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Visualizzazione dei post da Luglio, 2017

Trofeo Piedicastello

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Due righe sulla mia ultima (nel senso di più recente, non che dopo non ce ne saranno altre, spero...) prestazione orientistica, prima di partire per l'Hufeseintour (la scampagnata attorno alla Val Sarentino, che mi pare si chiami in italiano "Ferro di Cavallo").
Giocavo in casa, o meglio in casa della mia società, ma come ho già avuto modo di scrivere, con il boschetto in cima al Doss Trento io non ho mai avuto un gran feeling.
Il mio obiettivo dichiarato era "non perdermi sul Doss Trento", e l'ho mancato. Magari non mi sono proprio perso perso, ma dalla 2 alla 3 sono riuscito ad andare avanti e indietro per quel cavolo di sentiero 4 volte, e ogni volta mi pareva di essere alternativamente troppo lungo e troppo corto: sono riuscito a lasciarci 40''. E 1' sono riuscito a perderlo alla 6, prima accarezzando l'idea di andare alla 9 che mi pareva la 6, poi infrattandomi nel verdino e poi avviandomi sul sentiero sbagliato. Complimenti.
Ho poi prov…

O-marathon 2017

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Dato che ormai per meno di due ore non mi allaccio neanche le scarpe, niente di meglio per tornare all'orienteering che la O-marathon, la gara ideata e organizzata dal Gronlait, che ogni estate porta a sgambettare sui prati degli altipiani di Folgaria, Lavarone e dintorni, un manipolo di irriducibili. Il fatto che il manipolo non aumenti vuole probabilmente dire che qualcosa nella formula non ha funzionato, ma chi c'è si diverte sempre molto.
Dopo le tempeste e il buio dell'anno scorso, quest'anno cielo limpido per tutti, il che toglie un po' di pathos, ma tutto sommato non è male.
La formula è (purtroppo) quella degli ultimi anni: partenza e arrivo nello stesso posto e cambio carta, sempre lì, più o meno a metà. Sicuramente molto meno sbattimento per chi organizza (sempre e comunque da ringraziare!) ma un po' meno di poesia per chi partecipa. 
La carta è quella di Forte Cherle, molto adatta allo scopo: c'è molto da correre, ma anche molti posti ostici. E …

Trento - Cima Ghez, con brivido

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Da quando mi diletto nella corsa in montagna, una delle cose che mi ero messo in testa di fare era raggiungere, partendo dalla città, tutte le cime visibili dalla città.

Le montagne nelle immediate vicinanze sono varie, ma la più alta, la Vigolana, è poco più di 2000 metri (2.149, per i pignoli). Però ci sono alcuni punti del centro storico da cui, guardando nello spiraglio fra il Bondone e la Paganella, si scorge un pezzo di Dolomiti di Brenta, per la precisione la Cima Ghez, un bel po' più lontana (?) e un bel po' più alta (2.715). Non essendomi io impegnato nel rispondere al punto di domanda della parentesi qui sopra, ho deciso che prima o poi dovevo andare anche lì, e magari tornare a Trento in giornata.
Avevo in programma una ultima uscita luuuunga prima della Südtirol Ultra Skyrace e ho pensato che fosse una ottima idea andare proprio lì, con poi un passaggio al Rifugio Cacciatori, una puntata al Rifugio Pedrotti, una discesa verso Andalo o Molveno, e poi lì vedere se m…

Urbi et orbi

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Dato che recentemente non mi sono lanciato né in prodezze orientistiche, né in ultra-qualcosa suicidi (allenamento di miseri 20 km con 1600 metri D+ sul Sas de Putia (2.875 m di altitudine) sabato scorso, e altri 24 km con 1800 metri D+ sul Monte Bondone oggi), ho pensato di riempire qualche minuto vuoto di chi si ostina a venire da queste parti, segnalandovi questa mia nuova performance artistica.
Dopo i 143.000 lettori medi di questo blog, eccomi lanciato ad incantare i 1.340.454 ascoltatori di Radio Azimut, con la prima puntata dedicata al Pianeta Master.
La puntata del 26 giugno, che mi vede stellare ospite, è ascoltabile qui.
Le mie imperdibili dichiarazioni, dal minuto 9:45 o giù di lì.
Autografi disponibili direttamente dal mio agente S.Gall (ovviamente a pagamento).