso e volentieri.
Nonostante il freddo e la paura che questa zona ondulata mi fa, parto proprio bene, e mi trovo fin da subito in gran sintonia con la carta. Mi sembra quasi di avere in mano un plastico su cui controllo agevolmente la mia posizione e non ho nessuna esitazione neanche in zona punto. Pulito fino alla 6, per la 7 cambio scelta dopo essere arrivato al laghetto, allungando la mia strada e facendo probabilmente un percorso peggiore del primo che avevo pensato, e nello slalom da lì alla 13 ho solo una indecisione alla 9 (che mi costa però una quindicina di secondi) dove mi fermo sul dossetto sopra. Non sarò un fulmine di guerra ma 7° dopo 20' di gara, a poco più di 2' da Zagonel e di 1' da GPM, per me, su un terreno del genere, è un gran bell'andare.
Prima crepa nella mia condotta granitica alla 14, dove non mi fido più di me stesso e mi fermo una curva troppo in basso, buttando via mezzo minuto a dubitare. Piccola soddisfazione alla 15, dove faccio addirittura il miglior tempo, e poi il patatrac. Già parto maluccio perché allargo troppo rispetto alla linea rossa che era la scelta migliore, ma quello si poteva anche tollerare. Molto meno il fatto che, arrivato al semiaperto "sporco" sapendo perfettamente dove ero, invece di buttarmi a destra nel canale-autostrada che mi avrebbe praticamente portato al punto, vado inspiegabilmente a sinistra, verso non si sa cosa. La scusa che mi ero dato inizialmente, di essermi lasciato distrarre dalle sensuali forme di Stegal, non regge, perché lo incrocio solo quando sono sul piano e lui (con il senno di poi) sta uscendo proprio dal mio punto. Trovato un collinone con a fianco un avallamento e dei verdini davanti, mi sembra di essere a cavallo, e la mia tecnica non è sufficiente a farmi capire che il collinone è un po' troppo grande, e l'avallamento un po' troppo largo, e i verdini un po' troppi. Quando mi accorgo di essere sul dosso più a nord è passata un'eternità e ormai faccio solo in tempo a prendere il treno di Debertolis, che mi porta fino all'arrivo (ma solo psicologicamente, perché leggere, leggo tutto anch'io, solo che avere lui davanti mi fa correre più veloce).
Oltre al bell'allenamento, un utile promemoria per la ormai imminente Coppa Italia: mai-mai-mai-mai-mai-mai distrarsi. Soprattutto nelle tratte più lunghe e nei posti più "semplici" (certo che GPM è andato proprio come un treno!)(ma ha cambiato società???).













