16 febbraio 2017

Lunghissimo di Febbraio

Da un paio d'anni per coltivare le mie ambizioni (= arrivare in fondo vivo) di ultra-trailer (= quei fuori di testa che corrono in montagna per più di 42 km in una botta sola) una volta al mese mi faccio un "lunghissimo", cioè una corsetta di più di 50 km e 2500 metri di dislivello.

Questo mese, visto che in alto c'è neve, per tenere fede al mio solenne giuramento di non andare a cercare rogne al freddo e al gelo, dopo il mio tentativo non riuscito di congelarmi un polpastrello in Val Adamé (vedi post dell'1 novembre), mi sono lanciato con il periplo del Monte Bondone: partenza da casa, e arrivo a casa. Come al solito non mi sono preoccupato di contare quanti km e m.disl. fossero, in più ho parecchio sottovalutato la neve sopra i 1000 metri (mi sono trascinato per quasi due ore in neve fresca, dai 20 ai 50 cm, quel che basta per farti penare ogni passo, sia in su sia in giù).

Morale, non sono riuscito ad arrivare a casa, ma ci sono arrivato abbastanza vicino (diciamo a un'oretta scarsa). Ho dovuto pigliare l'autobus per l'ultimo pezzo, praticamente tutto in discesa, perché erano ormai le 19.30, era buio pesto (ma avevo la frontale :-), ed era caldamente richiesta la mia presenza a casa. La foto è la mia versione agonizzante dopo un'ora e mezza di neve fresca, quasi in cima alla salita (ma solo quella con la neve), dalle parti di Malga Campo, sullo Stivo.

Verso le 17 mi sono concesso anche una digressione fuori sentiero, nel bosco, perché era comparsa una strada non segnata in cartina, mentre dopo le 18 ho dovuto dar fondo a tutte le mie doti orientistiche per riuscire a leggere carta e sentiero con neve e oscurità. Alla fine erano 75 km e 3300 metri di dislivello, per un totale di 12 ore e tre quarti di uscita (ma ammetto che dopo la prima ora di salita in neve fresca, con il tempo bigio, il sentiero noioso, e nessun panorama visibile, ho dovuto mangiami 4 caramelle alla liquirizia per farmela passare un po' e verso le 19.15 ho pensato che dover prendere il bus per tornare a casa non era neanche malissimo).

Comunque, è l'allenamento più lungo che io abbia mai fatto, l'anno scorso al massimo ero arrivato a 62 scarsi :-)



14 febbraio 2017

Oricup Inverno: back to Perfida

Sabato scorso sono tornato dalla Perfida, che in questo caso non è la moglie del Perfido, ma una che è perfida da prima che io conoscessi Mario Ruggiero: la Perfida Gardolo. Con tutti gli scongiuri del caso, era la cartina dove fino ad ora mi sono fatto più male in una gara di orienteering, e alla quale avevo prima dedicato il post di cui sopra e poi, scopiazzando il post, lo ammetto, anche un capitolo della mia Immortale Opera.

Per questo da quando è uscito il calendario della Prestigiosa Oricup Inverno e ho visto che l'11 febbraio era prevista una gara sulla carta di Gardolo, nutrivo qualche motivato timore. Ebbene, ne sono uscito sano e salvo (e ho anche constatato con soddisfazione che in carta il recinto "attraversabile" sul quale mi ero trafitto, è diventato nel frattempo "inattraversabilissimo") e anche con un altro scalpo di El Cip Cipriani, e persino uno di Lorenzo Vivian, e scusate se è poco.

È stata una piacevolissima giornata di orienteering, con un bel clima al ritrovo, frutto di tanta gente capitata un po' all'ultimo minuto (60 gli iscritti sul sito, 120 i partenti, cosa che ha messo un po' in crisi la macchina organizzativa, che è però riuscita a far fronte a questo, e anche ad un becero strenuo difensore della proprietà privata, che ha ritenuto inammissibile che un po' di gente in pigiama entrasse e uscisse dal cortile del suo condominio, e ha pensato bene di buttare fuori la lanterna).

La carta, oltre ad essere perfida, non aveva purtroppo molte altre prerogative, e credo che anche The Course Stetter Of The Year Christian Bellotto avrebbe avuto i suoi problemi a tirarne fuori un tracciato veramente significativo. Il povero Segatta, che in settimana ha visto decimata per malattie varie la sua squadra di collaboratori, ha fatto quello che ha potuto, e la poco comprensibile scelta della sequenza 2-3-4 (ma c'era forse un cancello nel cerchietto della 3 diventato chiuso all'ultimo minuto? o un errore nella carta? perché lì nel 2011 c'era un passaggio, e la conformazione del parco sembrerebbe richiederlo) è stata compensata con le lanterne nella parte al 5.000, godibilissime (e lo sarebbero stata di più se i cespugli fossero stati un po' più fogliosi, e se alla 22 non ci fosse stato quel brutto ceffo di Fabietto al posto del punzone elettronico, che qualcuno si era imboscato).

Sulla gara in sé, split alla mano, mi sento di dire che:
  • mi sa che Cipriani alla 1 ha goduto del risultato dell'azione dello Strenuo Difensore della Proprietà Privata, perché è vero che io ho attraversato il verdino e ho perso qualche secondo, ma 13'' su quella tratta non me li dava neanche in motorino
  • credo che il medesimo STdPP abbia qualche responsabilità anche nei 12'' che Vivian mi ha dato sulla seconda, perché alla luce dei tempi sulle altre lanterne, non andava così tanto più veloce di me, e non mi pare che una eventuale scelta a destra potesse far risparmiare 12''
  • come ha fatto Michele Ausermuller a darmi 15'' sulla 4 (e altrettanti o più al resto del mondo)? Ha forse visto aperto il cancello di cui la carta non segnalava l'esistenza?
  • mi sa che la scelta a destra dalla 4 alla 5 era proprio un suicidio, e mi sa che qualcuno c'è pure cascato
  • in uscita dalla 6 sono stato indeciso per un bel po' (diciamo 1 o 2 secondi) su quale fosse la scelta migliore, ma guardandola adesso a tavolino la scelta a est è evidentemente moooolto più lunga
  • sono stato molto filante dalla 3 alla 7 della carta al 5.000
  • sono stato grullo alla 8 della carta al 5.000, perché se leggevo prima che la lanterna non era sotto il passaggio, ma sopra, facevo il giro dalla parte giusta (cosa che a occhio sia El Cip sia El Viv hanno fatto)
  • ma perché le oricup inverno non assegnano titoli italiani???

Prossimo appuntamento, sabato 18 febbraio a Piedicastello, organizza l'US San Giorgio (ma io come al solito non faccio una cippa: dopo aver sposato la figlia del Presidente mi hanno sollevato a tutti gli altri incarichi impegnativi).

Accorrete numerose/i!


7 febbraio 2017

Oricup inverno: Alberé di Tenna

Per la gioia di SZ, eccomi con la cronaca minuto per minuto della Oricup Inverno di Alberé di Tenna, dove non c'è neve e non fa tanto freddo, ma in compenso piove.

La mia disabitudine al bosco si evidenzia soprattutto nell'abbigliamento inadeguato: non mi porto nulla a proteggere gli stinchi ignudi, e finisco la gara scorticato. Sofferenza inutile, dato che non posso neanche sfoggiare le mie ferite girando in braghe corte durante la settimana.

Per il resto, a parte la solita frenesia da gara (sì, anche in una oricup, sono irrecuperabile) in alcuni punti, non ho corso neanche male. Certo, tecnicamente non era Lipica, ma sono soddisfatto del colpo d'occhio sulle forme del terreno, della precisione, e della tendenza a spingere dal primo all'ultimo punto, ogni volta che la carta lo permetteva. Se sono riuscito a tenermi dietro un giovinetto di belle speranze come Giacomo Pezzè, del buono c'è, e ci sono ancora vari mesi per coltivarlo. 

Split e mappa alla mano, qualche secondo perso alla 6 perché stavo leggendo in descrizione punti il codice della 5; qualcuno di più alla 8 perché non mi sono preso la briga di leggere la descrizione punti che diceva "roccia - in cima"; salita a tutta per la 9 (2 soli secondi più lento del giovinetto); qualche secondo perso alla 11 che conveniva attaccare rimanendo sotto al roccione; poco reattivo alla 16; insensato alla 18 (ma perché non sotto la riga rossa???); chirurgico alla 19 e alla 20 (28'' guadagnati); svagato alla 21 (20'' persi).

Oltre al giovinetto c'era anche un anzianotto, ma non uno qualsiasi, El Cip Cipriani, uno dei miei storici rivali, che proprio su questa carta l'anno scorso mi aveva dato 2'. Quest'anno gliene ho dato uno io, e son soddisfazioni. È vero che io l'anno scorso l'avevo corsa in sandali perché mi ero dimenticato a casa le scarpe, ma il morale non sta lì a sottilizzare.

La settimana scorsa sono anche andato a fare la visita medica sportiva, e mi hanno promosso, ma come al solito con il 3 in spirometria. Secondo il software, la mia età polmonare è di 107 anni, perché ho solo l'84% della capacità polmonare che dovrei avere, e nel primo secondo riesco a buttare fuori solo il 64% di quello che dovrei. Ora, non si capisce perché a 107 io non debba fermarmi per 20' sul pianerottolo fra il piano terra e il primo piano, e perché io riesca a correre dietro a gente che ha un quarto dei miei anni, però praticamente quando gli altri corrono nel bosco sul livello del mare, io corro in tangenziale a Città del Messico, e un po' mi scazza. 



31 gennaio 2017

VeNotte 2017


Serve aggiungere altro?

Beh, forse potrei giusto dire che mi sono divertito da matti, nonostante abbia vinto il bambino cattivo. Che poi, non ha proprio vinto vinto, perché per motivi a me ignoti si sono ostinati a far correre insieme a noi anche delle altre persone e sette di queste sono arrivate prima di Egli, che è arrivato una posizione prima di me, come nelle migliori tradizioni. 

Lui a Venezia non ci correvo da una vita, mentre io è da un po' di anni che ci torno almeno ogni dodici mesi, quindi doveva essere un po' come rubare in chiesa, perché si sa che a Venezia il feeling con la carta è fondamentale. Solo che ormai anche le parrocchie stanno diventando un covo di malfidenti e ormai anche le chiese sono a prova di kommando, e insomma ho perso.

Non ho ancora capito bene se con onore o no. Diciamo che il male che alla fine mi facevano le gambe mi fa pensare che più di così non potevo andare, e gli split dicono che non ho fatto errori particolarmente significativi. Il fatto è che lui andava più forte. E alla fine mi ha dato solo 25'' solo perché ha fatto un errore da 1' (dopo la 7 aveva pensato di andare alla 11, mangiandosi una intera ala di farfalla; solo che si sa che l'ala di farfalla in bocca da proprio schifo, e quindi se ne è accorto ed è tornato indietro).

La verità è che fra tutte le bastardate che poteva fare, il Perfido ha fatto la peggiore di tutte: si è allenato come un matto. E io non è che sia rimasto in poltrona a grattarmi la pancia, ma per il momento è bastato solo a non farmi stracciare troppo. Poi, si sa, il ragazzo è giovane ed estroso, e quindi in una gara può capitare che qualche lanterne le faccia un po' così, ma quando gli girano gli zebedei son proprio cavoli, persino per Samuele Curzio, che ha vinto in 46:51, ma che in un paio di lanterne ha dovuto inchinarsi al Perfido (sì, in un altro paio si è dovuto inchinare anche a me, ma lì aveva sbagliato lui...).

La gara è stata spassosissima, come al solito, senza carnevali fra le scatole, e con ancora un po' di gente in giro, ma tutto sommato non troppa (e la guida nel traffico rimane un talento che bisogna possedere, per primeggiare qui). Non so come sia andata con le code ai bagni (io per sicurezza ci sono andato quando ancora il bocciodromo era deserto) ma effettivamente siamo sopravvissuti anche senza doccia, la segreteria era in un posto comodo, e dove ci si cambiava c'erano 28 gradi e una piacevole spaziosità.

Per quei fanatici che vorrebbero anche sentire qualcosa sulla gara vera e propria, dirò che alla 1 ho sbagliato completamente la scelta, ma mi è costato solo 5''; alla 3 non mi pare di aver sbagliato niente, ma mi è costato comunque 18''. 50 metri a sud del ponte a sud della 7 c'era un cartello giallo con una scritta nera, che però non diceva "addio Boccadirosa con te se ne parte la primavera", ma, molto più prosaicamente "ponte chiuso". So per certo che c'è stato qualcuno che è andato fino al ponte per vedere se era proprio chiuso davvero, mentre io mi sono limitato a controllare in carta se la 7 non era per caso quella di cui vari cartelli in zona ritrovo dicevano "ponte chiuso a sud della 59", cosa di per sé inutile almeno quando andare a controllare se il ponte era proprio chiuso chiuso. Morale: 26'' (sigh!) buttati.

Ho poi scorrazzato felice almeno fino a quando non ho iniziato a sentire il cervello che friggeva e le gambe che si facevano di ghisa (cosa di cui i miei distacchi dal Perfido e dai primi non hanno risentito per niente), e poi ho continuato a divertirmi comunque, solo un po' più stanchino. A mente fredda, sono pochissime le scelte che cambierei (diciamo 1, 4, 7  e dubbio sulla 19) ma alla fine a Venezia conta di più fare velocemente la scelta, che fare la migliorissima.

Comunque, se il buongiorno si vede dal mattino, sono fottuto.

26 gennaio 2017

Egli Vs Esso, ricominciamo

È vero, la categoria elite l'hanno ancora eliminata, ma è soprattutto per via dei parrucconi della FISO e della IOF, perché è evidente che il Vero orienteering, quello che ha tenuto migliaia di appassionati incollati ai teleschermi (?) è stata la M35, e in particolare l'eterna sfida fra Egli e Esso, don Pedrotte e il Perfido Ruggero, D-ario e M-ario. È cominciata solo l'anno scorso? Beh, è eterna lo stesso.

E sabato ricomincia e, come è giusto che sia, lo fa in uno dei palcoscenici orientistici più affascinanti al mondo, e nella sua versione più suggestiva: Venezia, di notte, VeNotte, per gli amici.

Guccini cantava che "gli eroi son tutti giovani e belli", ma non aveva presente tutti i casi possibili, perché questi qui sono di mezza età, e neanche particolarmente belli. Del resto sono entrambi sposati con prole, quindi sarebbe uno spreco che fossero anche belli. Classe 1974 Egli, 1977 Esso, potrebbero tranquillamente passare in M40, ma non se ne parla, "che di invecchiare c'è sempre tempo". 

Il 2016 è stato poco più di un monologo di Esso: 5-1 nelle gare in città e 4-1 nelle gare in bosco, però ai veri appassionati non sarà sfuggito un particolare molto importante: le ultime "vere" vittoria di Esso (dove per "vero" si intende che anche Egli è risultato classificato) risalgono al fine settimana del 4-5 giugno 2016, fra le strade di Borgo Valsugana (1° Ruggiero, 2° Rigoni, 3° Pedrotti a 30'') e nei boschi della Val Malene (1° Rigoni, 2° Ruggiero, 3° SCristellon, 4° Pedrotti a 6' da Esso).

Gli ultimi due scontri diretti senza PM, sono finiti nella saccoccia di Egli, con il suo bronzo ai campionati italiani long a Sgonico il 24 settembre (1° Pagliari, 2° Pin, 3° Pedrotti, 8° Ruggiero a 20' da Egli) e la fantastica vittoria di Siena (1° Pedrotti, 2° Skepp, 3° Gusef, 5° Ruggiero a 30'' da Egli).

In pratica sono 7 mesi che il Male non prevale sul Bene. Basterà? 
Alle calli l'ardua sentenza, nessun precedente: D&M in laguna non si sono mai affrontati.


22 gennaio 2017

Car-o 2017

Car-o 2017,
ti ho lasciato un po' di tempo per ambientarti, prima di scriverti la mia letterina di desideri, anzi, di desid-ori.


Il primo è facile: vorrei correre anche quest'anno VeNotte, quella cosa magica che a fine gennaio mi fa sentire ogni volta come un bambino davanti ad una vetrina di giocattoli, con il negoziante che dice "prendi quello che vuoi". Ok, quest'anno mi hanno tolto le docce, hanno ridotto ulteriormente i bagni, e non hanno accettato il mio suggerimento di mettere una classifica separata almeno per gli M35, ma sono dettagli.  La lista dei partenti si sta farcendo di nomi interessanti, e manca solo una settimana.


Il secondo è un po' più complicato, te lo dico subito, che è inutile girarci intorno: vorrei vincere gli italiani long sul Cansiglio. Sì, lo so, il Cansiglio è troppo vicino al Primiero perché King Karl non partecipi, sul Cansiglio fino ad ora ci ho rimediato solo magre figure, e l'oro agli italiani long M35 è il mio sogno proibito già da parecchio. Ma tu non preoccuparti, fammici arrivare più o meno vivo, e io il mio ce lo metterò.

Sugli italiani middle e sprint di Vigolo Vattaro non ho niente da dirti: sono a mezzora di macchina da casa mia, chiaro che a vincerli ci si prova. Ma dato che è un anno dispari, se mi fai vincere gli italiani long mi accontento di quelli (anche se la quinta medaglia d'argento agli italiani sprint M35 sarebbe naturalmente gradita, purché non sia dietro il PR).

La Coppa Italia quest'anno non ha di quelle gare che a scatola chiusa muori dalla voglia di correrle. Magari il Bosco delle Cesane, San Primo e Ceci poi sono i boschi più belli del mondo, e saranno le gare più divertenti della mia vita, ma a vederle così non dicono molto. Ad ogni buon conto a me piacerebbe per una volta iniziare la coppa Italia nel bosco con delle prestazioni un po' più dignitose di quelle degli ultimi anni. Sì, come nel 2014 potrebbe andare. 

La Sprint Race Cup sulla carta sembra quasi più divertente, con Urbino e Bologna a occhi chiusi, e Marostica e Bellagio che potrebbero essere anche meglio.

Però mi raccomando, soprattutto, mantienimi in buona salute i miei compagni di giochi, Mario, Simone e Ingemar su tutti, ma se riesci vedi di non far patire troppo la maternità a GPM; fai guarire Carlo (ma non troppo) e convinci Roland a giocare con noi invece di imboscarsi negli M40; fai capire ai fratelli Cristellon che è ora di tornare seriamente a fare orienteering, e di rassegnarsi al fatto che gli anni sono passati anche per loro e non vale più la pena che corrano in elite (che se vengono solo ogni tanto, non si riesce a prendergli le misure per batterli); regala un po' di regolarità a Michele Ausermuller (e, se te ne avanza, un po' anche a me) e fai tornare Eddy ai fasti raggiunti prima delle acrobazie in auto.

Siccome sono un po' esoso, non ho ancora finito. 

Mi piacerebbe anche fare qualche garetta di corsa in montagna. È vero, la mia cara amica Camilla ha avuto la brillante idea di decidere di sposarsi esattamente il giorno della gara che mi interessava di più in assoluto e che era il mio obiettivo 2017, ma rimangono pur sempre le gare che avevo pianificato per avvicinarmi a quella (lo Sciacchetrail, il Garda Trentino Trail e l'Ultratrail Via degli Dei) e poi la rinuncia forzata ai 130 di inizio luglio apre il calendario a molte altre possibilità nelle settimane immediatamente successive. Dal 6 all'8 luglio non ci sarebbe che l'imbarazzo della scelta: Restonica Trail in Corsica (110 km con 6.500 di dislivello), Gran Trail di Courmayeur attorno al Bianco (90 con 6.000), Cervino XTrail (60 con 3.850) ai piedi di Sua Maestà (no, non Rigoni), la nuovissima Rosengarten Sky Marathon attorno al Catinaccio (45 con 3.900). Oppure, per rimanere sull'extra hard, a fine luglio ci sarebbero l'Orobie Ultra Trail (140 con 9.500) o la Südtirol Ultra Skyrace (120 con 7.554). Mah, vedremo (anche perché, l'Adamello Ultratrail (180 con 11.500) del 22 settembre, dove lo lasciamo?).

Da ultimo, car-o 2017, se tu riuscissi a spingere tante persone come quella misteriosa nella foto qui a fianco, a interrompere qualsiasi altra attività per darsi alla lettura del mio libro, potrei sospendere ogni attività lavorativa e darmi alla corsa a tempo pieno, potendo così coltivare ambizioni un po' più legittime per il tuo successore, 2018. Tenendo conto che i miei diritti di autore ammontano a 56 centesimi a copia, con sole 25.000 copie vendute potrei disporre di uno stipendio di quasi 1000 euro al mese. Considerando che "50 sfumature di grigio" ne ha vendute 125 milioni, se solo riesco ad accordarmi con il mio agente SZ per la traduzione in finlandese, con il kebabbaro all'angolo per quella in arabo, e con lo sguattero della pizza al taglio Ni-hao per quella in cinese, dovrei farcela (quella in inglese sono certo che Stegal me la farà volentieri nei ritagli di tempo).

In fondo, alla Feltrinelli in piazza Duomo a Milano, sono assieme a Walter Bonatti, Flavio Tranquillo, Bruce Lee, Meo Sacchetti, e pochi centimetri distante da William Shakespeare.



15 gennaio 2017

Oricup Inverno!! Torcegno

Per  somma gioia del mio fan numero 1 SZ, sabato scorso ho partecipato alla mia prima Oricup Inverno 2016-2017. Una descrizione lanterna per lanterna dell'evento sarebbe però eccessiva persino per me, così mi accontenterò di una veloce carrellata, tanto per non perdere troppo l'allenamento con la tastiera.

Torcegno è una ridente località della Valsugana, nota per essere stata teatro dell'ultima rimpiantissima notturna di Coppa Italia, quelle belle gare in cui all'inizio, con tutte le frontali schierate sulla partenza in massa, Stegal urlava al via "è partita la Coppa Italia duemilaeccetera di Orienteering!!!!!".

Dopo aver versato la doverosa lacrimuccia in sua memoria (ma non è che il nuovo Presidente FISO ce la potrebbe regalare una nuova notturna di Coppa Italia???), vado a fare riscaldamento con Fabietto e Segatta, scoprendo ben presto che sarà una giornata di passione.  

Temo che il mio "lungo" del giorno prima non mi abbia fatto bene. Dato che quest'anno ho fatto voto di non mettermi nei pericoli in montagna al freddo, ho pensato spianare i kms dell'ultima uscita in montagna: ne veniva fuori più o meno un Trento - Verona, così ci ho provato. La notte prima ha nevicato e mi sono trovato con 10 cm di neve fresca sulla ciclabile. Che ha reso il tutto un po' meno palloso ma un bel po' più faticoso. A VR non ci sono arrivato neanche vicino, mi sono arreso a Peri, 60 km e 176 metri d+ da casa, andatura media 7' al km, compreso lo "sprint" di 2,5 km dal 50° (ho incontrato un tizio che correva e mi ci sono attaccato, ma che lui era partito da 1 km e ne faceva 10...) e la successiva agonia fino al 60°.

Comunque, non è certo una valida scusa per farsi battere da Fabietto, meno che mai da Segatta, e meno ancora da Cipriani, anche lui presente e impegnato sul "rosso" (il "nero" era un allenamento tecnico sulla "direzione", ma già agli allenamenti tecnici sono allergico, se poi sui prati c'è la neve, la direzione diventa un po' facile da tenere, quindi rosso).

La brillantezza atletica non è stata fra le mie prerogative di giornata, ma mi sono difeso quasi dignitosamente. I quasi 5 minuti rimediati da Fabietto sono da ricondurre quasi tutti alla leggera discrepanza fra i nostri documenti di identità (il suo dice 1993, il mio 1974), mentre i 45'' che mi rifila Cipriani me li sono procurati quasi per lo più perdendomi fra la 2 e la 3, facendo la scelta non migliore per la 8, cincischiando nell'uscire dal bosco per la 9, leggendo malissimo la carta per la 18, e soprattutto facendomi distrarre totalmente da Rosella fra la 15 e la 16, finendo addirittura sotto il boschetto sotto a quello a cui dovevo passare sopra. Segatta ha perso una grande occasione...

Purtroppo la foto aerea di guglemap della zona è pessima, e non posso dimostrare che nella mappa c'è un errore fra i cerchietti della 2 e della 3. Però se mi sono mezzo perso TUTTE le volte che ho corso a Torcegno, e sempre lì, un motivo dovrà pur esserci (e altri dicono che in effetti il curvone indicato in carta non è così). 

Anyway, come mi capita tutte le volte che torno a prendere in mano una cartina dopo un po' di tempo, ho pensato che questo gioco mi piace un sacco. Necst stop: Venisbainait!!!! Sii iu ter! (le rumors danno che dovrebbe esserci persino Esso e il sito delle iscrizioni pare confermarlo).