Prima che Mario se ne accorga da solo e inizi a sfottermi, faccio outing pubblicamente: sono arrivato ultimo. Ma proprio ultimo ultimo. Si potrebbe anche dire che sono arrivato 11esimo, che suona parecchio meglio, solo che eravamo in 11. A voler essere benevoli, ci sarebbe uno che si è ritirato, ma nell'orienteering non è come nel trail, che già arrivare in fondo è una piccola vittoria. Quindi sono ultimo e basta.
Era la Wolf-o, una gara di orienteering su due tappe, Francolini di Folgria la prima, Fondo Frande la seconda, dove il secondo giorno si partiva a caccia, cioè con il distacco accumulato il giorno prima.


Quelli forti, quando raggiungono qualcuno più forte di loro continuano a correre belli concentrati come niente fosse.
Quelli scarsi, quando raggiungono qualcuno più forte di loro, mettono la carta in tasca e si attaccano all'altro per farsi portare al traguardo.
Ma io sono "oltre". Io smetto di leggere la carta, ma NON seguo quello che ho raggiunto, e semplicemente proseguo sulle ali dell'entusiasmo.
Nel caso specifico, usciamo dalla 5 a velocità supersonica, arriviamo ad un boschetto un po' più fitto che io, SENZA guardare la cartina, decido essere quello prima della 6, Michele prosegue e io mi fermo lì a cercare funghi. Il minimo sindacale del sangue freddo avrebbe permesso di capire che ero al verdino a metà strada, ma io non lo ho, e quando mi rassegno che la lanterna non è lì, Michele è andato da un po' e io proseguo del tutto a caso, fermato solo da un prato con vista sulle case e il laghetto, che mi costringe a prendere atto del fatto che ho superato anche la 7. Torno indietro con 2 o 3 code fra le gambe, e quando riesco finalmente a trovare la 6 ho perso 10' e mi hanno superato TUTTI.
Da lì in poi mi pare di correre anche discretamente, ma il penultimo e il terzultimo (non il primo e il secondo...) mi danno un altro minuto, quindi probabilmente non è tanto vero.
Rimango ciononostante convinto che sia il gioco più divertente del mondo.
