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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

Trail autogestito in Marzola

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In mancanza di gare di orienteering e vincendo la mia proverbiale orsaggine, sabato scorso ho partecipato al trail autogestito organizzato da quelli di Trentino Trail Running nell'ambito dell'iniziativa nazionale "Corro ma non tremo", una raccolta di fondi in favore dei terremotati del centro Italia.
Eravamo una novantina a correre i 13 km e 800 metri di dislivello su e giù per la Marzola, una montagna ad uno sputo da Trento, che ha una cima (dove non siamo arrivati) dove sembra di essere sperduti fra le Alpi, e una serie di sentieri bellissimi, che ogni volta che li vedi pensi che non te li ricordavi così belli.
L'indicazione degli organizzatori era di stare il più possibile insieme, nell'andata fino al rifugio Maranza ha funzionato abbastanza, e io me ne sono stato buono buono nella pancia del gruppo. Al ritorno sono partito per ultimo, ma gli ultimi andavano troppo piano, e poi correre in coda non mi piaceva tanto, e allora ho accelerato un po', e poi …

Oricup Inverno: Doss Trento - Piedicastello

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Il triangolo delle Bermude esiste, e io so dov'è. Si trova esattamente in cima al Doss Trento, quella modesta altura a forma di panettone schiacciato, inconfondibile per chi arriva a Trento in autostrada, soprattutto da nord. Alle pendici di questa "altura" è nata la gloriosa società sportiva US San Giorgio, e sulla sua cima io mi persi la prima volta che ci gareggiai in notturna (era una sprint che io conclusi all'incirca in 50 minuti), mi persi la prima volta che ci corsi di giorno, e continuo a perdermi regolarmente ogni volta che ci gareggio.

Non ha fatto eccezione la gara di Oricup Inverno di sabato scorso, che partiva da lassù per poi scendere nel quartiere di Piedicastello e concludersi a pochi passi dalla sede della gloriosa società sportiva US San Giorgio. Alla lanterna numero 4, che distava dalla 3 la bellezza di 80 metri (ottanta-metri), che il primo (Cipriani Andrea) ha coperto in 34'', il 5° (Vivian Lorenzo) in 40'', il 15° (Zucal Giulio…

Lunghissimo di Febbraio

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Da un paio d'anni per coltivare le mie ambizioni (= arrivare in fondo vivo) di ultra-trailer (= quei fuori di testa che corrono in montagna per più di 42 km in una botta sola) una volta al mese mi faccio un "lunghissimo", cioè una corsetta di più di 50 km e 2500 metri di dislivello.
Questo mese, visto che in alto c'è neve, per tenere fede al mio solenne giuramento di non andare a cercare rogne al freddo e al gelo, dopo il mio tentativo non riuscito di congelarmi un polpastrello in Val Adamé (vedi post dell'1 novembre), mi sono lanciato con il periplo del Monte Bondone: partenza da casa, e arrivo a casa. Come al solito non mi sono preoccupato di contare quanti km e m.disl. fossero, in più ho parecchio sottovalutato la neve sopra i 1000 metri (mi sono trascinato per quasi due ore in neve fresca, dai 20 ai 50 cm, quel che basta per farti penare ogni passo, sia in su sia in giù).

Morale, non sono riuscito ad arrivare a casa, ma ci sono arrivato abbastanza vicino (dici…

Oricup Inverno: back to Perfida

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Sabato scorso sono tornato dalla Perfida, che in questo caso non è la moglie del Perfido, ma una che è perfida da prima che io conoscessi Mario Ruggiero: la Perfida Gardolo. Con tutti gli scongiuri del caso, era la cartina dove fino ad ora mi sono fatto più male in una gara di orienteering, e alla quale avevo prima dedicato il post di cui sopra e poi, scopiazzando il post, lo ammetto, anche un capitolo della mia Immortale Opera.
Per questo da quando è uscito il calendario della Prestigiosa Oricup Inverno e ho visto che l'11 febbraio era prevista una gara sulla carta di Gardolo, nutrivo qualche motivato timore. Ebbene, ne sono uscito sano e salvo (e ho anche constatato con soddisfazione che in carta il recinto "attraversabile" sul quale mi ero trafitto, è diventato nel frattempo "inattraversabilissimo") e anche con un altro scalpo di El Cip Cipriani, e persino uno di Lorenzo Vivian, e scusate se è poco.
È stata una piacevolissima giornata di orienteering, con un…

Oricup inverno: Alberé di Tenna

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Per la gioia di SZ, eccomi con la cronaca minuto per minuto della Oricup Inverno di Alberé di Tenna, dove non c'è neve e non fa tanto freddo, ma in compenso piove.

La mia disabitudine al bosco si evidenzia soprattutto nell'abbigliamento inadeguato: non mi porto nulla a proteggere gli stinchi ignudi, e finisco la gara scorticato. Sofferenza inutile, dato che non posso neanche sfoggiare le mie ferite girando in braghe corte durante la settimana.

Per il resto, a parte la solita frenesia da gara (sì, anche in una oricup, sono irrecuperabile) in alcuni punti, non ho corso neanche male. Certo, tecnicamente non era Lipica, ma sono soddisfatto del colpo d'occhio sulle forme del terreno, della precisione, e della tendenza a spingere dal primo all'ultimo punto, ogni volta che la carta lo permetteva. Se sono riuscito a tenermi dietro un giovinetto di belle speranze come Giacomo Pezzè, del buono c'è, e ci sono ancora vari mesi per coltivarlo. 
Split e mappa alla mano, qualche …