27 dicembre 2016

DolORI e allORI 2016

Dai che quest'anno riesco a battere Stegal sul tempo...

Ecco, ledis end gentlement, il meglio e il peggio del mio ori-2016, e lo so che non gliene frega una cippa a nessuno, ma se la concorrenza è Azimut,anche il mio blog (uno dei pochissimi superstiti) diventa una lettura appassionante. A proposito di Azimut, incredibile come su quelle pagine riesca a risultare palloso persino Stegal!

Insomma, beccatevi sta classifica, e arrivederci all'anno prossimo.

5° posto - I Coppa Italia - Barbisano
In palio c'era solo la prima di coppa Italia, ma la prima gara in bosco, per il morale, vuol dire tanto. Era una di quelle tratte che c'è una scelta facile per quelli un po' zucconi o che non sono ancora entrati bene in carta, e una un pelo più rischiosa per quelli tecnicamente forti o che ormai padroneggiano il terreno. Io ho deciso che alla terza lanterna della prima di coppa Italia ero pronto per gettarmi nella mischia. Solo che sono stato un pelino troppo altino e sono andato un pelino troppo avantino e meno male che quando stavo uscendo dalla 4 mi sono accorto che c'era qualcosina che non tornava. Oltretutto, non c'era nessun bisogno di mandare in vacca la gara così presto, dato che poi c'era la famigerata zona rocciosa in cui avrei potuto farlo con tutto comodo.


4° posto - Tratta 12-13 II Coppa Italia - Cansiglio
Il Cansiglio è uno di quei posti bellissimi tipo Barricata, dove o ne esci estasiato o in lacrime. Io ne ero già uscito in lacrime l'anno scorso. Beh, anche quest'anno. Seconda coppa Italia in bosco, ho corso alla grande fino alla 12, sono ad un minutino da un certo Mario Ruggiero, e tutti gli altri sono dietro. La 13 è la lanterna più facile dell'universo, basta proseguire nella direzione da cui sono arrivato, forse si vede pure già uscendo dalla 12. Ma io invece curvo a 90° e corro e corro e corro fino a che becco con precisione la lanterna, solo che è la 16. Immagino ci sia chi dice che questo dimostra che io dovrei smettere di fare orientamento, ma il bosco era troppo bello per non provare a tornarci l'anno prossimo.


3° posto - Tratte 1-2-3 e 10-11-12
Va bene, non è un solo errore, e non sono stati neanche errori tragici, ma se una volta nella vita aveste battuto Rigoni e in queste 4 tratte (su 23 lanterne) aveste perso 39'', finendo per perdere l'oro agli italiani sprint per 36'', secondo me fra i dolORI ce li mettereste anche voi. Ci riproverò.


2° posto - Tratta 6/10 Fin.Cop.It. S. Gimignano 
Non è una tratta, è un intero loop saltato per troppo entusiasmo, o perché avevo in mano la cartina storta e il 6 mi era sembrato un 9. Resta il fatto che il resto veloce del mondo a fare quel loop ci ha messo un tempo che mi avrebbe permesso comodamente di accomodarmi subito dietro a Maddalena e davanti a Ruggiero.


1° posto - Tratta 0-1 Campionato Italiano Middle Calaita
Se perdeste il bronzo agli italiani middle in uno dei posti più belli del pianeta, per 20'', e l'argento per 40'', e aveste buttato 1'10'' andando alla 1, voi cosa direste? E se il bronzo l'avesse preso quello che il giorno prima vi ha portato via l'oro agli italiani sprint? E se la 1 fosse stata davanti ad una forma del terreno, che si vedeva da 100 km di distanza? E se fosse dal 2010 che tentate di vincere una cavolo di medaglia tutta per voi agli italiani middle? E se con la medaglia ai middle avreste fatto tris di medaglie agli italiani?


allORI

5° posto - I e II prova Sprint Race Tour - Pieve di Soligo e Revine Laghi 
Mezzo+mezzo minutino dal Perfido Ruggero, in quelle che hanno dato il via alla nostra acerrima e divertentissima (almeno per noi) rivalità di questo 2016. Due secondi posti in Sprint Race Tour, che per uno che si è allenato tutto l'anno per le ultra da 100 km in montagna, sono state gradite sorprese. A onor del vero, nessuna delle due aveva un tracciato memorabile, ma un podio nazionale è sempre un podio nazionale... 

4° posto - O-marathon a passo Vezzena
Va bene, è una manifestazione che non è mai decollata, e il numero di partecipanti è sempre imbarazzante. Però in M35 c'erano pur sempre Cipriani e Hueller, e in ogni caso erano anni che cercavo di vincerla. A questo si aggiunga che il tempo atmosferico era tale da far sembrare degli assoluti imbecilli o dei fantastici eroi quelli che hanno partecipato. A voi la scelta. 

3° posto - Campionati italiani long a Sgonico Lo so, è imbarazzante mettere sul podio una gara in cui ho preso 24 minuti dal primo e 8' dal secondo, ma il primo era Denny Pagliari sceso inopinatamente in M35, e il secondo un Roland Pin sul suo terreno preferito e in grandissimo spolvero. E poi, un bronzo agli italiani long, su un terreno infidissimo (dove un certo Ruggiero è naufragato a metà classifica) non si butta mai via. 

2° postoCampionato Italiano Sprint Caoria Croce e delizia del mio 2016 è sicuramente la gara nella quale per la prima (e forse ultima...) volta ho battuto Rigoni, ma battere lui non è stato abbastanza per vincere l'oro agli italiani sprint, che, con questa, mi è sfuggito di un soffio per la quarta volta (e solo Stegal potrebbe dire se mai qualcuno ha vinto 4 medaglie d'argento agli italiani sprint, tutti in M35, ma mi sa proprio di no). 

1° posto - Finale Sprint Race Tour Siena 
Non era un campionato italiano, ma la lochescion aveva decisamente il suo fascino, ed era anche l'ultima possibilità per battere il perfido Ruggiero prima dei lunghi mesi invernali. E pare che quelli che mi hanno fatto compagnia sul podio (ma sui gradni sotto...) avessero vinto delle cose tipo i mondiali master o roba del genere, lasciando comunque ancora più indietro quello che Stegl (sì, ancora lui) definisce il miglior orientista che abbia mai corso in Italia. Anche uno notoriamente un po' difficile come me può essere moderatamente soddisfatto, no?

21 dicembre 2016

Confessioni di un runner d'alta quota


Ebbene sì, l'ho fatto di nuovo: ho pubblicato un altro libro.

No, niente di serio neanche questa volta, anzi, mi sono allontanato pochissimo al primo. O meglio, me ne sono allontanato poco e parecchio insieme.

Sempre di corsa in montagna si parla, ma, rispetto al "Diario di uno scairanner", ci sono varie differenze:

1) in copertina non ci sono io agonizzante in cima al Piz Boè, ma un bel cielo azzurro, delle belle montagne, un bel prato, e qualcuno che ci corre felice in mezzo. Insomma, se vi capita in mano non vi viene il voltastomaco, come con l'altro.

2) non ci sono errori di battitura

3) questo è uscito con una casa editrice seria, Ediciclo, quindi lo trovate anche in librerie normali, non solo con il lanternino, come l'altro. E lo trovate anche direttamente dall'editore, cliccando qui

Di cosa parla?
"Dalle emozioni della Dolomites Sky Race a quelle degli allenamenti invernali in solitaria, passando per l’adrenalina di una gara di orienteering, i chilometri piatti di una mezza maratona e l’esperienza extra long di un’ultra trail. Un inno alla corsa in montagna. Montagne, sentieri, e cieli azzurri, ma anche pioggia, sudore e fatica sono i protagonisti di questo libro, che parla soprattutto dell’amore del suo autore per quel modo strano, e per molti inspiegabile, di andare in montagna, che è farlo di corsa. Centinaia di ore e di chilometri con il sorriso stampato sulla faccia, o con una smorfia di fatica che il sorriso lo ha spento del tutto, fra salite ansimanti e discese a rotta di collo, raccontate in presa diretta, senza prendersi troppo sul serio. Dalle sky-race ai trail, dalle sky-marathon agli ultra trail, passando per gli allenamenti in solitaria e persino per qualche corsa sull’odiato asfalto, il libro racconta le emozioni vissute lontano dal traffico e dai pensieri di tutti i giorni, con l’entusiasmo scanzonato di un adolescente ormai un po’ in là con gli anni. Confessioni di un runner d’alta quota racconta la pazza gioia di vivere a 150 battiti al minuto, in quei posti magici, dove ci si sente solo puntini colorati fra il grigio della roccia e l’azzurro del cielo".


Ho ripreso un po' dei contenuti del primo libro, ma li ho corretti, riorganizzati e snelliti. I capitoli più pallosi non li ritrovate, altri li trovate molto snelliti, senza quelle prolissità inutili, tipiche dei pivelli alle prime armi. Quasi tutti i materiali nuovi sono molto più belli di quelli vecchi. Vabbeh, è un giudizio di parte, ma fidatevi. Certo, Sara e l'Orienteering rimane una vetta irraggiungibile della letteratura di tutti i tempi, ma anche leggere come sono arrivato in fondo a una 130 km con 10.000 metri di dislivello, non è male.

Naturalmente, è il regalo per tutti i vostri amici e le vostre amiche che corrono, o che vorreste che corressero, o che odiano correre e volete fargli un dispetto. Cosa aspettate a correre in libreria?

Presentazioni, recensioni, interviste:




14 dicembre 2016

Niente 1° di Oricup!

Cari lettori e care lettrici,
vi avviso in anticipo del grave dolore che vi arrecherò: domenica non sarò al via della prima gara di oricup inverno, che si correrà sulla carta di Bosentino, sulla quale oltre tutto non ho mai corso. All'ora di partenza starò tornando dalla val di Susa, dove il sabato sera correrò, anzi, riproverò a correre, dopo l'assenza di neve dell'anno scorso, il Via Latteatrail, una allegra scampagnata in notturna, per l'appunto sulla neve.

Gli organizzatori ieri hanno scritto così: 

"Il meteo prevede cielo stellato, luna piena e temperature “rigide”:
a Sauze a 1500 m alle ore 18 son previsti 5°C sotto lo zero
a Sestriere a 2000 m allo ore 20 son previsti 14°C sotto lo zero
Fraiteve a 2700 m potrebbero esserci 18/19°C sotto lo zero.
Quindi non dimenticatevi il materiale obbligatorio, che è valido sia sulla corta che sulla lunga!"

cioè al confronto i campionati italiani middle ad Asiago del 2011sono stati molto più che afosi. 
Ieri sera sono andato a provare la mia attrezzatura da freddo, ma c'era inversione termica e a 1600 metri alle 20 c'erano 3 gradi sopra lo zero, quindi la prova è fallita. Vedremo.

Approfitto della pochezza di questa notizia per lanciare un appello alle/ai lettori/lettrici: qualcuno ha cosa è successo alle elezioni per il Presidente della FISO? Stando agli organi ufficiali sembra che tutto si sia giocato sul discorso finale, dove uno è stato strepitoso, e l'altro impiegatizio. Considerando che avevo capito che tutti i trentini erano per Gazzerro, mi sono molto stupido che abbia vinto lo sfidante (ma in continuità, boh). Magari alla fine è risultato determinante il personale sull'ora in pista di Zanetello...

Personalmente, credo che quella dell'orienteering alle olimpiadi sia una menata senza senso, per primo perché io tanto non ci potrei andare, per secondo perché il curling è sport olimpico, ma, almeno dalle mie parti, di ragazzini che per questo motivo ci si dedicano anima e cuore, se ne vedono pochissimi. Troverei molto più utile formare e pagare qualcuno di almeno mediamente giovane che possa andare nelle scuole con un bagaglio formativo adeguato, o anche al limite la reintroduzione delle qualifiche agli italiani middle e l'organizzazione di un campionato italiano long.

Ecco, voi che dite?

5 dicembre 2016

Siena, per me


  • Mettete che avete fatto quasi 400 km per andare a correre due gare da 21 minuti l'una. 
  • Mettete che la prima di queste due gare potevate chiuderla esultanti sul podio subito dietro ad una stella dell'orienteering di tutti i tempi e davanti al vostro più acerrimo nemico, mentre l'avete finita accartocciati sul pavimento della sala delle feste, per un errore abominevole.
  • Mettete che dopo la seconda avete più di 4 ore di macchina per ridurvi ad uno schifezzo macerandovi nel rimpianto.
  • Mettete che dopo la seconda avete anche 4 mesi senza gare nazionali per piangere tutte le residue lacrime che potrebbero eventualmente esservi avanzate dopo le 4 ore di macchina.


Voi cosa fareste?

La risposta giusta era "risalgo in macchina e mi chiudo nel più vicino outlet ad annegare la malinconia in cose che poi scoprirò non servirmi né piacermi, ma almeno il viaggio di ritorno è salvo". Ma io non lo sapevo, e mi sono diretto a Siena, teatro della seconda gara.

Tutte le previsioni meteo giurano che Siena sarà la città con il tempo peggiore di tutta la penisola, ma lei se ne fotte, e dopo una notte di diluvio ci accoglie con il sole. I toscani sono gente allegra e gigionesca, quindi magari poi mi frega con un tifone proprio quando prendo in mano la cartina, ma le sorrido grato.

Siena è una di quelle città che se ci arrivi da turista non smetti un secondo di sfondare i maroni di tutti quelli che sono con te dicendogli "che bello che sarebbe farci una gara di orienteering". Se ci stai entrando con degli orientisti per farci una gara di orienteering, non puoi sfondare i maroni a nessuno, al limite puoi benedire in cuor tuo San Max Bianchi per avertici portato.

Una delle cose belle delle città medievali è che tu giri per stradicciole strette e tortuose e ad un certo punto "pamm!" ti si apre a tradimento una piazza. Quella "del Campo" tutti gli italiani sui quarant'anni l'hanno vista decine di volte, perché il Palio di Siena in TV era come il Toblerone all'autogrill. Solo che dal vivo Piazza del Campo è 10.000 volte più bella che in TV, e quando ci arrivi, dall'alto, non puoi pensare altro che "quanto-mi-piacerebbe-entrarci-correndo-come-un-matto-con-Stegal-che-dice-che-sto-vincendo!!!". Quando la vedevo in TV mica la pensavo quella cosa lì.

Comunque, non è che adesso a un mese di distanza posso sfracellarvi gli zebedei con una cronaca minuto per minuto della gara, anche perché è risaputo che sono "un timidone che quando vince non riesce a tirare fuori il meglio di se". E a Siena, boia di un cane, ho vinto eccome!!!

1) Pedrotti Dario - 21.01
2) Skepp Ola - 21.05
3) Gusev Ilya - 21.20
4) Maddalena Stefano - 21.29
5) Ruggiero Mario - 21.34


Cioè, se l'orienteering fosse uno sport di cui gli frega qualcosa a qualcuno, potrei andare in giro a dire che ho dato 28'' (ventottosecondi!!!) a Stefano Maddalena (STEFANOMADDALENA!!!), e che ho battuto anche Ola Skepp e Ilya Gusev che non ho la più pallida idea di chi siano, ma con dei nomi così devono aver vinto almeno 4 - 5 mondiali a testa.


Peccato solo che il Pirla mi abbia rovinato la festa andando a infilarsi in un vicolo cieco dopo 3 minuti di gara. Era davanti di 2'', avremmo dato vita al duello più appassionante del millennio, saremmo arrivati a qualche decimo di secondo di distanza con la lingua che sfregava sul selciato di Piazza del Campo, e il Pirla non si infila nel vicolone a destra della 1, accorgendosi che è chiuso solo quando va a sbattere con la fronte sulla casa!?!?! 

Sì, è vero, anch'io ho pensato che l'abbia fatto solo per farmi un dispetto, che abbia buttato nel tombino in fondo al vicolo quei 36'' solo per non darmi la soddisfazione di vederlo sul gradino del podio sotto il mio. Però in fondo è un ragazzo corretto, e forse è stato davvero solo Pirla, più o meno quanto me a San Giminiano. 

Che dire della gara? Già la chicane per il primo punto era una goduria, e c'era comunque un'altra scelta almeno altrettanto valida, 2-3-4 bastava correre a 2'50'' al km (e la 4 era in fondo ad una scalinata dove avevano nascosto, oltre alla lanterna, una fontana incredibile, ma non sono sicuro siano stati quelli dell'IKP)(cioè, la lanterna sì, la fonte non so). 

Per la 5 c'erano un paio di scelte e io volevo andare a destra, ma avevo quasi preso Ingemar che mi partiva 1' davanti e andava a sinistra, e mi pareva brutto. E nel trenino c'era anche Visioli, che partiva un altro minuto prima, e allora prima siamo andati di corsa alla 6 e poi come gli idioti tutti giù dalla scalinata invece di tagliare a destra verso la 7 (e infatti Maddalena ci mette 5'' di meno). Il treno regge fino alla 8, poi mi mangio i vagoni e alla 9 ci arrivo da solo e da solo salgo la scalinata fino alla 10 e da solo mi fiondo verso la 11 (salendo invece che scendendo, e smenandoci 4'') e verso la 12, purtroppo.  

Qui a momenti ci scappa il fattaccio: troppo intento a correre do un'occhiata troppo superficiale alla carta, e mi accorgo solo tardi che la lanterna è sotto il portico e non sopra sull'alberello. Non solo ci perdo 14'' (QUATTORDICISECONDI!!!) da Skepp, ma mi riprendono Ingemar&Visioli, il primo dei quali fa poi per andare alla 13 una scelta discutibilissima che io lì per lì non trovo di meglio da fare che seguire. A metà tratta l'ho già staccato, ma nonostante corra a manettissima, perdo 10'' che mi costano il primo posto. 

Ovviamente non lo so, ma mi siluro alla 14 con foga e precisione sufficienti a rimettere dietro Ola di ben 2'', che si ridurranno a 1 alla 100 per poi salire ai 4'' finali grazie al mio prodigioso sprint nella piazza dove effettivamente Stegal dice che sto vincendo :-) 

Solo che il Perfido non è ancora arrivato. Mi partiva un minuto dietro, quanto dura un minuto? Non voglio andare dentro il palazzo a scaricare perché non voglio perdermi l'arrivo di Mario, ma se non scarico non so se è tutto ok o va a finire come il giorno prima. 

Poi il Perfido Pirla arriva, Stegal dice che ho vinto, che ho battuto il perfido, che ho battuto Maddalena, che il PIL italiano è aumentato del 12%, l'effetto serra è stato sconfitto e tutti i migranti del Mediterraneo hanno trovato un posto bellissimo dove vivere e lavorare. E io vado nel palazzo a scaricare il mio brichetto, e scopro che effettivamente è quasi tutto vero. 

Ne esco braccia al cielo, con sorriso ebete da orecchio a orecchio e anche di più, che Stegal non perde occasione per rimarcare, e gongolante come neanche quello dei sette nani che si chiamava così. 

Me ne vado a corricchiare intorno alla piazza, ma poi mi fermo lassù in alto, e mi siedo a contemplare quel teatro, e a godermi quello che per una volta è stato proprio come avrei desiderato che fosse. Lì mi trova Mike Candotti, che poi mi scrive così:

L'OLIMPIADE DI CHI L'OLIMPIADE NON PUÒ PIÙ VINCERLA

Devo dire che ti ho invidiato seduto sul selciato di Piazza del Campo domenica dopo una gara che non ti porta niente in tasca, ma qualcosa nel cuore. E la tua espressione aveva quel non so che, che solo quelli un po folli come noi possono capire. Quelli che riescono a piangere vedendo le lacrime di El Guerrugy o si commuovono davanti ad una telecronaca. E cosa c'è di più bello che dalle stalle alle stelle in meno di 24 ore. Mi viene il dubbio che tu lo possa aver fatto apposta, ma non ci sarebbe stata la medesima soddisfazione. Non so quanti lettori leggano il tuo blog, sembra siano molti, e quanti diranno che siamo matti, come quando ci aggiriamo corricchiando sotto l'acqua fra gli sguardi di commiserazione di molti, ma certamente qualcuno capirà. Quindi portati via questo Palio e conservalo come una grande ricchezza, come auguro allo Speaker di tenersi stretto il suo Palio personale che lo vede partire ogni volta all'alba nella sua sfida all'ennesimo percorso Elite. E' poca cosa probabilmente per noi che siamo "patetici master" ma è la bellezza dello sport a tutti i livelli. Buona corsa a tutti Mike.