27 dicembre 2016

DolORI e allORI 2016

Dai che quest'anno riesco a battere Stegal sul tempo...

Ecco, ledis end gentlement, il meglio e il peggio del mio ori-2016, e lo so che non gliene frega una cippa a nessuno, ma se la concorrenza è Azimut,anche il mio blog (uno dei pochissimi superstiti) diventa una lettura appassionante. A proposito di Azimut, incredibile come su quelle pagine riesca a risultare palloso persino Stegal!

Insomma, beccatevi sta classifica, e arrivederci all'anno prossimo.

5° posto - I Coppa Italia - Barbisano
In palio c'era solo la prima di coppa Italia, ma la prima gara in bosco, per il morale, vuol dire tanto. Era una di quelle tratte che c'è una scelta facile per quelli un po' zucconi o che non sono ancora entrati bene in carta, e una un pelo più rischiosa per quelli tecnicamente forti o che ormai padroneggiano il terreno. Io ho deciso che alla terza lanterna della prima di coppa Italia ero pronto per gettarmi nella mischia. Solo che sono stato un pelino troppo altino e sono andato un pelino troppo avantino e meno male che quando stavo uscendo dalla 4 mi sono accorto che c'era qualcosina che non tornava. Oltretutto, non c'era nessun bisogno di mandare in vacca la gara così presto, dato che poi c'era la famigerata zona rocciosa in cui avrei potuto farlo con tutto comodo.


4° posto - Tratta 12-13 II Coppa Italia - Cansiglio
Il Cansiglio è uno di quei posti bellissimi tipo Barricata, dove o ne esci estasiato o in lacrime. Io ne ero già uscito in lacrime l'anno scorso. Beh, anche quest'anno. Seconda coppa Italia in bosco, ho corso alla grande fino alla 12, sono ad un minutino da un certo Mario Ruggiero, e tutti gli altri sono dietro. La 13 è la lanterna più facile dell'universo, basta proseguire nella direzione da cui sono arrivato, forse si vede pure già uscendo dalla 12. Ma io invece curvo a 90° e corro e corro e corro fino a che becco con precisione la lanterna, solo che è la 16. Immagino ci sia chi dice che questo dimostra che io dovrei smettere di fare orientamento, ma il bosco era troppo bello per non provare a tornarci l'anno prossimo.


3° posto - Tratte 1-2-3 e 10-11-12
Va bene, non è un solo errore, e non sono stati neanche errori tragici, ma se una volta nella vita aveste battuto Rigoni e in queste 4 tratte (su 23 lanterne) aveste perso 39'', finendo per perdere l'oro agli italiani sprint per 36'', secondo me fra i dolORI ce li mettereste anche voi. Ci riproverò.


2° posto - Tratta 6/10 Fin.Cop.It. S. Gimignano 
Non è una tratta, è un intero loop saltato per troppo entusiasmo, o perché avevo in mano la cartina storta e il 6 mi era sembrato un 9. Resta il fatto che il resto veloce del mondo a fare quel loop ci ha messo un tempo che mi avrebbe permesso comodamente di accomodarmi subito dietro a Maddalena e davanti a Ruggiero.


1° posto - Tratta 0-1 Campionato Italiano Middle Calaita
Se perdeste il bronzo agli italiani middle in uno dei posti più belli del pianeta, per 20'', e l'argento per 40'', e aveste buttato 1'10'' andando alla 1, voi cosa direste? E se il bronzo l'avesse preso quello che il giorno prima vi ha portato via l'oro agli italiani sprint? E se la 1 fosse stata davanti ad una forma del terreno, che si vedeva da 100 km di distanza? E se fosse dal 2010 che tentate di vincere una cavolo di medaglia tutta per voi agli italiani middle? E se con la medaglia ai middle avreste fatto tris di medaglie agli italiani?


allORI

5° posto - I e II prova Sprint Race Tour - Pieve di Soligo e Revine Laghi 
Mezzo+mezzo minutino dal Perfido Ruggero, in quelle che hanno dato il via alla nostra acerrima e divertentissima (almeno per noi) rivalità di questo 2016. Due secondi posti in Sprint Race Tour, che per uno che si è allenato tutto l'anno per le ultra da 100 km in montagna, sono state gradite sorprese. A onor del vero, nessuna delle due aveva un tracciato memorabile, ma un podio nazionale è sempre un podio nazionale... 

4° posto - O-marathon a passo Vezzena
Va bene, è una manifestazione che non è mai decollata, e il numero di partecipanti è sempre imbarazzante. Però in M35 c'erano pur sempre Cipriani e Hueller, e in ogni caso erano anni che cercavo di vincerla. A questo si aggiunga che il tempo atmosferico era tale da far sembrare degli assoluti imbecilli o dei fantastici eroi quelli che hanno partecipato. A voi la scelta. 

3° posto - Campionati italiani long a Sgonico Lo so, è imbarazzante mettere sul podio una gara in cui ho preso 24 minuti dal primo e 8' dal secondo, ma il primo era Denny Pagliari sceso inopinatamente in M35, e il secondo un Roland Pin sul suo terreno preferito e in grandissimo spolvero. E poi, un bronzo agli italiani long, su un terreno infidissimo (dove un certo Ruggiero è naufragato a metà classifica) non si butta mai via. 

2° postoCampionato Italiano Sprint Caoria Croce e delizia del mio 2016 è sicuramente la gara nella quale per la prima (e forse ultima...) volta ho battuto Rigoni, ma battere lui non è stato abbastanza per vincere l'oro agli italiani sprint, che, con questa, mi è sfuggito di un soffio per la quarta volta (e solo Stegal potrebbe dire se mai qualcuno ha vinto 4 medaglie d'argento agli italiani sprint, tutti in M35, ma mi sa proprio di no). 

1° posto - Finale Sprint Race Tour Siena 
Non era un campionato italiano, ma la lochescion aveva decisamente il suo fascino, ed era anche l'ultima possibilità per battere il perfido Ruggiero prima dei lunghi mesi invernali. E pare che quelli che mi hanno fatto compagnia sul podio (ma sui gradni sotto...) avessero vinto delle cose tipo i mondiali master o roba del genere, lasciando comunque ancora più indietro quello che Stegl (sì, ancora lui) definisce il miglior orientista che abbia mai corso in Italia. Anche uno notoriamente un po' difficile come me può essere moderatamente soddisfatto, no?

21 dicembre 2016

Confessioni di un runner d'alta quota


Ebbene sì, l'ho fatto di nuovo: ho pubblicato un altro libro.

No, niente di serio neanche questa volta, anzi, mi sono allontanato pochissimo al primo. O meglio, me ne sono allontanato poco e parecchio insieme.

Sempre di corsa in montagna si parla, ma, rispetto al "Diario di uno scairanner", ci sono varie differenze:

1) in copertina non ci sono io agonizzante in cima al Piz Boè, ma un bel cielo azzurro, delle belle montagne, un bel prato, e qualcuno che ci corre felice in mezzo. Insomma, se vi capita in mano non vi viene il voltastomaco, come con l'altro.

2) non ci sono errori di battitura

3) questo è uscito con una casa editrice seria, Ediciclo, quindi lo trovate anche in librerie normali, non solo con il lanternino, come l'altro. E lo trovate anche direttamente dall'editore, cliccando qui

Di cosa parla?
"Dalle emozioni della Dolomites Sky Race a quelle degli allenamenti invernali in solitaria, passando per l’adrenalina di una gara di orienteering, i chilometri piatti di una mezza maratona e l’esperienza extra long di un’ultra trail. Un inno alla corsa in montagna. Montagne, sentieri, e cieli azzurri, ma anche pioggia, sudore e fatica sono i protagonisti di questo libro, che parla soprattutto dell’amore del suo autore per quel modo strano, e per molti inspiegabile, di andare in montagna, che è farlo di corsa. Centinaia di ore e di chilometri con il sorriso stampato sulla faccia, o con una smorfia di fatica che il sorriso lo ha spento del tutto, fra salite ansimanti e discese a rotta di collo, raccontate in presa diretta, senza prendersi troppo sul serio. Dalle sky-race ai trail, dalle sky-marathon agli ultra trail, passando per gli allenamenti in solitaria e persino per qualche corsa sull’odiato asfalto, il libro racconta le emozioni vissute lontano dal traffico e dai pensieri di tutti i giorni, con l’entusiasmo scanzonato di un adolescente ormai un po’ in là con gli anni. Confessioni di un runner d’alta quota racconta la pazza gioia di vivere a 150 battiti al minuto, in quei posti magici, dove ci si sente solo puntini colorati fra il grigio della roccia e l’azzurro del cielo".


Ho ripreso un po' dei contenuti del primo libro, ma li ho corretti, riorganizzati e snelliti. I capitoli più pallosi non li ritrovate, altri li trovate molto snelliti, senza quelle prolissità inutili, tipiche dei pivelli alle prime armi. Quasi tutti i materiali nuovi sono molto più belli di quelli vecchi. Vabbeh, è un giudizio di parte, ma fidatevi. Certo, Sara e l'Orienteering rimane una vetta irraggiungibile della letteratura di tutti i tempi, ma anche leggere come sono arrivato in fondo a una 130 km con 10.000 metri di dislivello, non è male.

Naturalmente, è il regalo per tutti i vostri amici e le vostre amiche che corrono, o che vorreste che corressero, o che odiano correre e volete fargli un dispetto. Cosa aspettate a correre in libreria?

Presentazioni, recensioni, interviste:




14 dicembre 2016

Niente 1° di Oricup!

Cari lettori e care lettrici,
vi avviso in anticipo del grave dolore che vi arrecherò: domenica non sarò al via della prima gara di oricup inverno, che si correrà sulla carta di Bosentino, sulla quale oltre tutto non ho mai corso. All'ora di partenza starò tornando dalla val di Susa, dove il sabato sera correrò, anzi, riproverò a correre, dopo l'assenza di neve dell'anno scorso, il Via Latteatrail, una allegra scampagnata in notturna, per l'appunto sulla neve.

Gli organizzatori ieri hanno scritto così: 

"Il meteo prevede cielo stellato, luna piena e temperature “rigide”:
a Sauze a 1500 m alle ore 18 son previsti 5°C sotto lo zero
a Sestriere a 2000 m allo ore 20 son previsti 14°C sotto lo zero
Fraiteve a 2700 m potrebbero esserci 18/19°C sotto lo zero.
Quindi non dimenticatevi il materiale obbligatorio, che è valido sia sulla corta che sulla lunga!"

cioè al confronto i campionati italiani middle ad Asiago del 2011sono stati molto più che afosi. 
Ieri sera sono andato a provare la mia attrezzatura da freddo, ma c'era inversione termica e a 1600 metri alle 20 c'erano 3 gradi sopra lo zero, quindi la prova è fallita. Vedremo.

Approfitto della pochezza di questa notizia per lanciare un appello alle/ai lettori/lettrici: qualcuno ha cosa è successo alle elezioni per il Presidente della FISO? Stando agli organi ufficiali sembra che tutto si sia giocato sul discorso finale, dove uno è stato strepitoso, e l'altro impiegatizio. Considerando che avevo capito che tutti i trentini erano per Gazzerro, mi sono molto stupido che abbia vinto lo sfidante (ma in continuità, boh). Magari alla fine è risultato determinante il personale sull'ora in pista di Zanetello...

Personalmente, credo che quella dell'orienteering alle olimpiadi sia una menata senza senso, per primo perché io tanto non ci potrei andare, per secondo perché il curling è sport olimpico, ma, almeno dalle mie parti, di ragazzini che per questo motivo ci si dedicano anima e cuore, se ne vedono pochissimi. Troverei molto più utile formare e pagare qualcuno di almeno mediamente giovane che possa andare nelle scuole con un bagaglio formativo adeguato, o anche al limite la reintroduzione delle qualifiche agli italiani middle e l'organizzazione di un campionato italiano long.

Ecco, voi che dite?

5 dicembre 2016

Siena, per me


  • Mettete che avete fatto quasi 400 km per andare a correre due gare da 21 minuti l'una. 
  • Mettete che la prima di queste due gare potevate chiuderla esultanti sul podio subito dietro ad una stella dell'orienteering di tutti i tempi e davanti al vostro più acerrimo nemico, mentre l'avete finita accartocciati sul pavimento della sala delle feste, per un errore abominevole.
  • Mettete che dopo la seconda avete più di 4 ore di macchina per ridurvi ad uno schifezzo macerandovi nel rimpianto.
  • Mettete che dopo la seconda avete anche 4 mesi senza gare nazionali per piangere tutte le residue lacrime che potrebbero eventualmente esservi avanzate dopo le 4 ore di macchina.


Voi cosa fareste?

La risposta giusta era "risalgo in macchina e mi chiudo nel più vicino outlet ad annegare la malinconia in cose che poi scoprirò non servirmi né piacermi, ma almeno il viaggio di ritorno è salvo". Ma io non lo sapevo, e mi sono diretto a Siena, teatro della seconda gara.

Tutte le previsioni meteo giurano che Siena sarà la città con il tempo peggiore di tutta la penisola, ma lei se ne fotte, e dopo una notte di diluvio ci accoglie con il sole. I toscani sono gente allegra e gigionesca, quindi magari poi mi frega con un tifone proprio quando prendo in mano la cartina, ma le sorrido grato.

Siena è una di quelle città che se ci arrivi da turista non smetti un secondo di sfondare i maroni di tutti quelli che sono con te dicendogli "che bello che sarebbe farci una gara di orienteering". Se ci stai entrando con degli orientisti per farci una gara di orienteering, non puoi sfondare i maroni a nessuno, al limite puoi benedire in cuor tuo San Max Bianchi per avertici portato.

Una delle cose belle delle città medievali è che tu giri per stradicciole strette e tortuose e ad un certo punto "pamm!" ti si apre a tradimento una piazza. Quella "del Campo" tutti gli italiani sui quarant'anni l'hanno vista decine di volte, perché il Palio di Siena in TV era come il Toblerone all'autogrill. Solo che dal vivo Piazza del Campo è 10.000 volte più bella che in TV, e quando ci arrivi, dall'alto, non puoi pensare altro che "quanto-mi-piacerebbe-entrarci-correndo-come-un-matto-con-Stegal-che-dice-che-sto-vincendo!!!". Quando la vedevo in TV mica la pensavo quella cosa lì.

Comunque, non è che adesso a un mese di distanza posso sfracellarvi gli zebedei con una cronaca minuto per minuto della gara, anche perché è risaputo che sono "un timidone che quando vince non riesce a tirare fuori il meglio di se". E a Siena, boia di un cane, ho vinto eccome!!!

1) Pedrotti Dario - 21.01
2) Skepp Ola - 21.05
3) Gusev Ilya - 21.20
4) Maddalena Stefano - 21.29
5) Ruggiero Mario - 21.34


Cioè, se l'orienteering fosse uno sport di cui gli frega qualcosa a qualcuno, potrei andare in giro a dire che ho dato 28'' (ventottosecondi!!!) a Stefano Maddalena (STEFANOMADDALENA!!!), e che ho battuto anche Ola Skepp e Ilya Gusev che non ho la più pallida idea di chi siano, ma con dei nomi così devono aver vinto almeno 4 - 5 mondiali a testa.


Peccato solo che il Pirla mi abbia rovinato la festa andando a infilarsi in un vicolo cieco dopo 3 minuti di gara. Era davanti di 2'', avremmo dato vita al duello più appassionante del millennio, saremmo arrivati a qualche decimo di secondo di distanza con la lingua che sfregava sul selciato di Piazza del Campo, e il Pirla non si infila nel vicolone a destra della 1, accorgendosi che è chiuso solo quando va a sbattere con la fronte sulla casa!?!?! 

Sì, è vero, anch'io ho pensato che l'abbia fatto solo per farmi un dispetto, che abbia buttato nel tombino in fondo al vicolo quei 36'' solo per non darmi la soddisfazione di vederlo sul gradino del podio sotto il mio. Però in fondo è un ragazzo corretto, e forse è stato davvero solo Pirla, più o meno quanto me a San Giminiano. 

Che dire della gara? Già la chicane per il primo punto era una goduria, e c'era comunque un'altra scelta almeno altrettanto valida, 2-3-4 bastava correre a 2'50'' al km (e la 4 era in fondo ad una scalinata dove avevano nascosto, oltre alla lanterna, una fontana incredibile, ma non sono sicuro siano stati quelli dell'IKP)(cioè, la lanterna sì, la fonte non so). 

Per la 5 c'erano un paio di scelte e io volevo andare a destra, ma avevo quasi preso Ingemar che mi partiva 1' davanti e andava a sinistra, e mi pareva brutto. E nel trenino c'era anche Visioli, che partiva un altro minuto prima, e allora prima siamo andati di corsa alla 6 e poi come gli idioti tutti giù dalla scalinata invece di tagliare a destra verso la 7 (e infatti Maddalena ci mette 5'' di meno). Il treno regge fino alla 8, poi mi mangio i vagoni e alla 9 ci arrivo da solo e da solo salgo la scalinata fino alla 10 e da solo mi fiondo verso la 11 (salendo invece che scendendo, e smenandoci 4'') e verso la 12, purtroppo.  

Qui a momenti ci scappa il fattaccio: troppo intento a correre do un'occhiata troppo superficiale alla carta, e mi accorgo solo tardi che la lanterna è sotto il portico e non sopra sull'alberello. Non solo ci perdo 14'' (QUATTORDICISECONDI!!!) da Skepp, ma mi riprendono Ingemar&Visioli, il primo dei quali fa poi per andare alla 13 una scelta discutibilissima che io lì per lì non trovo di meglio da fare che seguire. A metà tratta l'ho già staccato, ma nonostante corra a manettissima, perdo 10'' che mi costano il primo posto. 

Ovviamente non lo so, ma mi siluro alla 14 con foga e precisione sufficienti a rimettere dietro Ola di ben 2'', che si ridurranno a 1 alla 100 per poi salire ai 4'' finali grazie al mio prodigioso sprint nella piazza dove effettivamente Stegal dice che sto vincendo :-) 

Solo che il Perfido non è ancora arrivato. Mi partiva un minuto dietro, quanto dura un minuto? Non voglio andare dentro il palazzo a scaricare perché non voglio perdermi l'arrivo di Mario, ma se non scarico non so se è tutto ok o va a finire come il giorno prima. 

Poi il Perfido Pirla arriva, Stegal dice che ho vinto, che ho battuto il perfido, che ho battuto Maddalena, che il PIL italiano è aumentato del 12%, l'effetto serra è stato sconfitto e tutti i migranti del Mediterraneo hanno trovato un posto bellissimo dove vivere e lavorare. E io vado nel palazzo a scaricare il mio brichetto, e scopro che effettivamente è quasi tutto vero. 

Ne esco braccia al cielo, con sorriso ebete da orecchio a orecchio e anche di più, che Stegal non perde occasione per rimarcare, e gongolante come neanche quello dei sette nani che si chiamava così. 

Me ne vado a corricchiare intorno alla piazza, ma poi mi fermo lassù in alto, e mi siedo a contemplare quel teatro, e a godermi quello che per una volta è stato proprio come avrei desiderato che fosse. Lì mi trova Mike Candotti, che poi mi scrive così:

L'OLIMPIADE DI CHI L'OLIMPIADE NON PUÒ PIÙ VINCERLA

Devo dire che ti ho invidiato seduto sul selciato di Piazza del Campo domenica dopo una gara che non ti porta niente in tasca, ma qualcosa nel cuore. E la tua espressione aveva quel non so che, che solo quelli un po folli come noi possono capire. Quelli che riescono a piangere vedendo le lacrime di El Guerrugy o si commuovono davanti ad una telecronaca. E cosa c'è di più bello che dalle stalle alle stelle in meno di 24 ore. Mi viene il dubbio che tu lo possa aver fatto apposta, ma non ci sarebbe stata la medesima soddisfazione. Non so quanti lettori leggano il tuo blog, sembra siano molti, e quanti diranno che siamo matti, come quando ci aggiriamo corricchiando sotto l'acqua fra gli sguardi di commiserazione di molti, ma certamente qualcuno capirà. Quindi portati via questo Palio e conservalo come una grande ricchezza, come auguro allo Speaker di tenersi stretto il suo Palio personale che lo vede partire ogni volta all'alba nella sua sfida all'ennesimo percorso Elite. E' poca cosa probabilmente per noi che siamo "patetici master" ma è la bellezza dello sport a tutti i livelli. Buona corsa a tutti Mike. 




30 novembre 2016

Perché no?

Di nuovo leggermente off topic, ma che volete, gare nel fine settimana scorso non sono riuscito a farne, e il mio allenamento di sabato mattina su per il Monte Bondone non ha dato spunti sufficienti per un epico racconto. 

Neanche la fine ormai imminente del concorso per scrittori di trail running ha fornito materiale per un epico racconto, dato che non solo non ho vinto io (è ormai ufficiale, a 2 ore dalla chiusura delle votazioni ho 1000 voti di distacco dalla prima), ma non ho neanche perso dalla "fighetta bionda" (come si autodefinisce quella che per un po' mi aveva conteso il primato, prima che irrompesse la rappresentante del Popolo Eletto, con tutto il suo seguito).

Quindi, off topic per off topic, almeno rimaniamo alla stretta attualità, andando a mettere il culo nelle pedate con un breve post sul referendum.

Chi non gli frega nulla di cosa ne penso in proposito, o ha già assolutamente deciso cosa voterà, può cliccare qui se maschio, qui se femmina.

A chi prosegue nella lettura, lascio un paio di considerazioni, con la premessa che non ho approfondito molto la questione, ma lo ha fatto una persona di cui mi fido ciecamente (della quale riporto un commento più articolato sotto), e tanto mi basta: io voterò no.

Principalmente perché mi pare che questa riforma non risolva nessuno dei problemi che qualcuno dice risolverà, mentre contiene vari aspetti inquietanti (maggiori dettagli sotto).

Inoltre mi fa molta impressione che una delle principali motivazioni che si sentono a sostegno del "sì" è che c'è bisogno di cambiamento, qualunque esso sia. Sarebbe come dire che siccome ci siamo rotti le scatole di avere le telecronache di Stegal, va bene che le faccia chiunque altro, anche Zonato.

Ecco, quando sarete nel segreto dell'urna con la vostra matita copiativa in mano, dove Dio vi avrebbe visto (ma non gli frega più nulla) e Marx no (e tanto è morto) immaginatevi alla prima di Coppa Italia dell'anno prossimo, con 5 ore filate di telecronaca di Zonato nelle orecchie. Vediamo se avete il fegato di votare sì...




La parola all'esperta

Io voto NO, convintamente, per una serie piuttosto lunga di ragioni.

Primo, ho letto con cura il testo della riforma, anzi, con le mie quinte al serale stiamo studiando insieme il testo comparato, come è, e come sarebbe.
Trovo che sia pieno di contraddizioni, parti poco chiare, astruso da leggere e anche da applicare. 
Non porterà alla snellezza che promette, anzi rischia di impantanare il procedimento legislativo (diventano 4 le modalità di fare le leggi, sono difficili da distinguere, prevedono comunque un bicameralismo, pur se nella maggior parte dei casi - ma non tutti -  imperfetto).
Dà maggiori poteri allo stato centrale togliendoli alle Regioni, andando contro la riforma del 2001 per la quale avevo votato sì (in compagnia di molti che oggi votano di nuovo sì...).
Dà maggiore potere al Governo (che ne ha già molti e li usa male) sul Parlamento, toglie la rappresentatività del popolo ad uno dei due rami del Parlamento (che comunque approverebbe le leggi costituzionali in regime di bicameralismo perfetto) senza che questo rappresenti davvero i territori.

Secondo. Insieme con la riforma elettorale (italicum, già in vigore) questa riforma rende possibile che una minoranza (anche del 20%) possa avere: la maggioranza alla Camera, dare la fiducia al Governo, scegliere il Presidente della Repubblica, influenzare pesantemente Corte Costituzionale, e Consiglio superiore della Magistratura (Attraverso un meccanismo di numeri che è facile dimostrare). Il tutto in nome della "governabilità" (ma io non voglio vivere in un paese "governabile", semmai vorrei un "buon governo") e a scapito della rappresentanza democratica. No, grazie!

Terzo, non condivido per nulla il metodo con cui si è arrivati qui. Questo referendum comporta e comporterà una grossa spaccatura, proprio sulla carta costituzionale che invece dovrebbe unire (e così ha fatto nel secondo dopoguerra)
Da questo punto di vista che vinca il sì o il no, il danno comunque è fatto. Purtroppo. (E ' una delle cose che mi rattrista di più)

Quarto, trovo illegittime le modalità di approvazione della riforma.
Maggioranze variabili, che hanno potuto contare su parlamentari eletti (nominati) attraverso una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla corte costituzionale.
Legittimati forse a fare una legge elettorale (ma l'italicum è secondo me pessima)
ma non di sicuro una riforma della Costituzione.
Inoltre è una legge di riforma presentata dal Governo che l'ha fatta diventare un suo prodotto sulla base del quale chiede la fiducia al popolo.
Molto grave! Nell'assemblea costituente i membri del governo non presenziavano neppure alle sedute per non influenzare l'assemblea...

Quinto, è una riforma ispirata e voluta dai poteri forti dell'economia finanziaria.
Ecco un estratto del documento  il "rapporto sull’area euro", della società finanziaria J.P. Morgan (ritenuta responsabile della crisi dei mutui subprime del 2008, secondo l’inchiesta della procura di New York, attualmente impegnata nel salvataggio di Monte dei Paschi di Siena),  (28 maggio 2013):
    «all’inizio della crisi, si pensava che i problemi nazionali fossero di natura economica, ma si è poi capito che ci sono anche problemi di natura politica. Le Costituzioni e i sistemi politici dei Paesi della periferia meridionale, sorti in seguito alla caduta del fascismo, hanno caratteristiche non adatte al processo di integrazione economica, (...) e sono ancora determinati dalla reazione alla caduta delle dittature. Queste Costituzioni mostrano una forte influenza socialista, riflesso della forza politica che le sinistre conquistarono dopo la sconfitta del fascismo. Perciò questi sistemi politici periferici hanno, tipicamente, caratteristiche come: governi deboli rispetto ai parlamenti, stati centrali deboli rispetto alle regioni, tutela costituzionale del diritto al lavoro, consenso basato sul clientelismo politico, diritto di protestare contro ogni cambiamento. La crisi è la conseguenza di queste caratteristiche. (...) Ma qualcosa sta cambiando: test essenziale sarà l’Italia, dove il nuovo governo può chiaramente impegnarsi in importanti riforme politiche ». 
Io lo trovo inquietante.

Sesto, trovo scandalosi gli slogan per il sì. In particolare quelli che dicono che votare sì significa diminuire i politici. Io voglio che ci siano sempre più politici, ovvero persne che si occupano del bene pubblico. Magari vorrei che ci fossero quelli, in Parlamento, invece che i deputati di carriera come la maggior parte di quelli che sono in parlamento ora perché scelti dai partiti e non dai cittadini (vedi la critica alla legge elettorale passata e presente di cui sopra).
Dire ai cittadini che si vuole meno politica è essere falsi, demagoghi o ipocriti.

Settimo, per quella che chiamo la "teoria della bicicletta". Quando arranco su per i passi dolimitici con mio marito impreco e mi viene da dire che il problema è la mia vecchia bici. Ma in cuor mio so bene che il problema sono le mie gambe poco allenate e i miei chili di troppo.
Il problema del nostro paese non è  la Costituzione.
Potrebbe essere modificata, certo, nella parte del bicameralismo, secondo varie proposte che sono state presentate, ma la costituzione e il bicameralismo perfetto non possono essere identificati come la causa di nessuno dei mali di cui soffriamo oggi (quante buone leggi si sono fatte, e in fretta, quando c'è stata la volontà di farlo!)
Le responsabilità dei disastri attuali (economici e sociali) sono altre (politiche) e altrove (anche nelle scelte di politica economica sbagliate di questo governo).
Inutile voler cambiare la bicicletta (che peraltro, se pur vecchia, va ancora benissimo!) quando sono i ciclisti che non funzionano.

Ottavo, 20 ex presidenti e vicepresidenti della Corte Costituzionale si dichiarano per il NO. Ho letto alcuni dei loro testi critici e li condivido. Ci sono anche i costituzionalisti per il sì, ma meno e, secondo me, meno autorevoli.

Infine. Se mi chiedi se non c'è qualcosa di buono nella riforma, non posso mentire. 
Alcuni cambiamenti che vengono lì proposti, li approverei. Ci stanno, e sono migliorativi.
Posso elencarteli, se vuoi.
Ma sono questioni secondarie, che non possono assolutamente controbilanciare le ragioni di cui sopra.

25 novembre 2016

Festa finale comitato trentino

...ma prima cominciamo con le cose serie. La tenzone per il miglior scrittore vivente sulla corsa in montagna, sta volgendo al termine nel peggiore dei modi, ovvero, non sto vincendo io.


La situazione attuale (ore 17.54 del 25 novembre) è quella nel grafico qui a fianco, che mi vede al quarto posto staccato di 150 voti dalla prima, 30 dalla seconda e 20 dalla terza. Il problema principale è che il pezzo attualmente in testa, oltre a non essere esattamente un capolavoro della letteratura, parla di una gara di 13 km, che nel mondo trail è poco più che un riscaldamento. I più scafati fra i miei lettori hanno poi evidenziato altre scottanti questioni, ma evitiamo di menzionarle, che se no poi i servizi segreti mi vengono a cercare.

I più scafati dei miei lettori hanno anche scoperto che si potrebbe allegramente barare e votare me o chiunque altro all'infinito, ma tutti sanno che sono corretto come un chierichetto, quindi lungi da me. Però se non mi avete ancora votato, fatelo!

In cambio (oltre a farvi vedere la "famosa scaletta", oggettivamente un pelo più corta di come mi era sembrata lì per lì, eccomi di nuovo a deliziarvi con il racconto niente meno che della festa finale del Comitato Trentino. In breve, sono calati i germanici, e me le hanno suonate. Ovvero, Ingemar è sceso in Trentino per sentire cosa si diceva da queste parti rispetto alle imminenti elezioni in FISO, e già che c'era mi ha dato un minuto e mezzo.

Ho un ottimo alibi (un 64 km + 3000 m proprio dalle stesse parti, il giorno prima: mi sembrava di avere due paracarri al posto delle cosce e sulla tratta lunga ero), ma sempre un minuto e mezzo di distacco rimane. Nello specifico, me la sono presa un po' con calma nell'andare alla 1, ho limitato molto i danni quando c'era un po' di salita (e alla 16 ho addirittura fatto un abbondante miglior tempo perché sono stato uno dei pochi che si sono accorti di quella scala lunghissima e ripidissima che saliva prima del punto), sono andato un po' a spasso nel parchetto vicino al palazzo del ghiaccio prima della penultima, e per il resto sono stato più bolso  di Ingemar praticamente in tutte le lanterne, con particolare nota di demerito alla 7, gran parte in discesa, dove sono riuscito a prendere, grazie ai paracarri di cui sopra, 17''.

Per consolarmi ho mangiato come un porcello alla festa finale del comitato, dove ho ricevuto anche l'abbondante premio destinato ai vincitori di due titoli (vinti ad onor del vero, soprattutto il middle, soprattutto per scarsità di avversari) che constava di pasta + luganega + speck + vino. Ho nuovamente pianto lacrime amare sui 6 minuti che mi ha rifilato CCristellon al campionato trentino long, senza i quali avrei avuto diritto all'abbondantissimo premio per i tripletari, che a vederlo pesava almeno 3 kg.

In attesa e nella speranza che ritorni l'oricup inverno (fra l'altro, oggi a Trento c'erano 12 gradi, quindi si poteva tranquillamente anche fare una oricup qualsiasi) appendo la bussola al chiodo, e mi rintano nella "preparazione invernale", tornando a sognare VeNotte, per la quale sono già stato contattato: mi hanno chiesto se parteciperò anche se il ritrovo sarà nel posto dell'anno scorso con le docce fredde, invece che in quello con le docce bollenti degli anni prima. Ho detto di sì, purché tengano separata la classifica M35 dalle altre...

Buon inverno, ma, prima che arrivi, uscirà finalmente "Siena, per me!".




16 novembre 2016

Care O-Lettrici e Cari O-Lettori

Care O-Lettrici e Care O-Lettori,
sono con la presente ad elemosinare il vostro aiuto in un progetto molto moderatamente ambizioso e decisamente extraorientistico: vincere un concorso on line per il miglior racconto di corsa in montagna, organizzato dal sito www.trailrunning.it.

Se non ne leggete nessuno, o solo il mio, non state neanche mentendo dicendo che il mio è quello che vi piace di più.

Dite che sto barando? Lo stanno sicuramente facendo anche quelli che sono in testa in questo momento: in un giorno hanno ricevuto 60 voti, del tutto impossibile senza qualche mezzuccio.

Orsù, aiutatemi! (e io vincerò uno zainetto da corsa del valore di un centinaio di euro scarsi, e in cambio continuerò a deliziarvi con i post a cui siete abituate/i).

Per chi vuole sostenere, ma non perdere neanche un minuto, basta andare qui
e cliccare sul primo, "Sentiero 500" di Dario Pedrotti

Per chi vuole prima almeno leggere cosa cavolo ho scritto, può leggerlo qui.

Per chi vuole anche leggere tutti gli altri, perché non è sicuro che il mio sia il migliore (e vuole averne conferma...) li trova tutti qui

Per chi invece non vuole proprio saperne di farmi questo piccolissimo favore, clicchi qui.

Non vi chiede né indirizzo mail né iscrizione né niente, suvvia...
ciao

Dario

14 novembre 2016

Siena secondo Orimaster Segatta

"C’era una volta il prode Don Pedrotte, della borgata di San Giorgio, il qual è facile ricordare, noto fu per avere ucciso il Drago per salvare la giovane Silene, figlia del re di Selem.

Il prode don Pedrotte, giunto nella città di Siena per domare il perfido Rugeiro nel palio delle bussole e delle carte, si affiliò quindi subito nella contrada del Drago, per onorare le gesta eroiche del santo Giorgio di cui portò le effige sulla tenuta di combattimento.

Alla partenza del palio delle bussole e delle carte, nemmeno passando per la zona della “mossa”, Don Pedrotte però giunto alla curva del Casato, deviò inspiegabilmente verso sinistra adentrandosi nei meandri della città, invece di compiere i canonici tre giri della piazza.

Città dalla quale rispuntò 21 minuti dopo sconfiggendo il perfido (della contrada della Lupa perché sperava di sbranare il Don) e pure l’invasore straniero scandinavo.

La vittoria nel palio delle carte e delle bussole portò onore e gloria a Don Pedrotte che appena dopo la disfida, per riposare dalle fatiche, sedette in alto nella piazza del campo a contemplare le bellezze architettoniche.

Il salvataggio della giovane Silene, aveva avuto il suo seguito storico e la contrada del Drago inneggiò lunga vita in interminabili festeggiamenti a Don Pedrotte.


E vissero tutti felici e contenti."

Andrea Orimaster Segatta

10 novembre 2016

Siena: secondo voi?

Mia moglie dice che quando vinco i miei post sono brutti, e che quindi non dovrei scrivere di Siena. Stegal mi tormenta ogni 5 minuti chiedendomi di pubblicare, e tanto per non mettermi pressione mi scrive

"Deve essere qualcosa di epico, di unico (non succederà più J ), di inimmaginabile….
Una roba che poi arriva Stefano Spielberg e dice che si f0tta E.T., si f0ttano i Predatori, si fotta pure la Guerra Stellare perché il film sulla tua vita li cancellerà tutti dalla memoria.
A proposito, va bene Al Pacino per fare la parte di Pedrotti?
Un po’ troppo basso dici?"

Insomma, non ce la farò mai, anche perché lo sappiamo che i capolavori nascono dalla sofferenza e dalla mancanza, non dalla gioia e dalla pienezza. E io a Siena sono stato piuttosto soddisfatto.

Quindi, provateci voi a scrivere il mio post su Siena.

Vi metto cartina e split, fatene quello che volete, e poi mandatemi i vostri capolavori, nei commenti.

Io per un po' metto che i commenti devo approvarli, così nessuno vedrà i vostri capolavori fino a che non li pubblicherò in un prossimo post.

Vediamo cosa siete capaci di fare...



9 novembre 2016

dlin dlon - Publicità

In Toscana succede anche di venire avvicinati ripetutamente da persone che magari prima non è che ti fermassero molto spesso, o di essere salutato da gente che magari prima non lo facevano mai.
Potrebbe essere che il motivo sia che a breve ci sono le elezioni per il nuovo Presidente della FISO...

Io non mi schiero da nessuna parte, principalmente per il fatto che almeno nell'orienteering mi limito a farmi le mie gare senza avvicinarmi neanche un po' alle stanze dei bottoni e alle riflessioni in merito. Forse non è una idea tanto saggia, visto che se continua con questo trend, a fare le gare fra qualche anno ci troveremo solo in 4-5, ma al momento di più proprio non posso/voglio fare.

Mi limito quindi a riportare i link delle due piattaforme dei due candidati, augurando loro buona fortuna.



Anzi no, non mi limito, perché sono andato a dare un'occhiata ai siti, e non resisto...
Credo che per votare con cognizione di causa i lettori dovrebbero avere le informazioni che uno dei due candidati omette mentre l'altro pubblica, e sapere alcune cose in più, in particolare:

1) che tempo ha Gazzerro sui 5.000 e sui 10.000? 

2) quanti metri percorre Gazzerro in un'ora in pista?

3) cosa sarà un confronto all'americana in Friuli?

4) anche Zanetello ritiene che quello delle olimpiadi a Roma era un sogno?

5) "continuare la relay virtuale che iniziata anni fa in Italia con Vladimir Pacl, ci vede protagonisti ogni quattro anni con un passaggio di testimone che onora chi ci ha preceduto e responsabilizza verso il futuro chi verrà" si potrebbe anche tradurre con "faremo un campionato italiano in notturna o almeno una gara di contorno di coppa Italia come tutte le nazioni civili" o con qualsiasi altra frase di senso compiuto?

6) quelli che si candidano con Zanetello sono celibi o sposati e quanti figli hanno? E perché Simoni e Giovanelli non hanno voluto esprimersi in proposito come i loro compagni di partito?

7) sarà così difficile trovare una foto di Simoni e una di Giovanelli per completare l'album delle figurine che così fa una figura un po' meschina?


Orsù, lettori, inviate i vostri quesiti, per un voto più consapevole.
Che se no va a finire come negli USA.




8 novembre 2016

Non ci resta che piangere



E giunse infine il giorno della finale di coppa Italia, gara sprint a San Gimignano, la città delle 72 torri, di cui ne sono rimaste solo 18 (che non potevano superare i 51 metri perché quella era l'altezza della torre del Capo, un po' di cultura non guasta).

Max Bianchi da par suo è da un anno che la smena, ma c'è poco da fare, è un posto bellissimo. Entrando in città si ha l'impressione che a destra e a sinistra della strada principale ci sia gran poco, ma in realtà ci sarebbe abbastanza da fare molto più di una sprint. Bellissimo, peccato per il tempo un po' di merda, che rende tutto un po' sdruciolevole (e durante la gara degli elite anche molto molto piovoso).

Io smanio dalla voglia di fare una bella gara e di mazzuolare il Perfido Ruggiero. Lui smania di mazzuolare me, ma lo dà meno a vedere, più o meno.

Datemi sta cartina, che parto.

Al minuto 00:27 finalmente me la danno e mi schioppetto fuori dal vicolo di partenza, bellissimo anche lui. Un centesimo di secondo di indecisione fra la destra e la sinistra e poi via a destra, per staccare il miglior tempo (34'') a parimerito con un certo Stefano Maddalena e 2'' meglio del Perfido. 

Altro centesimo di secondo di indecisione e poi a destra. Non è che mi sia proprio accorto accorto che c'è un discesone e una salita, ma probabilmente è la strada migliore, e poi quando c'è salita a me va bene. Nuovo miglior tempo, stavolta senza compagnia, 3'' meglio di un certo Ola Skepp (che qui pare essere arrivato secondo in una frazione della 10mila del 2004...), 7'' meglio di un certo Stefano Maddalena, 12'' meglio del Perfido.

Nessun centesimo di secondo di indecisione per andare alla 3, e nuovo miglior tempo, 4'' meglio di Skepp e 5'' meglio del Perfido. Il certo Stefano Maddalena probabilmente si ferma ad allacciarsi una scarpa, perché perde 26''.

A quel punto mi concedo una esitazione poco più che microscopica per andare alla 4, e mi piglio 6'' da quello con la scarpa ri-allacciata, e poi sbaglio scelta (o la faccio male) per andare alle 5, dove fra l'altro penso che anche se non leggo la posizione della lanterna rispetto all'arco è lo stesso, che tanto cosa vuoi che sia un arco, solo che l'arco è alto 60 centimetri, e quindi era parecchio meglio arrivarci dalla parte giusta: 20'' gettati al vento e scettro ceduto a Skepp.

Per la 6 non faccio quello che avevo in mente di fare, ma almeno lo faccio velocemente, e sono secondo 20'' davanti alla scarpa allacciata e al Perfido, appaiati al terzo posto. 

Uscendo dalla 6 mi lancio verso quella dopo, e solo dopo un bel po' mi accorgo che sto andando alla 11. Risalgo una delle vie principali di S.G. imprecando come un camallo, e finendo 20'' dietro il Ticinese.

Quella dopo un po' meglio (2'' peggio di Skapp ma 1'' meglio di Maddalena e 4'' meglio del Perfido), mentre per quella dopo ancora faccio una scelta un po' del cavolo e ci lascio 10'' (ma il Perfido 6'' più di me). Preciso e veloce a quella dentro la torretta, che tante vittime ha mietuto (compreso il povero Skepp che ci lascia un minuto abbondante e ogni speranza di vittoria) e altri 4'' al Tic. e 10'' al Perf.

Secondo tempo a quella dopo, 8'' peggio di Maddalena che probabilmente fa un salto per scavalcare le mura della fortezza (ma 3'' meglio dei quattro che fanno tutti insieme il terzo tempo) e di nuovo a quella dopo ancora, soli 2'' peggio del Divino (e 10'' meglio del Perfido Imbolsito).

45'' + 11'' di volata e sono al finish, stanco ma felice, con Stegal che sbraita che ho sbriciolato il miglior tempo. Gongolante vado a scaricare, e vedo un sacco di punti esclamativi, ed una scritta in inglese che dice "Situation: NOT OK - Missing Point(s)". Io non sono fortissimo di inglese, ma il significato di questa frase mi è tragicamente chiaro. Prima di gridare al complotto do una occhiata a quale lanterna insinuano che io abbia saltato, e non ne trovo 1, ma ben 3: la 7, la 8 e la 9. In effetti da quelle parti non ci sono proprio andato. Quello che credo sia successo è che con la cartina rovescia ho preso il 6 per un 9 e ho deciso che dovevo andare alla 10, "aiutato" anche dalla riga che andava proprio da quella parte.

Stefano Maddalena, che ha vinto in 17'20'', per fare quelle 3 lanterne ci ha messo 64''
Mario Ruggero, che è arrivato secondo in 18'15'', per fare quelle 3 lanterne ci ha messo 64''.
Ilya Gusev, che è arrivato terzo in 18'19'', per fare quelle 3 lanterne ci ha messo 72''.

Io ho chiuso in 16'56''.

La moglie del Perfido dice che con i se non si vincono le gare. Quindi mi limito a un costernato "Strasigh!!!!" e a rimpiangere, per i prossimi 140 anni, cosa avrebbe potuto essere e non è stata questa gara. E meno male che era brutto tempo e almeno non hanno fatto le premiazioni in piazza, e che non hanno messo le foto del podio sul sito dell'IKP.

3 novembre 2016

Ode all'Avversario

In principio, quando ancora correvo addirittura in MC, c'era stato Daniele Martignago. Alle volte ero io a battere lui, alle volte era lui a battere me, spesso erano vari altri a battere tutti e due, ma era a lui che pensavo quando arrancavo su per una salitella, nel mio singolo allenamento a settimana. Poi io sono stato morso dalla tarantola dell'agonismo, e ho iniziato ad allenarmi più spesso e a salire di categoria, lui è rimasto tranquillo in MB (e magari si diverte di più di me...).

Qualche anno più tardi, ci fu Andrea Visioli, battezzato per l'occasione "Il Nemico". Solo i lettori più affezionati si ricorderanno che questo blog è nato proprio per raccontare una epica sfida con lui nel rimpiantissimo meeting di Venezia. Era il 18 novembre 2009, alla fine di una (per me) mitica tenzone, mi rifilò 3 minuti. Con Andrea poi le nostre bussole non si sono incontrate molte altre volte, ma una basta per tutte: campionato italiano sprint 2010 a Monghidoro, la mia prima medaglia (argento dietro a Rigoni) in un campionato italiano, raggiungendo nel finale proprio Visioli, che partiva 1' prima di me.

A Monghidoro nasce anche la rivalità successiva con quello che su queste pagine diventerà il Rivale: il Cip, al secolo Andrea Cipriani. Prima di quel campionato italiano mi chiamava "Darietto", poi il fatto di essere finito sul gradino del podio sotto il mio gli ha fatto perdere l'uso del diminutivo. Negli anni successivi ce le siamo suonate spesso di santa ragione, approfittando anche delle più promozionali garette invernali, prima di giungere all'apoteosi di questo blog, i campionati italiani middle 2012, con il bronzo ex-aequo. Nell'aneddottica anche il campionato italiano long 2011, dove lo raggiungo a metà gara e a quel punto sono medaglia d'argento, ma mi perdo con lui e più di lui, e alla fine lui prende l'argento e io il mongolino d'oro e il decimo posto.

Dopo che le nostre strade si sono allontanate per questioni anagrafiche, il ruolo di Avversario Numero 1 è rimasto vacante per parecchio tempo. O meglio, occupatissimo e vacante allo stesso tempo. Perché sono andato a finire in zona Rigoni, che è sicuramente Numero 1, ma pochissimo Avversario, a meno che con il termine non si intenda che è una sorte avversa trovarselo contro. Non sto qui a contare quante volte mi ha battuto lui negli ultimi anni, mentre faccio piuttosto in fretta a contare quante volte l'ho battuto io: 1, al campionato italiano sprint 2016. E quello che poteva essere (orientisticamente parlando) il giorno più bello della mia vita, è stato funestato dal culmine della parabola ascendente di Egli, il Male Assoluto, lo Stato Canaglia: il Perfido Ruggiero.

Il Perfido Ruggiero ha tutto, ma proprio tutto, quello che si può chiedere all'archetipo dell'Avversario:

  • ha un passato misterioso, fortissimo da giovane è scomparso per anni, poi è riapparso con fortune alterne, prima di infilare una stagione 2016 da leggenda
  • ha il fisique du role, bello, atletico, faccia da guascone, se uno si immagina un rivale, se lo immagina così
  • ha anche un nome adatto, uno di quelli che potresti inventarti per lui, se non lo avesse già
  • è fortissimo, ma umano: per battere Rigoni devono allinearsi 4 pianeti del sistema solare e lui deve essersi infortunato almeno 3 volte nei due mesi precedenti. Per battere Ruggiero sarebbe bastato "solo" un pochino di più di quello che sei riuscito a fare
  • è uno a cui piace molto stuzzicare gli avversari (tipo, oggi dopo aver visto le griglie di sabato, dove siamo divisi da un solo minuto, mi ha scritto questo squisito messaggio: "00:41:00 - 00:40:00 = 00:01:00 = 60 miseri secondi... sei spacciato")
  • ha una moglie alla sua altezza, che non perde occasione di pigliarti sottilmente per il culo, se sei uno a cui suo marito le suona con imbarazzante frequenza
  • alle volte si batte da solo (cosa che sciupa un po' la sua leggenda, ma per gli avversari è molto tranquillizzante, anche se scazzante: se si batte da solo non c'è gusto a batterlo)
  • ha un sacco di amici su FB, quindi se parli di lui nel tuo blog, e lui ti posta, poi hai un sacco di lettori
  • è uno che ha tempo da perdere a leggere i numerosi blog dei suoi avversari
  • è un agonista sfrenato, ma di quelli che in gara esiste solo quello, ma dopo 2 minuti chissenefrega
  • gli piace un sacco vincere e gli scazza un sacco perdere, ma dopo 2 minuti chissenefrega
Insomma, sabato e domenica, quando il sole batterà a picco sulla mia giacca in pelle e frange, riflesso dalle rotelle dei miei speroni, lucidati per l'occasione, quello che avrò dietro le spalle girato di spalle, con le mani a poche millimetri dalle sue Colt, sarà una specie di Harry Potter senza cicatrice in fronte. E quando Stegal inizierà a contare, non volerà una mosca in tutto il West.

Perché ci sarò proprio io schiena a schiena con il Perfido? Perché così ha stabilito la Storia in questo 2016, almeno quella che si occupa delle gare sprint di orienteering:

1° tappa S.R. Tour - Pieve di Soligo: 1° Ruggiero 16'21'' - 2° Pedrotti 16'53'' - 3° Neuhauser 18'36''
2° tappa S.R. Tour - Revine Lago: 1° Ruggiero 17'32'' - 2° Pedrotti 17'58'' - 3° Neuhauser 18'31''
Campionato it. sprint - Canal San Bovo: 1° Ruggiero 16'52'' - 2° Pedrotti 17'28'' - 3° Rigoni 17'36''
3° tappa S.R. Tour - Borgo Valsugana: 1° Ruggiero 14'40'' - 2° Rigoni 14'43'' - 3° Pedrotti 15'18''

I pronostici mi sono contro, i distacchi sono in evidente aumento: 32'', 36'', 36'', 38''. Ma l'autunno pare non aver portato molto bene a Harry Potter. Non peraltro che io sia proprio all'apice della forma: è vero che ho corso l'ultima gara prima delle Finals che peggio non si può, ma la gamba (e la confidenza con carta e bussola) non sono certo quelle di Canal San Bovo.

Ma ci divertiremo comunque un sacco, anche se i tanti concorrenti stranieri (fra i quali un certo Stefano Maddalena) dovessero relegare le nostre tenzoni a futili contese per posizioni di rincalzo (ma ovviamente spero di no, perché sicuramente Max Bianchi ha preparato premi da capogiro, e perché la foto sul podio in piazza del Campo fa capogirare ancor di più).

Su tutto ciò, oltre al fatto che parliamo di orienteering e quindi potrebbe come al solito succedere di tutto (si narra che ad un Meeting di Roma un certo Mario Ruggiero, mentre era in testa all'ultima gara, o giù di lì, si sia involato per uno stradone non riuscendo a fermarsi prima di arrivare a Roma Termini, stazione che con la sua gara aveva pochissimo a che fare), pesa una incresciosa incognita: ieri sera mangiando una mandorla caramellata mi sono spaccato in due un molare. Quindi buona parte delle mie prestazioni del fine settimana potrebbe dipendere da quanto domani l'ori(d)entista Paolo Mazzola mi affetterà e imbottirà di farmaci per sistemare la cosa.

Curioso il fatto che il giorno prima del campionato italiano sprint di Monghidoro di cui sopra, al quale aveva partecipato anche Stefano Maddalena, l'ori(d)entista mi aveva curato proprio un molare. Solo che a me stavolta un podio dietro al favorito e a Maddalena non mi andrebbe mica bene...

P.S. merda...

       


1 novembre 2016

Road to Finals

Il prossimo fine settimana in Toscana ci sono le Finals. Finale di Coppa Italia il sabato a San Gimignano, e finale di Sprint Race Tour domenica a Siena. Due gare sprint in centro storico, il mio pane. Mio e di Quell'Altro. Quindi bisognava prepararsi per bene, e io l'ho fatto.

Step 1 - Coppa del Trentino Sprint - Mezzolombardo
Sprint in centro storico, preparazione ideale. Ci ho corso già un po' troppe volte perché sia una allenamento davvero significativo, ma pazienza. A renderlo un po' più significativo ci pensa per fortuna la presenza di Carlo Cristellon, che due settimane prima mi ha privato della gioia del Triplete sui titoli trentini, strappandomi quello della long. E poi ci sono anche Ingemar e Eddy. Le Finals sono ancora sufficientemente lontane, quindi c'è una sola cosa da fare: vincere. E la faccio, con 11 migliori tempi su 17, e in altre 5 distacco dal miglior tempo uguale o inferiore ai 2''. Unico errore alla 5: non mi accorgo del giro da ovest. La posizione in carta del numero della lanterna non aiutava, ma  8'' sono un errore grave in una gara del genere. Comunque, primo con 50'' su Carlo e 2' e rotti su Eddy.

 

Step 2 - Val Adamè
Lunghissimo dalle parti dell'Adamello: con la preparazione di due gare in centro storico non c'entra una sega. Ma mi sono messo in testa che voglio andare in Val di Fumo in questo splendido autunno, e un lunghissimo al mese lo voglio comunque fare, perché mi piace e perché mi serve per sopravvivere alle garone che mi piace fare in estate. Ho preparato per bene il mio piano di azione, pernottamento in un alberghetto in val Daone (tagliatelle fatte in casa al ragù di cervo, polenta di patate, tosella alla griglia, insalata mista e meringata: il paradiso esiste) e partenza alle 5.30. La giornata scorre fantastica fino alla parte alla della Val Adamè, da dove devo salire (sotto una spettacolare vedretta) fino al bivacco Baroni e poi fino alla forcella che mi riporterà in val di Fumo. Prima c'è un po' di neve, poi un po' di più, poi decisamente troppa. Ma io proseguo. Dal minuto 1'54'' del video sottostante, proseguire è una cosa stupida e pericolosa (quei sassi non si vedono, sono sotto mezzo metro di neve, sia loro sia le voragini fra uno e l'altro), ma io proseguo. Al minuto 2'01'' quello che vedo io in loco sono tre strisce di neve di notevole pendenza, separate da due rocce. La strada giusta è quella in mezzo, ma i segnali sono sotto la neve. Provo a salire a destra, ma non ci riesco, provo a salire a sinistra, ma non ci riesco, dal centro, dove c'è il tipo con la maglietta verde, non se ne parla proprio. Probabilmente da sinistra riuscirei anche a salire, ma guardando sopra (dove nel video c'è il segnale bianco e rosso) vedo una cosa che assomiglia molto ad una parete quasi verticale di neve. È solo a quel punto che mi rendo conto che morire mi dispiacerebbe, soprattutto a due settimane dalla Finals. E torno indietro. Grazie ad un passaggio di due gitanti riesco ad arrivare a Brescia, da cui torno comodamente a casa in treno, dopo soli 45 km e neanche 3000 metri di dislivello.


Step 3 - Gara CSI a Pergine Valsugana
È un misto con più bosco che centro storico, ma a questo punto non si può fare troppo gli schizzinosi. Le Finals adesso sono proprio vicine, quindi c'è una sola cosa da fare: NON vincere.

Non è facile. In M35 non siamo in molti e ai miei avversari di giornata do in media almeno 7-8 minuti a gara. Però sento che posso farcela.

Non parto bene perché alla 1 ho già 10'' di vantaggio sul secondo, meno male che infrattarmi su per i rovi invece che andare subito al sentiero mi permette di perderne 20. Cercare di ammazzarmi giù per la 3 senza le scarpe chiodate però mi riporta in testa, e la 4 è troppo da correre per non fare il miglior tempo (seppur in condominio). C'è bisogno di una grande idea, di quelle risolutive, e la mia mente geniale la partorisce all'istante: facciamo finta che la 4 sia la 9, e comportiamoci di conseguenza.

Certo, non è facile, bisogna ignorare tutta una serie di elementi che dovrebbero farti capire che la 4 NON è la 9 (tipo un muretto e una casetta che ci sono in carta e nella realtà immediatamente a nord della 4, e che NON ci sono immediatamente a nord della 9), ma ho la forza psicologica per resistere a questo e ad altro. Ad esempio per resistere al fatto che salendo non incontro nessun grosso sentiero. Riesco ad ignorare il fatto che dovevo salire solo 5 curve, mentre io ne salgo 17 (diciassette! sic e sigh) prima di pensare che forse sono salito un po' troppo. È solo lassù, al limite delle nevi perenni, che mi accorgo che si è staccato lo spinotto che collega il cervello al resto del corpo, lo riattacco, e guardandomi intorno capisco nel giro di 5'' dove sono arrivato. 

A quel punto la NON vittoria è in tasca, e pazienza se mi sento il più deficiente degli orientisti deficienti: sono riuscito a perdere 8 minuti in un punto solo, senza neanche dare a vedere che in realtà era tutto premeditato. Però non sono ancora tranquillo. Mi ha raggiunto Nicola Bertoldi, che mi sembra essere il più serio candidato alla vittoria, e nelle due lanterne successive lo stacco troppo facilmente. C'è ancora parecchio da qui alla fine, e nell'orienteering non si sa mai.

Così mi servo di Francesco Raimondo per i miei loschi fini. Lui corre in 19-34, ma la carta è la stessa. Abbiamo punzonato insieme la 7 e andando alla 8, a circa 50 metri dal punto, si butta in una canaletta a sinistra. Vedo che punzona, SO BENISSIMO che non è la nostra, ma lo seguo facendo finta di niente e portandomi dietro anche Nicola Bertoldi, che ha visto che seguivo Francesco Raimondo, e non può capire quanto io sia astuto. Naturalmente a nessuno dei 2 passa per la mente di controllare il codice della lanterna. A nessuno di loro due, intendo, perché io so benissimo che è quella sbagliata. Ovviamente non posso far vedere che so di aver fatto PE e quindi proseguo come nulla fosse, e come volessi recuperare a tutti i costi il tempo perso.

Lo faccio in modo talmente efficace che perdo ancora 1'20'' alla 9, prima scegliendo consapevolmente la via più del cavolo per arrivarci e poi guardando stranito la torretta per 10'' prima di rassegnarmi al fatto che quella che dovevo cercare era una mangiatoia. Poi perdo un altro minutino scegliendo probabilmente il lato giusto per andare alla 10 ma
a) mancando il praticello che mi avrebbe fatto risparmiare 100 metri
b) andando a schiantarmi contro un cancello non visto (e in verità segnato come un muretto) che mi costringe ad un lungo aggiramento del padiglione più grande dell'ex manicomio di Pergine

A quel punto posso permettermi di fare il miglior tempo sulla 11 (ben 1'' più veloce del misterioso Bee, atleta che non ho mai sentito nominare e che avrebbe vinto se alla 17 non avesse inspiegabilmente perso 10 minuto) prima di fare appositamente la scelta sbagliata alla 12, in modo da potermi poi permettere 7 migliori tempi da lì alla fine.

Chiudo ultimo degli squalificati. Viatico eccellente in vista delle Finals.

 

9 ottobre 2016

Campionato Trentino Long - San Candido

Ci uniamo ai cugini altoatesini e andiamo a fare i campionati long in un posto bellissimo ma lontanissimo, ai confini con l'Austria. Che sia bellissimo peraltro ci limitiamo ad immaginarlo, perché il tempo è brutto e dalla partenza, dalla quale probabilmente si gode un panorama spettacolare, non si vede un tubo. Però almeno non piove.

Avendo vinto i trentini sprint e middle, vado fin su lì per cercare di fare tris: fra me e il terzo titolo si frappone soprattutto Carlo Cristellon, che me le suona quasi tutte le volte che ci incrociamo, ma che agli italiani long di passo Vezzena aveva dovuto accomodarsi su un gradino del podio più in basso del mio.

È una long non longissima, dato che ormai quasi tutti i tracciatori hanno deciso che noi 35enni ci stanchiamo velocemente, e per me naturalmente non è una ottima notizia. Sono certo che con una long da 4 ore vincerei a mani basse.

Comunque, sono concentrato e motivato, quindi sbaglio almeno un minuto, ma credo di più, alla 1: dalla radurina basta buttarsi giù dritti, però bisognerebbe buttarsi nella direzione giusta, cosa che non provo neanche a fare, dato che di guardare la bussola non ci penso affatto (e sbaglio anche a sistemare la traccia sulla mappa). Per recuperare mi butto a caso verso la 2 e perdo un altro minuto abbondante. Un buon inizio.

Non riesco a sbagliare la 3, ma Carl corre più veloce di me, ed è anche meno approssimativo a cercare nei verdini della 4, meno arruffone nell'attaccare la 5, più preciso nel pigliare la 6 senza vagare per tutti i sassi della zona, e anche più veloce nel tornare al centro del loop. Il risultato è che alla 7 mi ha già dato 5 minuti e mezzo. Un buon inizio.

Resisto alla 8, dove faccio il suo tempo spiccicato al secondo, poi fatalmente mi raggiunge e mi passa andando alla 9 (partiva 6 minuti dopo di me), completando l'opera di spedire il mio morale sotto le chiodate, nella salita che ci porta verso la 10, dove mi stacca su quello che dovrebbe essere il mio terreno. Arrivati in cima io mi fermo a pensare il da farsi e lui sparisce nel bosco, meglio così.

La 11 è banale mentre la 12 mi intimorisce. Sono certo che se provo ad attaccarla sotto la linea rossa, mi perderò irreparabilmente (non vedo punti d'attacco alla mia portata) così decido di attaccarla prudentemente in costa: sono 17'' più lento di Carlo, ma più veloce di tutti gli altri, e non mi sono ulteriormente depresso. Ne traggo sufficienti stimoli per fare il miglior tempo verso la non irresistibile 13, per rosicchiare un altro secondo alla 14, e per raggiungere e superare Cristellon alla 15, dove lui (e Ingemar, partito 2' prima di me) stanno rovistando nel versone in zona non consona.

Riparto un po' più ringalluzzito, cerco con successo di non mancare la 16 (attaccandola pavidamente dal bivio di sentiero) e poi faccio la peggior scelta del monto per iniziare la tratta lunga, scendendo troppo da subito, e ancor di più dopo perché mi sembra di essere sul boschetto sopra. Carlo è un po' nel pallone e mi segue... La monorotaia da slittino non mi sembra segnata come non attraversabile, e la attraverso prima di tornare in su, poi fallisco il tentativo di trovare la traccetta, poi mi butto all'inseguimento di Carlo che mi ha passato di nuovo, ma in zona punto vado lungo convinto di saperla più lunga di lui. Ci perdo 2 minuti.

La 18 l'hanno messa apposta per me e sulla forestale recupero 20'' e Carlo e 30'' a Ingemar, poi faccio la scelta prudente per la 19 (che lascia tutti un po' perplessi perché c'è una strada asfaltata che in carta è segnata sterrata) e poi recupero un'altra ventina di secondi sulla corsa in pista per la 20. La 21 è la garetta di corsa in salita fra tutti i concorrenti, io parto molto allegro, ma poi mi impianto: mezzo minuto meglio di Ingemar, 20'' meglio di Carlo, ma quasi mezzo minuto peggio di Andrea Gobber (che per il resto ha avuto un'altra delle sue giornate non memorabili).

Da lì alla fine ho il tempo di cercare di annegare alla 22, dove una cosa che sembra un prato bagnato è una pozza travestita, che mi inghiotte quasi completamente, e di correre dignitosamente bagnato fradicio fino alla 26, da dove parto affiancando Carlo che si era perducchiato alla 25. 

Volatona fino al finish dove lo precedo di qualche secondo: mi ha dato cinque minuti e mezzo nelle prime 7, e una ventina di secondi nelle restanti 20. 

Peccato per quel buon inizio, il triplete non era un sogno proibito.

29 settembre 2016

Campionati Italiani Long - Sgonico

La verità è che mi converrebbe mille volte smettere di scrivere di orienteering, e parlare solo di Mario, così lui poi mette sul suo profilo FB, e centinaia di lettori arrivano al mio blog. Però sono certo che poi Zonori si lamenterebbe, e non sia mai che Zonori si lamenti.

Quindi torno a sabato scorso per parlare un po' della gara. 

Premessa. Sono ormai talmente tarato sulle garone in montagna, che quelle di orienteering mi sembrano sempre corte. Questa non era proprio cortissima, perché è vero che il primo ci ha messo poco più di un'oretta, ma io ce ne ho messa una e mezza. Forse dovrei decidermi a tirare un po' di più (almeno sui sentieri...) dato che arrivo sempre un po' troppo riposato.

Tornando, o venendo alla gara, non era certo il terreno più bello del mondo, almeno non quello che piace di più a me, ma era sicuramente molto fisico e discretamente tecnico, quindi all'altezza di un campionato italiano long. Io ho corso così così. Forse la cosa più brillante che ho fatto in tutta la gara è stato pensare "ecco, anche questa volta alla fine mi sentirò inadeguato e finirò ultimo dei più forti" e poi contropensare "beh, almeno cerchiamo di provarci fino alla fine", e rimettermi a spingere, finendo per guadagnarmi un bronzo, che fino ad un'ora e 10 di gara era di altri.

Le mie lanterne clou:

4 - probabilmente giusta la scelta, ma ho perso un po' per arrivare sul sentiero (bastava tenersi più verso sud in uscita dal 3) e non ho strisciato lungo il muretto che mi avrebbe portato al punto, come avrei dovuto fare.

6 - era un punto banale, bastava puntare il prato. Io ci ho perso 5', Mario 15'. Mah.

7 - credo che la mia scelta fosse giusta, ma prima ho cincischiato un po' non capendo subito dove ero su un sentiero nel semiaperto, poi ho cincischiato un po' di più quasi in zona punto, quando ho trovato un recinto di filo elettrico e non sono riuscito a capire se era o meno segnato in carta.

9 - sfido chiunque a capire cosa c'era dentro il cerchietto. Io ci sono arrivato solo perché c'erano da quelle parti concorrenti con la carta al 10.000.
11 - l'unica lanterna che ho fatto meglio di Denni Pagliari. Sono salito veloce in salita e sono sceso veloce in discesa, con una idea abbastanza precisa (e giusta!) su cosa fare. Bravo!

14 - anche questa scelta non era male, peccato che verso la fine ho lasciato il sentiero nel posto sbagliato (ma tornarci probabilmente è stata una buona idea).

Alla fine, Denni mi ha dato 24 minuti, evvabbeh, Roland me ne ha dati 8, e va meno beh, ma tecnicamente lui è più forte. 

Mario, molto meno perfidamente del solito, era secondo fino alla 5, poi è naufragato. Aveva promesso che in autunno sarebbe tornato ad essere inaffidabile. Quindi è una persona di parola.

Chiudo portando agli onori del grande pubblico il sonetto con cui il Kaiser ha risposto ai miei endecasillabi (anche se forse dovrei tenerla per il post sulla staffetta). Ormai questo sta diventando un blog culturalmente elevato.

Nella selva di Sgonico,
il Leprotto sfoggiava un bel sorriso,
avea battuto il suo nemico,
quello a lui assai inviso.

Una medaglia al collo avea
di un bel bronzo colorato,
ma in cuor suo lui la volea
di un metallo più pregiato

E mentre il Mario conquistava
la medaglia, quella bella,
lui pensò che meritava
una bella marachella.

Così, tornato dalla battaglia,
ride pensando al suo rivale,
che guardando la medaglia
ci sarà rimasto male!

E sfregandosi le mani,
in fronte al proprio caminetto,
lui già pensa a quel domani
quando l'oro avrà sul petto. 

Kaiser


25 settembre 2016

Nel mezzo dei boschetti di Sgonico

Nel mezzo dei boschetti di Sgonico
tornaron a trovarsi i due nemici
bruciati da un furore tanto antico.

Trovatisi negli Italiani Longi
fumavan come tori fuor dal naso:
l'attesa era oramai solo pel gongi.

Al via scattò in avanti il bel Ruggiero
correndo come al solito spedito
con il suo sguardo sempre altero e fiero.

Le prime le beccò abbastanza bene
sorretto da una forma invero buona
che lo facea volar fra balze amene

letal gli fu però la numer sei
a cui lui disperato iniziò a dire:
“Se ti trovassi lieto io sarei.”

Ma lei restò in silenzio a lui celata
godendo forse un poco nel cuor suo:
“Al Perfido lezion va certo data!”

Trovolla infin il povero Ruggiero
il cui morale ormai stava crollando
tal da pensar “meglio era se non c'ero.”

Da lì fino alla fin fu un bel calvario
con molti errori sparsi sul terreno
mentre a partir ci andava ora il Dario.

All'ultimo minuto giunto al via
Pedrotti non vedea l'ora di andare:
“Corriamo e poi vediam: sia quel che sia.”

Non molto avezzo a quei duri terreni
sbuffava come un mantice in salita
sperando in cuor suo tempi più sereni.

Seguendo una miriadi di muretti
trovava più o meno le lanterne
correndo or grandi passi ora passetti.

Anch'egli giunto alla numero sei
rischiò di comprometter la giornata
buttando giù nel cesso i giorni bei

fortuna volle che giunto a un sentiero
si avvide ch'era quel che andava al via:
di culo una gran botta fu davvero!

Da lì fino al fin non fu perfetto:
fra i rovi e le roccette qualche errore,
e qualche gran ramata contro il petto.

Giunto al traguardo non era contento:
“Di meglio di certo far si potea”
pensava in cuor suo con animo spento.

E proprio così avean fatto altri:
Denni e Rolando eran stati migliori:
eran davvero parecchio più scaltri.

Però lo Stegallo tosto avea detto
quando il Pedrotti arrivava al traguardo
che dietro assai era il Maledetto.

Così alla fine il bronzo andò a colui
che meglio seppe regger la pressione
persino in questi tempi un poco bui.