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Visualizzazione dei post da Aprile, 2017

Laives - Leifers Trail

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Mentre il Perfido si sfiancava in Toscana agli europei di Rogaining (chiudendo in compagnia di Emiliano Corona al 27° posto, con 1190 punti in 23 ore e 02') io sono andato a farmi una passeggiata di salute dalle parti di Pietralba, dove si è corso in Arge Alp qualche anno fa: 51 km e 2900 metri di dislivello al Laives - Leifers Trail.
Mi sentivo fisicamente alla grande, e ho pensato che potevo provare a partire per fare risultato, invece che per sopravvivere. Il risultato è che sono arrivato 16esimo, a 1h20' dal primo. Quindi, dalla prossima si torna a puntare a sopravvivere.
Era una seconda edizione, quindi non c'era moltissima gente (un centinaio sulla 51 km e altrettanti sulla 21), però la gara era molto bella, soprattutto per i panorami. Per i miei gusti forse vedere il Catinaccio, ma vederlo così lontano e non poterlo mai toccare, è stato un po' una sofferenza, ma correre per i boschi del Sudtirolo è sempre uno spettacolo, persino senza lanterne e l'accoppiata…

Como leic orientiring miting - dei 2

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Questo post doveva cominciare così.

Mi piacciono molto le partite di tennis fra i grandissimi. Trovo che siano una espressione eccezionale dell'odio allo stato puro. Non si toccano, sono anzi dalle parti opposte di una rete invalicabile, ma quando vedi Roger e Rafa che si sparano bordate da una parte all'altro del campo, su ogni pallina c'è scritto "voglio ucciderti". E trovo geniale uno sport dove due possono scannarsi senza farsi un graffio.
L'orienteering propone, in alcuni rari casi fortunati, qualcosa di ancora più raffinato. L'oggetto del tuo odio non è neanche dall'altra parte della rete: il suo nome è solo stampato sulla cartina che hai in mano. A Monte San Primo sarà così: io sarò nel bosco che mi spolmono ed Egli, il Perfido Ruggero, ha solo il suo nome scritto in piccolo sulla mappa. È il tracciatore della gara: lui da mesi progetta il percorso, e riversa il suo odio per me aggiungendo km e metri di dislivello (e il percorso della M35 gli v…

Como leic orientiring miting - dei 1

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Giungo a Dervio per la seconda gara del Fu Trofei Centri Storici orfano del mio avversario n°1, passato dall'altra parte della barricata. Di solito quando mancano i miei avversari n°1 faccio schifo. Ma non può mica andare sempre così, no?
Per aumentare le probabilità di (in)successo, il mercoledì prima della sprint faccio ripetute sui 100 metri, per "aumentare la velocità". Non so se la velocità sarà aumentata, ma quando arrivo a Dervio ho la netta sensazione che i miei quadricipiti femorali si siano accorciati di 5 centimetri ciascuno. Gli esperti di preparazione atletica stanno ancora discutendo se bisogna o meno arrivare al termine degli allenamenti con il mal di gambe. Sono però tutti concordi sul fatto che arrivare con il mal di gambe all'inizio di una gara sia una cosa cristallinamente stupida.
La lochescion è fantastica: il riscaldamento si corre sul lungolago, con una corona di montagne di 2.000 e più metri che fa da sfondo. Se anche la carta fosse una ciofec…

Ma non ditelo a S.Z.

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Mi scoccerebbe che SZ pensasse che ho fatto quello che ho fatto, per seguire i suoi consigli. Quindi, per favore, non diteglielo.
Quello che ho fatto è una intera settimana di scarico, più un intero allenamento di tecnica. E mi sono anche ricordato perché non faccio mai gli allenamenti di tecnica: mi deprimono troppo. Ogni volta alla fine di un allenamento di tecnica mi sento il più scarso degli orientisti del mondo. La mancanza delle lanterne e di quel cocktail micidiale di sostanza stupefacenti che le mie ghiandole endocrine producono durante una gara, fa sì che io ogni volta mi convinca di non essere abbastanza intelligente per questo sport. Cosa che magari è anche vera, ma in gara è meno evidente.
Nel caso specifico, l'allenamento era made in Davide Miori. O meglio, made in Fabietto Daves, ricevuto e corretto da Davide Miori. In ogni caso, Trent-o doc.
La carta era un pezzo della bellissima "Altopiano dell'Argentario" e l'allenamento era un "multitecnic…