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Visualizzazione dei post da Marzo, 2014

Mateloti...

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"Mateloti" è una bellissima parola in dialetto trentino, che vuol dire "bambini". Pronunciata scuotendo il capo con aria di superiorità, vuol dire "ah, che bambinoni". Ed è il caso di una parte significativa dei 62 iscritti in MA nella gara di centro storico di Clusone, di sabato prossimo. Avete notizia in tutta la storia del Trofeo Nazionale Centri Storici di un'altra gara con 62 iscritti in MA? Neanch'io. 
Ma questa volta, a meno di spiacevoli sorprese dell'ultima ora, c'è il nuovo gioco da provare: lo SportIdent Air+, il sistema di punzonatura "contact less". Tu passi vicino alla lanterna, anche assieme ad altri 50 concorrenti, e la stazione rileva il tuo passaggio senza che tu debba fare nulla. Unica attenzione, passare a meno di 40 km/h, perché pare che a velocità superiore non garantisca la registrazione. Prende anche i millesimi di secondo, e il brichetto che hai al dito si illumina e fa bip per dirti che "hai punzona…

Lipica: secondo giorno

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Il secondo giorno, a Lipica è di scena la long, che, stando alle informazioni disponibili, è su una carta con più dislivello e più pietre, e dovrebbe quindi venirne fuori una gara piuttosto fisica, cioè in teoria una gara adatta a me. Sono anche al terzo posto in classifica della M35, con 6'' di vantaggio sul quarto, che è un tale che l'anno scorso è arrivato secondo in classifica generale, e che in una long molto più corta di questa mi aveva dato 9 minuti. Ci sono tutti gli ingredienti per andare nel pallone alla 1, ma l'età mi fa bene e parto tranquillo.
Oltre che tranquillo vorrei anche partire prudente, e questa volta oltre a pensarlo lo faccio. Con il senno di poi era meglio partire ancora più prudente e fare il sentiero fino al bordo del cerchietto, ma non va male neanche così. Si inizia a capire qui, e sarà chiarissimo poco più avanti, che oggi dove sono segnati sassi in cartina vuol solo dire "più sassi", perché sassi ce ne sono comunque, mentre il bi…

Una rondine a Lipica

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Primo giorno a Lipica, una middle che come spesso capita da queste parti ci sta sul palmo di una mano, ma in quel palmo ci stanno innumerevoli buche e muretti. C'è anche parecchio verde, anche se poi in gara si capirà che non è poi così verde. C'è tanta gente, il cielo è azzurro, la temperatura magnifica, il gruppo del Trentino "Junior" Team è ben assortito, mi ricordo persino di accendere il GPS per tempo: è tutto talmente bello che sarebbe un peccato rovinarlo con una garaccia.
L'idea sarebbe di partire prudente, ma le gambe non sembrano averne tanta voglia, e ci sono troppi riferimenti chiari per perdermi andando alla 1 e pentirmi del giovanile ardore. Una decina di secondi più lento di GPM, ma ragionevolmente sicuro, e stessa cosa sulla 2 che non è molto distante. Per la 3 si attraversa una suggestiva steppa e tendo ad andare un po' troppo a nord, ma la lanterna è posata gentile e si vede da lontano. Per la 4 basta aggirare la buca e seguire le due rientra…

Back to the Jungle!

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Oggi è l'ultimo giorno di quel magico periodo invernale in cui, dopo prestigiosi pazzamenti in varie garette più o meno promozionali e solitari ostinati allenamenti a temprare spirito e corpo, puoi sognare di avere fatto prodigiosi passi avanti e di essere ora in grado di battere quelli che qualche mese fa ti rifilavano sonore batoste.
Finisce oggi perché domani c'è la prima gara del Lipica Open (dettagli tecnici sul relativo post del sempre puntuale OriParty... e Maus!) su una carta VERA e con degli avversari VERI, fra BUCHE e ROCCE che ti raccomando. Ciliegina sulla torta, nella gara di domani 8' dopo di me parte nientemeno che Paolo Mario Grassi, quello che nella seconda giornata di Lipica 2013 mi ha preso e superato partendo un secolo dopo di me, lanciato come una schioppettata.
Oltre a lui, in the jungle ci saranno Roland Pin, Andrea Gobber, Simone Grassi, orsi, cinghiali, migliaia di muretti e altri 37 concorrenti sloveni, italiani, cèchi, ungheresi, finlandesi, fra…

10° prova Oricup MOLTO inverno: Lochere - Caldonazzo

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Quella di Caldonazzo doveva essere la gara del redde rationem fra me e Fabietto, ma alla fine la Grande Sfida è finita un po' in secondo piano a causa delle condizioni quasi proibitive in cui si è svolta la gara.
Mentre attorno a Trento la neve durante la notte era caduta sopra i 1100 metri, in Valsugana, dove sta Caldonazzo, era arrivata a poco più di 200, zona gara compresa, e quella delle calzature è diventata la scelta più importante della gara, solo che a meno di essere molto previdenti (e io non lo sono affatto) e di essersi portati da casa 4 paia di scarpe, una volta lì la scelta era già fatta. La mia è stata appena accettabile, ma ho rimpianto per tutta la mattina le mie nuovissime La Sportiva con ghetta anti neve e suola super aggressiva, rimaste al calduccio in ripostiglio.
Non che non ci si sia divertiti, comunque, e ho visto con i miei occhi scarpe molto peggiori delle mie portare più che dignitosamente al traguardo il loro proprietario, con citazione particolare in q…