21 aprile 2015

CSI ai Bindesi

Villazzano mi porta bene, quasi esattamente un anno fa ho vinto la gara CSI di Villazzano con 3 minuti su Segatta e poco di più su Cipriani. Sabato scorso ai Bindesi, che stanno poco sopra Villazzano, ho vinto di nuovo, con 3 minuti su Cipriani e 5 su Eddy Sandri. Questa volta nel bosco, e su una carta insidiosa, condita da qualche tirata in salita che probabilmente mi ha avvantaggiato un po'. Gara pulita la mia, una delle più precise e concentrate della mia carriera: avrebbe probabilmente meritato una miglior causa. Primo dall'inizio alla fine, senza sbavature, veloce e preciso. Manca un bel po' agli italiani middle, speriamo di continuare così.

Ecco, suonava più o meno così il mio post sulla gara di Villazzano, quando lo scrivevo nella mia testa scendendo dalle pendici della Marzola, dove la pioggia ci ha graziato per tutto il pomeriggio (ma io ho preso un bel po' di freddo per via di un abbigliamento un po' troppo balneare).

Solo che poi ho guardato gli split, e loro raccontano una storia un po' diversa.

Il risultato è vero, vittoria con 3' sul Cip e 5' su Eddy, condita da 9 migliori tempi su 20 lanterne, quindi la giornata non è stata proprio tragica. Però ad esempio non è vero che sono stato in testa dall'inizio alla fine. Alla 2 ero secondo, per via di una valutazione un po' cialtrona delle curve di livello: ho deciso che dovevo rimanere in quota e invece dovevo scendere. A guardarmi intorno a caccia del dosso giusto ci ho lasciato una quindicina di secondi da un Segatta partito molto ispirato.
Poi, le tirate in salita che avrebbero dovuto avvantaggiarmi non mi hanno avvantaggiato per nulla: 10'' da Eddy sulla 4, 10'' da Eddy sulla 6, addirittura 25'', sempre da Eddy, sulla 17. Su 5 curve di livello, non 50. Ed erano tutte salite somare, niente di miniamente tecnico, salite sulle quali, per avere qualche speranza, non dico contro Rigoni, ma almeno contro i Grassi Brother, agli italiani middle, dovrei mettere da parte almeno tanti secondi quanti ne ho invece persi. 
E poi non è che sia stato poi così veloce e preciso, almeno non sempre. Gli split dicono che nelle lanterne più tecniche (= su forme meno accentuate) ho bisogno dei miei tempi, non c'è niente da fare. Vedi la 13, dove non ho sbagliato, ma ho solo controllato le forme con un po' troppa calma, e ho preso più di 20'' (di nuovo da Eddy). E ci ho aggiunto anche una 9 dove ho buttato 35'' con una scelta quantomeno discutibile, e una 10 dove l'ho presa un po' troppo larga. Insomma, contro quelli cattivi e vendicativi, se corro "solo" così, si mette male (sì, proprio vendicativi: l'anno scorso, dopo che gli ho soffiato l'argento agli italiani long, mi hanno fatto un culo così alle finali di coppa Italia in Liguria...).

Morale: di corsa ad allenarmi su per i sgrebeni, che al 17 maggio manca poco.


17 aprile 2015

II Coppa Italia - Long - Quantin

Già a Bedolpian una settimana fa Stegal mi ha detto "quella di Quantin è la tua gara", o qualcosa del genere. Mentre mi avvio in partenza The Course Setter Of The Century Bellotto mi grida dietro "Oggi è la tua". Ieri sono arrivato 19esimo in una sprint che volevo vincere. Insomma, ce n'è abbastanza per perdermi prima della svedese e tornare a casa a piedi per la vergogna.

Anche perché prima di partire riesco ad accumulare anche qualche altro aneddoto. In particolare:
  1. scopro di essermi portato dietro la maglietta da gara di mia moglie, che non mi sta, e devo mettermi quella di ieri, rimasta appallottolata in un sacchetto di plastica tutta la notte
  2. scopro di essermi portato dietro i pantaloni da gara di mia moglie, che mi stanno pochissimo, ma quelli di ieri non li posso mettere perché sono attillati e sopra il ginocchio e, con quelli, dal bosco ci esco con le gambe a brandelli. Non mi donano molto, le braghe di mia moglie, ma con i jeans è peggio
  3. scopro che le scarpe da gara che mi sono appena comperato forse sono troppo grandi, e non posso certo provarle in gara e poi cambiarle. Così corro con le scarpe da ginnastica che oltre ad essere senza chiodi sono pochissimo grippose
  4. scopro che le scarpe da ginnastica pochissimo grippose hanno un laccio completamente sfilacciato e lo sistemo alla belle meglio in partenza, poco prima del mio minuto.
  5. scopro che al minuto -2 hanno dimenticato di esporre la carta al 15.000, sulla quale da comunicato gara (e da regolamento) corre la M35, e mi devo accontentare di guardare la 10.000 ("ma poi trovi quella giusta al 15.000", mi dice l'omino delle partenze)
  6. scopro che quando prendo in mano la mia carta non è affatto al 15.000, ma c'è scritto M35, la descrizione punti coincide con quella che ho al braccio, e allora vabbeh
A parte questo, tutto bene.

La cronaca punto per punto sarebbe un po' una palla, ve la risparmio. Passo agli "highlights".

Lanterna 2. Dopo una 1 un po' lenta in zona punto sono pronto ad attaccare, ma arrivato al dunque non mi raccapezzo. Ho bisogno di salire fino in cima al dossone per capire che sono in cima al dossone, e mi gioco un minuto. Sono 16esimo, ma la gara è lunga.

Lanterna 3. Veloce come un missile in curva aggirando il costone. Attacco al punto spietatamente efficace ("dovrebbe essere qui da qualche parte, toh, è qui"). Miglior tempo di tratta. 12esimo

Lanterna 4. Leggo la descrizione punti, la capisco anche, e quando vedo la lanterna ai piedi di una parete di 5 metri, che se fossi arrivato dalla parte sbagliata mi sarei mangiato i gomiti, gongolo. 11esimo

Lanterna 5. La zona è tutta un casino. Fortuna che c'è un tizio con una telecamera, che si mette ben a fischiettare e a far finta di essere lì per caso, ma è chiaro che a due metri da lui c'è la lanterna. Un ottimo punto di attacco. 10mo (o 10imo?)

Lanterna 7. Via di corsa per i prati. Con la coda dell'occhio vedo una lanterna al bordo di un verde. Torno impercettibilmente indietro, poi mi dico che non ho ancora passato la fascia verde 2 e non può essere la mia, e proseguo senza andarla a guardare. Era proprio vero, sono un figo. 8avo (boh)

Lanterna 8. Buona l'idea di attaccarla da sotto, da sopra non si sarebbe vista. 7imo

Lanterna 9. Su dritti verso un cocuzzolo che si vede da chilometri di distanza. Molto più bolso del previsto, solo il settimo tempo di tratta su quello che dovrebbe essere il mio pane. Si vede che sono diventato troppo tecnico... (7imo)

Lanterna 10. Prato, verdino, prato, muretto e poi boh. Non vedo neanche il muretto, e vado diritto verso il boh. Non so se trovo il boh, ma trovo la lanterna. 7imo

Lanterna 11. Di nuovo salita, ma stavolta sembra meno banale. Mi appoggio ai nasini, scoprendo poi che la vista sul prato a sud est è un ottimo riferimento. Intravvedo Ingemar partito 3' prima di me, e tremo pensando a come è andata a finire ieri. Comunque, 5to

Lanterna 12. Sono 10 metri dietro ad Ingemar, pazienza, pazienza, pazienza. Nel verdino, strada, taglio di bosco, strada, poi io sto più a ovest per aggirare il nasetto e punzono prima di lui. 3zo

Lanterna 13. Piano che c'è Ingemar, piano che c'è Ingemar, piano che c'è Ingemar. Ma sarò giusto? Ma sarà il dosso giusto? Ma cosa sarà sto monumento? Ah, una lapide. 3zo

Lanterna 14. Toh, c'è Hueller, beh, facciamo guidare lui. Così intanto guardo la tratta lunga. Ma più o meno leggo, comunque. Boh, non capisco molto. Dov'è Hueller? Ah, lì dietro, con Ingemar, e con la lanterna. Meno male (e meno male che la lanterna era quella giusta, dato che Hueller era in un'altra categoria...). 6to :-(

Lanterna 15. The long one. La lettura pre 14 ha detto che c'è una sola cosa da fare: andare sulla strada e correre, correre, correre, e correre. Nessun'altra scelta è minimamente ragionevole. E allora su e poi via. Mi spremo come un limone, pensando che in questa tratta posso guadagnare parecchio e anche che in Liguria l'anno scorso su una tratta simile pensando di guadagnare parecchio ho perso. E allora mi spremo di più, anche perché dopo la 15 è tutta discesa. E poi controllo ossessivamente ogni curva per essere sicuro di lasciare il sentiero al posto giusto. Attacco al punto da professionista, e senza aiutini. Secondo tempo di trattona (un minuto e mezzo più lento del primo e un minuto e mezzo meno del terzo) e 2do (ma mica lo so).

Lanterna 16. Ipotizzo di avere un tesoretto da parte, ma so che le lanterne veloci in discesa possono essere fatali. Comincio maluccio con la prima, che costringe ad attraversare il vallone, e che non è affatto in discesa, dato che sta due curve sopra la 15, come ben capisco dopo. Pessimo 22esimo tempo di tratta. 3zo

Lanterna 17. Valletta, valletta, vertebra di moffetta. Miglior tempo! 2do

Lanterna 18. Basta correre giù per la canaletta. Non mi pare di poterci mettere 7'' più di qualcun altro, ma così dicono gli split. 2do

Lanterna 19. Via quasi in costa a tutta fino alle canalette, quella in mezzo. Non mi pare di poterci mettere 11'' meno di GPM, ma così dicono gli split. 2do

Lanterna 20. A rotta di collo giù per il torrente. 2do

Lanterna 21. Verde, strada, verde, traccia, verde avvallamento. Un po' dubbioso sul finire, ma secondo solo a Rigoni. E ancora 2do.

Lanterna 22. Prato prato e giù per la canaletta, non serve Hubmann. 2do.

Lanterna 23. Il torrente è circondato da rocce infide, cerco di infilare il varco giusto. Ne infilo uno, ma non quello giusto e faccio un sacco di giù e su e il giro del mondo. Sul podio c'è chi fa peggio, ma anche chi ci mette un minuto di meno. 2do

Lanterna 24. Sono certo che le gambe non possono sbullonarsi dal bacino, quindi le lancio dove capita, mulinandole (come direbbe Stegal) più velocemente possibile. Rigoni è su un altro pianeta, ma non me la cavo affatto male. 2do

Lanterna 25. Corta, ma bastarda in salita. Ci si potrebbe perdere una gara, per una manciata di secondi. Gli split vanno in palla. Sarà pure Rigoni, ma 2'' sono troppo pochi. E io sarò pure Pedrotti, ma 3'' sono altrettanto pochi. Sia quel che sia, corro, mi pare anche con ancora qualche residuo di efficacia. 2do

Finish. Prima di partire avevo pensato "Mi piacerebbe poter correre a tutta su quel rettilineo finale ondulato, pensando di avere qualcosa da perdere". Ecco, sono sul rettilineo finale ondulato, sono convinto di avere qualcosa da perdere. O qualcosa da guadagnare. E sputo fino all'ultima energia.

Stramazzato dopo il traguardo sento Stegal che mi osanna per il mio miglior tempo, un minuto e mezzo davanti a GPM e 2 davanti a SCristellon. Poi arriverà Carletto e mi soffierà il primato, ma sono di nuovo il primo-post-Rigoni nella long (e ho azzeccato primo, terzo e iniziale del cognome del secondo...). Potrei anche essere soddisfatto.

Unico rimpianto, fra poco si scioglierà la neve sul Rolle e allora addio distacchi di 3 minuti da Rigoni, perché allora comincerà ad allenarsi sul serio. In questi due giorni lui è stato "umano", con la gara perfetta si poteva battere, sia nella sprint sia nella long. Non ci siamo riusciti. Sarà per l'anno prossimo. Intanto metto in bacheca una nuova foto con lui e GPM sul podio, anche se questa volta abbiamo dovuto farcela per conto nostro. Hanno deciso che premiare i master è una perdita di tempo. Ovviamente non sono d'accordo: se premiassero maschi&femmine assieme, magari solo con passaggio sul podio e consegna premi a seguire sotto il palco, non servirebbero molti minuti, e non si perderebbe la stretta di mano sul podio con i rivali di giornata e la foto da mettere sul desktop fino all'anno dopo.


P.S. Beh, due lanterne ve le ho risparmiate...




15 aprile 2015

I Coppa Italia - Sprint - Belluno


Oggi è la mia gara. Una sprint in centro storico, dopo mesi di astinenza invernale, per di più in una città in mezzo alle Dolomiti, dove arriva anche una gara di ultra trail, che, se l'anno prossimo avrò ancora abbondanza di salute e scarsità di buon senso, mi vedrà al via.

Il mio arrivo in città è talmente atteso da essere annunciato da una voce ben più autorevole di quella di Stegal:



L'attesa del via passa fra due chiacchiere con chi arriva, origliamenti di orientisti che parlano di gare passate come se fossero cose serie, lettura dei messaggi sui muri della città ("Fabiano sei un bastardo pezzo di merda, ma ti amo"), gite turistiche in scala mobile dalla città al parcheggio in basso, riscaldamento sulle scale immobili. E poi, più di un'ora dopo che The Speaker ha annunciato "è iniziata la Coppa Italia 2015" (e quanta nostalgia per quando lo faceva sul far della notte con centinaia di frontalini accesi e pronti a buttarsi nel bosco), è finalmente è ora di partire.


Gli attenti studi di tutto il visibile dalla zona arrivi hanno detto che la "k" (che chiamerò per tutta la vita "La Svedese", perché "Delayed Start" mi fa schifo) sta davanti ad un portico nella parte est della piazza, e che conviene arrivare lì, sapendo già dove andare poi. Così partenza con il freno a mano tirato e poi via fra le stradine dopo il porticato, con una scelta che potrebbe non essere la più corta, ma mi fa vedere la 12. 5° tempo, 4 secondi più lento di Ruggiero, ma va bene così.

Per la 2 penso di tornare verso nord e poi passare dal portico, ma le mie gambe decidono che è meglio andare ad est, e hanno ragione loro: miglior tempo con Lerose. La carta mi ricorda Monghidoro, la mia prima medaglia agli italiani sprint. Voglio che vada così anche oggi.

Per la 3 mi ributto sulla via centrale prima di aver pensato bene se è una buona idea. Lo sarebbe se poi piegassi a est verso la 10, in modo da arrivare in zona punto senza fare scale. La mia scelta è più lunga di quella tutta a ovest e meno scorrevole di quella migliore: 4'' più lento di Rigoni.

Per recuperare il tempo che so di aver perso alla 3 divoro le scale da lì alla 4, non pensando neanche alla possibilità di passare da sotto (più lunga ma meno dislivello): miglior tempo 1'' meglio di Dalla Santa. E sono primo, con 2'' su Lerose.

Qui, ahimè, prendo Neuhauser, che partiva 1' prima di me, e la tratta successiva è troppo corta per riassorbire l'emozione e rimettersi in carreggiata. Quando lui svolta nel cancelletto, lo guardo con sufficienza con l'angolo dell'occhio, e la conferma che ha sbagliata strada me la dà il fatto che torna su subito dopo. È solo quando sono quasi in fondo alla scala dopo, che mi accorgo che Ingemar è tornato subito indietro perché la lanterna era 1 metro sotto dove sono passato. Torno indietro ricoprendomi di tutti gli insulti ammessi dalla ISSOM: 35esimo tempo di tratta e precipitato al 12esimo posto a 50'' da Rigoni.

Alla fontana della 6 ci ho fatto la pausa pranzo andando in bici con l'Anto alla gara del Cansiglio dell'anno scorso, ma non è tempo di romantiche soste memoriali. Non escluderei che invece l'abbia fatta Carlo, dato che io faccio il miglior tempo in 55'' e lui il 23esimo in 1'21''.

Il sacro furore mi sorregge anche alla 7 (di nuovo miglior tempo, 2'' più veloce di Origgi) ma Ingemar è di nuovo in agguato alla 8. Con il senno di poi, credo che una parte del mio cervello abbia interpretato come una uscita dal punto, un suo movimento nella strada davanti a me, spingendomi a proseguire senza badare al fatto che il punto era a due metri da dove ero in quel momento: 35'' persi e 14esimo posto.

E quella sarebbe una zona in cui leggere con calma e andare pianino, mentre io mi butto su per la scalinata, bruciandomi la scelta migliore per avvicinarmi alla 9 (dal porticato a sud) e condannandomi ad uno scantinato che in condizioni normali non sarebbe niente di speciale, ma che in quel momento mi sembra il labirinto del Minotauro, e mi mangia altri 49'' scagliandomi al 18esimo posto a 1'44'' da Ruggiero.

Faccio finta di non saperlo e mi lancio verso le 4 lanterne successive come fossi appena partito, correndo come un forsennato, ma anche con un briciolo di sale in zucca. Non c'è molto da scegliere (e quel poco forse lo sbaglio, dato che per la 11 forse conveniva passare a est della 1), ma il furore agonistico è notevole e mi porta 4 secondi tempi di frazione, tutti una manciata di secondi dietro Carlo. Alla 13 sono decimo, il podio probabilmente è andato, ma una posizione dignitosa è ancora alla portata.

Un'altra cosa che succede alla 13 è che mi raggiunge Carlo, e l'imperativo è di non lasciarmi distrarre e continuare per la mia strada. Ci riesco così bene, che quando lui esce dal portico e va a sinistra, io vado a destra, straconvinto che la mia scelta sia molto migliore della sua, e sorvolando sul fatto che lui ha in bacheca qualche decina di titoli italiani più di me. In effetti arrivo alla lanterna un bel po' prima di lui, peccato che sia la 15. Di fare il rettilineo d'arrivo in contromano, sotto gli occhi di Stegal, non se ne parla proprio, e torno alla 14 cercando di mimetizzarmi fra gli alberi e gli atleti che si cambiano. Già che ci sono scelgo la strada più stupida anche per andare dal punto spettacolo alla 15, infrattandomi fra i tavolini sotto il portico, per un totale di 1'54'' persi.

Da lì alla fine ho giusto il tempo di perdere altri 22'' quando dalla 18 cerco di andare alla 16, prima di chiudere con un meritato 19esimo posto, peggiore risultato della mia vita in una gara non elite. Era proprio la mia gara.





9 aprile 2015

Coppa Italia, finalmente!

Si è fatta un po' aspettare, quest'anno, ma alla fine è tornata la Coppa Italia e sabato si comincia a Belluno. Sorvoliamo sulle varie ideone che abbiamo trovato quest'anno nell'uovo di Pasqua (tipo che vincere una sprint in centro storico o una long nel bosco vale gli stessi punti...) e lanciamoci un cuor solo e un'anima sola verso le prime due gare!

Che in M35 saranno a dir poco agguerrite, con due griglie di partenza ricche come non si vedeva da tempo. Peccato che il sabato alcuni vecchietti preferiscano giocare con i più giovani nella categoria Senior, ma la domenica saranno al via 8 dei primi 10 del campionato italiano long dell'anno scorso. Mancheranno solo Origgi (presente il sabato) e Buselli (misteriosamente assente in entrambe le gare, dopo il secondo posto alla seconda tappa dello Sprint Race Tour a Brescia), ma in compenso ci sarà Roland Pin, che a Passo Vezzena aveva vinto il titolo in M40.

Pronostici? 

Sabato, a giocarsi i posti sul podio dovrebbe esserci un sacco di gente e in particolare secondo me Origgi, Lerose, Sandri, Ruggiero, Neuhauser, Pin e Rigoni. Per il primo posto, dipende molto se è terminato il fioretto alla Madonna di King Karl, che le aveva promesso di non vincere la prima gara di Coppa Italia in cambio di non si sa bene cosa, fino a non si sa bene quando.

Domenica aumentano i pretendenti ma probabilmente diminuiscono le possibilità di sorprese. Se tutto va come dovrebbe andare, i primi 3 saranno Rigoni - Pin - Grassi PM, più o meno in questo ordine. I più accreditati nel cercare di rovinarmi il pronostico dovrebbero essere i due Cristellon, l'altro Grassi, Ruggiero e Neuhauser (e magari Bianchi, se per caso avesse iniziato ad allenarsi...), ma non è detto che ci riescano.

Il mio obiettivo per il fine settimana è di non farmi prendere da Pin e Rigoni, che tutti e due i giorni partono subito dopo di me: 1 e 2 minuti sabato, 3 e 6 minuti domenica. Soprattutto domenica, sarà dura assai, ma ci proverò con gran gusto.

"Gran gusto" che auguro anche a tutti quelli che ci saranno (e a tutti quelli che ci saranno le altre volte) con questo video un po' artigianale: foto rubate dai vostri siti, musica presa in prestito da Francesco Buselli. Non avevo voglia di comperarmi il programma e ho usato la versione che ci appiccica la pubblicità, e ho sicuramente dimenticato qualcuno di fondamentale, ma abbiate pazienza: è perché l'orienteering mi fa impazzire...
 
 

6 aprile 2015

Pasquetta a Bedolpian

Prendi un lunedì di Pasquetta con un cielo da cartolina, un bosco da cartolina, una carta aggiornata da poco, un giovane tracciatore entusiasta, qualche centinaio di orientisti, e ne viene fuori la gara "promozionale" di fine gemellaggio Trentino - Salzburg. Non che la maggior parte dei presenti fossero presenti al gemellaggio, ma era aperta a tutti, e quindi anche a me, che non mi sono gemellato con nessuno.

In partenza il termometro era attorno ai 4 gradi, ma l'inesperienza della giovine età mi fa arrivare lì sprovvisto di qualsiasi protezione adeguata. Ho la divisa estiva, supportata giusto dalla canottiera a costine, che fa un po' pensionato, ma che mi salva dal congelamento. E poi sono un master, quindi la tenuta da pensionato è perfettamente adeguata. Per l'occasione fra l'altro noi master gareggiamo insieme ai giovincelli, ai super master, alle W-ganze, e a tutte/i quelle/i che hanno voglia di cimentarsi sul "nero", che il tracciatore promette "difficile per agonisti". Così c'è la possibilità di confrontatarsi con Johanna Murer, Thomas Widmann, Jonas Rass, Giacomo Zagonel, Mattia Debertolis, o, chessò, Stefano Zonato. Ci sono anche GPM e DDS, con i quali mi confronto invece molto più spesso e volentieri.

Nonostante il freddo e la paura che questa zona ondulata mi fa, parto proprio bene, e mi trovo fin da subito in gran sintonia con  la carta. Mi sembra quasi di avere in mano un plastico su cui controllo agevolmente la mia posizione e non ho nessuna esitazione neanche in zona punto. Pulito fino alla 6, per la 7 cambio scelta dopo essere arrivato al laghetto, allungando la mia strada e facendo probabilmente un percorso peggiore del primo che avevo pensato, e nello slalom da lì alla 13 ho solo una indecisione alla 9 (che mi costa però una quindicina di secondi) dove mi fermo sul dossetto sopra. Non sarò un fulmine di guerra ma 7° dopo 20' di gara, a poco più di 2' da Zagonel e di 1' da GPM, per me, su un terreno del genere, è un gran bell'andare. 

Prima crepa nella mia condotta granitica alla 14, dove non mi fido più di me stesso e mi fermo una curva troppo in basso, buttando via mezzo minuto a dubitare. Piccola soddisfazione alla 15, dove faccio addirittura il miglior tempo, e poi il patatrac. Già parto maluccio perché allargo troppo rispetto alla linea rossa che era la scelta migliore, ma quello si poteva anche tollerare. Molto meno il fatto che, arrivato al semiaperto "sporco" sapendo perfettamente dove ero, invece di buttarmi a destra nel canale-autostrada che mi avrebbe praticamente portato al punto, vado inspiegabilmente a sinistra, verso non si sa cosa. La scusa che mi ero dato inizialmente, di essermi lasciato distrarre dalle sensuali forme di Stegal, non regge, perché lo incrocio solo quando sono sul piano e lui (con il senno di poi) sta uscendo proprio dal mio punto. Trovato un collinone con a fianco un avallamento e dei verdini davanti, mi sembra di essere a cavallo, e la mia tecnica non è sufficiente a farmi capire che il collinone è un po' troppo grande, e l'avallamento un po' troppo largo, e i verdini un po' troppi. Quando mi accorgo di essere sul dosso più a nord è passata un'eternità e ormai faccio solo in tempo a prendere il treno di Debertolis, che mi porta fino all'arrivo (ma solo psicologicamente, perché leggere, leggo tutto anch'io, solo che avere lui davanti mi fa correre più veloce).

Oltre al bell'allenamento, un utile promemoria per la ormai imminente Coppa Italia: mai-mai-mai-mai-mai-mai distrarsi. Soprattutto nelle tratte più lunghe e nei posti più "semplici" (certo che GPM è andato proprio come un treno!)(ma ha cambiato società???).


1 aprile 2015

WOC 2015 in Lessinia!

Con una decisione improvvisa quanto imprevista, la IOF ha stabilito lo spostamento dei prossimi Campionati Mondiali di Orienteering (gli WOC, per gli addetti ai lavori...) inizialmente previsti in Svezia, a causa, si dice, di ritardi considerati ormai incolmabili nella organizzazione degli stessi.

In considerazione delle mirabili capacità organizzative dimostrate in occasione dei mondiali 2014 in Trentino-Veneto, e della caratura dei responsabili locali, la IOF ha stabilito che la nuova sede degli WOC sarà la Lessinia, di nuovo, guarda a caso, a cavallo fra Trentino e Veneto.

La macchina organizzativa è già alacremente al lavoro, sotto la guida dell'esperto S.Z. e le prime indiscrezioni sulla gara long (che si svolgerà il 10 maggio), in attesa della modifica del sito ufficiale WOC, sono già disponibili sul sito www.woclessinia2015.it, sul quale è possibile trovare anche i francobolli della carta sotto riportati.