20 giugno 2017

Campionati Italiani Middle Vigolo Vattaro

C'è chi dice che quando "perdo" scrivo molto meglio di quando vinco. Beh, allora aspettatevi un pezzo da vittorioso, anche se non ho vinto per niente.

Dopo il trauma psicologico del titolo italiano sprint buttato nel cesso il giorno prima (e mai lo avevo buttato così tanto: quando c'era Rigoni lui mi batteva senza appello, a Subiaco mi ero perso alla prima lanterna, l'anno scorso Ruggiero era troppo forte: quest'anno ero primo a 4 lanterne dalla fine, stavo andando come un treno, e Mario era quasi in crisi mistica, porc# putt# tr# ecc. ecc. ecc.), dopo il trauma, dicevo, speravo di raddrizzare il fine settimana con una medaglia nella middle, cosa per altro tutt'altro che facile, visto che c'erano un sacco di competitors (nonostante molti master si fossero inopinatamente ritirati in M40, dove c'era più gente forte di quanta ce ne fosse qualche anno fa in M35).

Comunque, competitors o no, visto che le gambe si era scoperto che andavano, e che con la carta e il bosco un paio di settimane prima sembravo andarci d'accordo, ero partito per vincere (come al solito, peraltro), ma con la calma necessaria. Nel warm up avevo anche scoperto che il terreno era sì un po' infame, ma mi sembrava di capirlo abbastanza, che i valloni erano belli evidenti, e si potevano anche contare facilmente. Per l'occasione non ero neanche arrivato in ritardo in partenza, anche se poi mi ero ridotto a nascondermi (più o meno...) dietro un albero fra il -3 e il -2 per un bisognino improvviso.

La mia percezione della mia gara è stata piuttosto distorta per un po', poi, quando ho mandato a putt# anche la middle, è diventata impeccabile. Voglio dire, all'inizio mi sembrava di andare benissimo, ma non era mica tanto vero; alla fine mi sembrava di andare malissimo, ed era verissimo.

Già alla 1 mi sembrava di essere stato un fulmine, ma ho fatto solo il 10° tempo, 13'' più lento di Paolo Mario Grassi, che giura di non allenarsi mai. Come sia stato possibile, dato che ho fatto la strada più corta, non ho perso neanche un secondo in zona punto e ho corso abbastanza, non mi è chiaro, ma tant'è. Alla 2 di secondi ne ho presi addirittura 30, ed è vero che ero rimasto un po' alto, ma non mi sembrava di averci smenato così tanto. Un fulmine alla 3, e infatti +10'' e 7° tempo, e non male neanche alla 4: + 17'' e 6° tempo. Mah.

Tanto per non farla troppo lunga, non va molto meglio di così fino alla 10: non le faccio male, ma neanche benissimo. Però si vede che nel complesso funziona abbastanza, e che gli altri fanno un po' peggio, perché andando alla 11 sono terzo, a 1'9'' dal primo (Carlo Cristellon) e 50'' dal secondo (Davide Rusconi), nonostante i miei migliori due intertempi siano solo due terzi posti. Naturalmente non lo so, ma, come dicevo, mi sembra di andare bene, e quindi cosa c'è di meglio che sfoderare un 24esimo tempo, prendere 2 minuti e sprofondare all'8° posto? Era un punto del cavolo (1'8'' il tempo del più veloce...), bastava fare un azimut decente, e la zona era un po' piatta quindi anche se la mancavi di 20 metri poi la vedevi comunque. Io probabilmente l'ho mancata di 70-80 metri, e ciao.

Poi mi sono barcamenato alla 12, prima di mandare tutto definitivamente a remengo alla 13: sono arrivato quasi in zona punto, ho riconosciuto il verdino, poi invece di prendere bene la direzione mi sono buttato giù un po' a caso, e le migliaia di canalette hanno fatto il resto. Probabilmente sono anche arrivato vicinissimo alla lanterna, poi ne ho vista una parecchio più in basso, che sapevo non essere la mia, ma che pensavo mi avrebbe aiutato a rilocalizzarmi. E mi ha ben aiutato, ma a quel punto ero 8 curve sotto a dove dovevo essere, e mi sono un po' depresso. Abbastanza da vagare di nuovo senza meta per la 15, dove mi ha raggiunto Max Bianchi che partiva settimane dopo di me, e al cospetto del quale ho cercato di salvare almeno la dignità, non riuscendoci affatto (top dei top alla 18, alla quale sono passato accanto senza accorgermene mentre leggevo la carta, e lui che era un po' sopra mi ha visto passarle accanto, e ha pensato "ma allora dove è la nostra?", salvo scoprire che era proprio quella, e che io ero proprio un cretino, quando è sceso a controllare: o terra inghiottimi!).

Chiudo mestamente decimo, a 10' dal podio, che non è neanche male, dato che 10' li ho persi in 3 sole lanterne... Trionfa Carlo Cristellon, seguito dal fratello Stefano, e da un impronosticabile Davide Rusconi, che si prende il lusso di lasciarsi dietro GPM e il Perfido.

Forse l'acido lattico della 135 km è andato via così velocemente dalle gambe perché mi si è accumulato tutto nel cervello. Dovrei donare il mio corpo alla scienza.


15 giugno 2017

Raccontaci nonno!

Ciao cari nipotini, cosa volete che facciamo oggi?

CATE e LEO Ciao nonno Dario, ci racconti di quella volta che hai perso i campionati italiani sprint?

Beh, li ho persi più di una volta, quale volete che vi racconti?

CATE e LEO Quella che ti sei dato le martellate sugli strabedei!!!

Si dice "zebedei", non "strabedei", e comunque è una parola che voi non dovete usare!

LEO Ma tu la usi!

Sì, ma io sono vecchio e posso, voi siete piccoli e non potete, che se poi i vostri genitori vengono a sapere che l'avete imparata da me mi sgridano.

CATE Va bene nonno, non la diciamo più, ma tu ci racconti di quella volta che ti sei martellato quei cosi lì?

Ma non ve l'ho già raccontata ieri?

LEO Nooooo! È da un sacco che non ce la racconti!!

Va bene, allora ve la racconto. Era l'estate del 2017, voi non eravate ancora nati, e i campionati italiani sprint si correvano a Vigolo Vattaro, a pochi chilometri da Trento. A quei tempi ero quasi giovane e correvo in M35 e quell'anno c'erano quasi tutti i più grandi campioni...

CATE ..."il Perfido Ruggiero, il Metronomo Tirolese, Miss Gambe, il Fiammazzo Feroce"...
LEO ..."e anche i Grassi Brother e il Bel Marines che era ricomparso dopo anni di inattività"...

Bambini, ma siete sicuri sicuri che non ve l'ho raccontata ieri?

CATE Ma sì, nonno, ma i nomi degli eroi delle fiabe rimangono sempre impressi, come il Cacciatore, il Principe Azzurro, il Brutto Anatroccolo

Ah, va bene. C'erano tutti tranne Re Carlo...

LEO ..."che era andato al mare"...

Sì, che era andato al mare. Io ci tenevo tanto a quella gara, perché mi sarebbe tanto piaciuto diventare campione italiano di qualcosa. Anche di boccette al limite, ma a boccette non ci giocavo, quindi l'unico titolo italiano che potevo cercare di vincere era quello di orienteering.

CATE Anch'io voglio diventare campionessa italiana di equitazione!!
LEO E io di tiro al piattello!!

Bravi bravi, ma dove ero arrivato?

CATE Non avevi ancora cominciato...ci devi ancora dire che la settimana prima avevi corso quella gara luuuuunga lunga.

Ah, già. La settimana prima avevo corso l'Ultra Trail Via degli Dei, da Bologna a Fiesole, 135 km e 4200 metri di dislivello, e pensavo che le mie gambe non ce l'avrebbero mai fatta a recuperare in tempo...

LEO e CATE ..."e lo pensavano anche tutti gli altri"!!!

Eh, sì, lo pensavano anche tutti gli altri, anche se non lo dicevano. Ma durante il riscaldamento le gambe andavano bene, e ero partito più deciso possibile. La 1 era molto vicina, per la 2 forse non avevo fatto la scelta migliore, alla 3 mi ero incantato un po' davanti al recinto perché mi sembrava che le cose fossero un po' diverse da come le vedevo in cartina...

LEO e CATE ..."però alla 4 avevi fatto il miglior tempo e alla 5 eri sul podio, a soli 5'' dal Feroce e 7'' dal Perfido"!!

Certo che avete proprio una bella memoria voi due!

CATE Dai nonno, che noi siamo giovani, vai avanti!

Va bene. La 6 era la mitica 38 e in tutta la zona del ritrovo era girata voce che alla 38 bisognava fare attenzione. In effetti la prima cosa che veniva da fare, guardando la carta velocemente, era buttarsi in una strada senza uscita, allora io mi sono buttato sulla strada sotto e ho corso più veloce che potevo.

LEO ..."ma hai fatto solo il terzo tempo perché la strada da sopra, che tu non avevi visto, era più veloce, e Miss Gambe e il Metronomo Tirolese l'avevano fatta"...

Proprio così! Ero ancora terzo, ma poi nel parchetto ero stato un po' dubbioso e avevo perso 6'' ed ero precipitato al quinto posto.

CATE ..."ma poi sulla tratta lunga per tornare in paese eri stato il più veloce di tutti e eri passato addirittura in testa!!"

Ma sicuri sicuri sicuri che non ve l'ho raccontata ieri?

CATE e LEO Nooooooo, non ce l'hai raccontata ieri, vai avanti nonnino caro!

Per tornare in paese dove c'era la 9 si poteva di nuovo passare da sopra o da sotto, e io ero passato da sotto e avevo corso velocissimo, e col cavolo che le mie gambe si ricordavano dei 135 km della settimana prima, e avevo dato 13'' al Perfido, 15'' a Miss Gambe, e addirittura 50'' al Fiammazzo Feroce, che aveva sbagliato strada.

LEO ..."e così uscendo dalla 9 non solo eri in testa con 7'' di vantaggio sul Perfido, ma lo avevi visto proprio lì davanti, il Fiammazzo Feroce, e dato che era il più in forma di tutti, avevi corso ancora di più"

Lo vedevo proprio lì davanti, e volevo prenderlo a tutti i costi, la 10 era facile e vicina, e solo il Perfido ci aveva messo 2'' meno di me, la 11 era da correre in salita, e quel giorno in salita nessuno correva veloce come me!!! In uscita dalla 11 il Fiammazzo Feroce era solo 10'' davanti, lo vedevo in fondo al sentierino...

CATE ..."ma cosa accidenti fa!?!?! perché va a sinistra!!"

...la lanterna è a destra!!! Sta sbagliando!! Lo supero!! Sono fortissimo!!! Volo!!! Vinco!!!!!! Non c'è più il Fiammazzo, non c'è neanche dopo il punto, non è neanche qui nel portico che entra dalla parte sbagliata, chissà dove è...

LEO Eh, nonno, alla 12 eri primo con 8'' di vantaggio sul Perfido, ma dovevi fare un po' più di attenzione lì, non dovevi pensare troppo al Fiammazzo Feroce!
CATE Eh sì, nonno, perché così poi quando sei uscito dal portico invece di prendere la strada giusta sei andato su a sinistra...
LEO ...e poi sei andato su e su e su perché tanto eri sicuro di essere giusto...
CATE ... e quando finalmente ti sei accorto che non eri giusto proprio per un cavolo era troppo tardi...
LEO ... e ti eri già dato le martellate sugli strabedei!

.........
....eh, già...
..........

CATE e LEO Dai nonno, raccontaci la fine!!

......eeeeh.......
.....se vincevo dopo i 135 km.....
.....gli sarebbe saltata la giugulare al Galletti.....
.......hhhh......

CATE e LEO Dai nonno, la fine!!

..........hhhh..........
.......il titolo italiano sprint......
............eeeeeh.........
..........hhhh..........
..........,,,,.......

LEO Ma cosa fai nonno!?!?!
CATE Dai nonno, non piangere dai, i nonni non devono piangere!!!!
LEO Nonnaaaaa! Il nonno piange...

Cosa è successo? Come mai piange il nonno? Non gli avrete mica fatto raccontare di nuovo la storia dei campionati italiani sprint 2017??

CATE e LEO Nooooooooo! Figurati!!
CATE Siamo passati per caso in soggiorno e era qui che piangeva da solo, noi eravamo in camera che giocavamo con il tablet, figurati se ci interessano le storie del nonno!!

Dai Dario, vieni in cucina con me, aiutami a pelare le patate e raccontami... raccontami... della gara di Siena 2016, dai, quella che avevi battuto Maddalena, e che il Perfido si era perso... dai, raccontami, e soffiati il naso, e prendi il pelapatate, dai basta adesso, che sono passati tanti anni!

......eeeeh.......
.....se vincevo dopo i 135 km.....
.....gli sarebbe saltata la giugulare al Galletti.....
.......hhhh......

- - - 

CATE (Te l'avevo detto che due giorni di seguito non andava bene...)
LEO (Ma come facevo a immaginare che si metteva a piangere!?!? Di solito cominciava a dire un sacco di parolacce, ti ricordi quante ne abbiamo imparate ieri!?!?!)
CATE (Sì, lo so, mi ero anche portata il quaderno per segnarmi quelle nuove, ma te l'avevo detto che due giorni di seguito non andava bene, era successo così anche la settimana scorsa...)
LEO (Va bene, allora aspettiamo la settimana prossima per farcela raccontare di nuovo!)



7 giugno 2017

Ultre Trail Alta Via degli Dei

L'Alta Via degli Dei è una strada che i Romani hanno costruito un botto di anni fa per andare da Bologna a Fiesole. L'Ultra Trail Alta via degli Dei è un trail che hanno inventato l'anno scorso per fare un botto di fatica per andare da Bologna a Fiesole. Io sono arrivato vivo.

Temevo molto questa gara, perché è lunga lunga (128 km, diventati poi magicamente 134, almeno secondo il mio GPS, che però raramente prende cantonate) ma ha "poco" dislivello (5200, diventati poi magicamente 4200, almeno secondo il mio altimetro, che però raramente prende cantonate). Dicevano tutti che era una gara molto "corribile", che la maggior parte delle volte vuol dire che ci sono anche dei pezzi in cui non servono ramponi e piccozze per salire, ma questa volta voleva proprio dire che si poteva / bisognava correre un sacco. "Bisognava", nel senso che se non correvi non arrivavi mai e capivi benissimo che non saresti mai arrivato.

Nella notte di Bologna sono partito pianissimo, dicendomi che era lunga lunga lunga. Quando mi hanno superato più o meno in 150 su 300 ho pensato che magari ero partito troppo piano, ma erano loro che erano partiti quasi tutti troppo veloci. Salita verso San Leonardo (un lunghiiiiiisimo porticato con scalini ogni tot), breve discesa, chilometri su chilometri in piano nel parco del Reno, su un sentierino in mezzo alla giungla (o almeno, di notte sembrava giugla), altri chilometri tragicamente piatti con vista panoramica dei viadotti autostradali della Bologna - Firenze, da sotto. 

Poi finalmente si inizia a salire un po' (= si può cominciare a camminare) e le colline di notte con la mezzaluna fanno la loro porca figura. Ok, con il plaid e la morosa magari era anche meglio, ma magari dopo un po' stufavano. Invece con un gps al polso che ti dice che mancano ormai solo 100 km all'arrivo, non puoi stufarti di certo. E ancora meno ti stufi se inizi a sentire degli spari nella foresta (buia), che ti puoi ben dire che sono contrabbandieri che quindi a te non sparano (perché i cervi raramente hanno il frontalino), ma un minimo di dubbio che invece sia un pazzo maniaco, che spara ai concorrenti, comunque ti tiene bello pimpante.

Corri corri arriva il giorno, e la parte più bella della foresta, che per me è quella dalle parti del passo della Futa, dove si incontrano anche i resti di sta benedetta strada romana. La faggeta con le prime luci del giorno è uno spettacolo che vale buona parte dello sforzo fatto. Rimane solo da trovare qualcosa che valga lo sforzo che rimane ancora da fare, dato che quando arrivo finalmente al Passo mancano ancora 50 km abbondanti all'arrivo. Ed è vero che ormai quelli fatti sono più di quelli da fare (cosa che al morale fa benissimo) ma quelli fatti si sono acquattati nelle gambe, e temo l'arrivo del caldo.

A Monte di Fo', un paesino sperduto negli Appennini, c'è il punto dove si può prendere la roba che gli hai dato per il cambio. Approfitto per cambiare la maglietta che puzza un pelino, mentre decido di lasciare in pace i piedi, dato che ancora non si lamentano. I rumors mi danno nel frattempo attorno alla decima posizione, ad una eternità e mezzo dai primi, ma chissene, "nei primi 10" fa sempre la sua porca figura (sì, come le colline di notte con la mezza luna...).

Dopo un montarozzo di cui al momento ignoro il nome, inizia una discesa che prima è lunga, poi diventa lunghissima, poi interminabile, poi eterna. La piana in mezzo ai campi, fino a S.Pietro a Sieve, a farla correndo a ritmo discreto non passa MAI. Non voglio immaginare come sia stata per chi l'ha fatta camminando, magari con il sole delle 14 invece di quello un filo più tiepido delle 11. E meno male che c'era un costante venticello di sottofondo, se no erano cavoli.

Al ristoro incontro quello che mi risulta essere il decimo, riesco a ripartire prima di lui, ma nella successiva salita mi stacca in scioltezza, e io non provo neanche a stargli dietro (anche se mancano ormai "solo" 20-25 km, non si sa con esattezza). 

Poi arriva la salita di Monte Senario, sulla carta poco più di 600 metri di dislivello, per arrivare al convento omonimo, ma sono più che certo che ne aggiungevano mano a mano che salivo. Non avevo il coraggio di guardare l'altimetro, per non deprimermi, ma sembrava continuamente di vedere il cielo dietro agli alberi poco sopra, quindi il monte doveva essere terminato. Ma non terminava mai. Quando il sentiero si è tuffato in un prato dove era placidamente adagiato un convento, ho ripreso in considerazione i miei dubbi giovanili sull'opportunità di farmi frate, ma li ho accantonati di nuovo e per sempre quando ho capito che quello era un monastero disabitato, e che quello a cui dovevo arrivare io era più in su. Quando poi poco dopo ho visto il cartello per gli escursionisti, che diceva Monte Senario - 1.30, sono quasi svenuto.

Fortunatamente i camminatori sui quali hanno stimato i tempi quelli che hanno scritto il cartello dovevano essere parecchio sovrappeso e fuori allenamento, ma arrivare in cima è stato comunque durissimo. Mi godo un meritato riposo su muretto in pietra, evito di mangiare che ormai serve a poco, bevo un altro po' (fra i 20 e i 25 litri i liquidi assunti in totale durante la gara, e non è una iperbole, è il calcolo che mi è venuto dal numero di volte che ho riempito le borracce x la capacità delle stesse + altre bevute fuori borracce) e riparto in discesa, con passo tutt'altro che brillante. Scendendo si comincia a vedere Fiesole, ed è vero che tutti hanno avvisato che quando si vede manca ancora parecchio (poco meno di 20 km), ma almeno adesso sono certo dell'esistenza di Fiesole!

Quando la strada ricomincia a salire non so quanti km mancano (ormai i dati del mio gps sono parecchio diversi da quelli del road book) ma è certo che quella è l'Ultima Salita. Arrivato in cima la saluto con l'abbandono delle racchette-in-rami-di-bosco che mi hanno sostenuto per gran parte della gara, e provo ad allungare il passo in discesa, perché non vedo l'ora di arrivare. Ad un imprevisto ristoro idrico nel bosco una volontaria dice che le hanno detto che da lì mancano 5 km, e dato che le gambe sembrano ancora collaborare, cerco di spingere ancora un po'. Poi dietro una curva mi appare quello che mi aveva staccato dopo il penultimo ristoro (e che a Monte Senario aveva 11 minuti di vantaggio!) e l'adrenalina mi fa lo stesso effetto del NOS nel motore di Toretto nei film di Fast & Furious.

Corro l'ultimo paio di chilometri come un giovincello al primo chilometro, e arrivo 10°, a sole tre ore e mezza dal primo e 16' da quello davanti di me (che poi è una "quella", e non è neanche la prima delle donne, quella mi ha dato 40').

Ora rimane solo un problema: come minchia riesco a convincere i miei quadricipiti a correre una sprint sabato prossimo?????




1 giugno 2017

Luce in fondo al tunnel

C'era una volta l'altopiano di Marcesina e Barricata, che mi odiava. O mi perdevo, o mi ritiravo o mi facevo male, qualsiasi sport ci andassi a fare (vedi qui e qui ecc. ecc.). Poi l'anno scorso sembrava che avessimo fatto amicizia, e quest'anno è scoccato il grande amore.

Due Giorni della Valsugana, ultimo appuntamento prima dei Campionati Italiani Sprint & Middle, e ultime due occasioni per tirarmi un po' su il morale dopo un filotto di gare disastrose: perché è vero che arrivare agli italiani sentendosi imbattibili porta malissimo, ma arrivarci sentendosi i peggiori orientisti dell'emisfero boreale, è pure peggio. 

In M35 non siamo tantissimi, ma ci sono Ingemar Neuhauser e Michele Ausermiller, probabilmente i due atleti master più in forma del momento (tolti quelli di cui si sono perse le tracce, e i Pagliari che sono fuori categoria). Nella mezza maratona che c'è da fare per andare in partenza io invece non mi sento in forma per niente, e arrivo al via stanco e depresso. "Fortuna" che ci arrivo 1' dopo il mio orario di partenza (3° ritardo nelle ultime 4 gare in bosco, meditate gente...) e che le fatine buone della partenza mi fanno partire come primo dei vacant, un quarto d'ora dopo. Tempo che trascorro seduto su un praticello a cercare il senso della vita e dell'orienteering. Ed evidentemente li trovo, perché sfodero una delle migliori prestazioni della mia vita.

Dieci migliori tempi su 17 lanterne, concentrato e preciso, non perfetto su tutte (errori significativi alla 6-10-14), ma sempre senza perdere il filo del discorso, lucido e senza frenesia come non mi succedeva da boh. Ok, non erano gli italiani, e se c'erano un po' di altri forti probabilmente invece di primo con 20'' sul secondo (Michele) arrivavo terzo o quarto, ma per usare una fraseologia da commentatore di partite di calcio, "Pedrotti, c'è". E visto che come al solito cominciavo a dubitarne, mi ha fatto molto piacere.


Le due giorni però normalmente durano due giorni, e la domenica c'era la long, sempre a Barricata. Classifica con somma dei tempi, e devo difendere 20'' da Aus e 9' da Neu (sì, lui non era stato brillantissimo). Mi dico che il giorno prima sono andato bene, ma che posso fare di meglio. In particolare potrei provare a stimare le distanze, contare le rocce, e guardare bene cosa c'è nei cerchietti rossi, cioè, in poche parole, a fare l'orientista vero. Diciamo che una pulce nell'orecchio me l'ha messa Carlo Rigoni, con cui ho parlato il sabato, iscritto in M45 perché "nella gara di coppa Italia mi sono reso conto che non sono più capace di stimare le distanze". E io dentro di me avevo pensato: e chi le ha mai stimate le distanze?

Così la domenica parto con quell'obiettivo, anzi, con due obiettivi: stimare le distanze e guardare BENE cosa c'è nei cerchietti rossi, anzi, magenta. Eccettuata la piccolissima deffaillance alla 1, dove cedo alla tentazione di lasciarmi prendere dalla mia antica passioncella per guardare dove vanno gli altri invece di seguire quello che mi dice il cervello (e ci perdo quasi 40'', pirla!) e la voragine spazio temporale in cui cado alla 4, è di nuovo la miglior gara della mia carriera, ma stavolta a ragion veduta. La serie dalla 8 alla 14 non solo mi viene da dio, ma non riesco neanche a mandare tutto in vacca pensando che sto correndo da dio.

Ok, perdere 9 minuti (nove-minuti!) alla 4, vagando senza nessuna idea in testa, con l'unico alibi che siamo lì in 5, fra cui GronTait, e mal comune mezzo gaudio, non è una roba accettabile, ma il modo in cui ho corso poi, anche se non assicura che riuscirò a farlo un'altra volta, mi dice che "Pedrotti, c'è".

Chiudo la long 1'40'' dietro al fiammazzo, che quindi si porta via la 2giorni della Valsugana, e conferma ancora una volta che se il Perfido non si degna di tornare fra noi, con Re Carlo ufficialmente al mare, agli italiani il favorito numero 1 è lui, e per toglierlo dal podio bisognerà abbatterlo.

La mia due giorni mi ha soddisfatto tantissimo, peccato solo per quella luce in fondo al tunnel, che, come noto, sono i fari dell'Eurostar che mi viene incontro. Nel caso specifico l'Eurostar si chiama Ultra Trail Via degli Dei, 128 km e 5.500 metri di dislivello, che da venerdì 2 alle ore 22 ad un'ora imprecisata del sabato, manderanno a ramengo tutto quello che potrei sognare agli italiani di 10 giorni dopo. Come dice la "mia bimba", è la vita.

P.S. Ho aggiornato il sistema operativo del mio portatile, e è morta per sempre la mia versione tarocca di  QuickRoute, e pare non voler più funzionare neanche lo scanner. Quindi per questa volta vi dovete accontentare della middle con i disegni a matita e della long senza percorso, e la prossima boh.