22 marzo 2019

Correre e divertirti in santa pace

Purtroppo l'opera a fianco non l'ho realizzata io. Avrei forse avuto le doti artistiche sufficienti per fare il disegno, ma sicuramente non quelle morali necessarie per scrivere il testo. L'autrice è una bimba di seconda elementare, che credo corra con l'A.s.d. Amatori Orienteering Genova.

Probabilmente molti di voi hanno già visto questo disegno su FB. Io ringrazio la piccola autrice alla quale ho rubato l'opera (e i grandi che l'hanno pubblicata) e  mi permetto di usarla come augurio a tutti gli orientisti, per la stagione ufficiale che sta per cominciare domani a Mantova. Che possiate tutti correre e divertirvi in santa pace, godendovi la magica magia di prendere in mano quel pezzo di carta e dimenticarvi, fin che ce l'avete in mano, di tutti i casini della vita.

Per quanto mi riguarda, il primo casino della vita che dovrò riuscire a dimenticare appena presa in mano la carta della sprint di sabato, è il fatto che un minuto dietro di me parte il più favoritissimo della categoria M35. Peggio che a me gli è andata solo a Ravasio Gianbattista, a cui domenica in M40 parte dietro un certo Micha Mamleev.

Buone corse!



1 marzo 2019

Oricup Inveno Ospedaletto


Fare un intero post sulla gara di Ospedaletto è una impresa che farebbe tremare i polsi anche a Stegal,  e leggerlo sarebbe forse al di sopra delle forze persino di Zonori, quindi mi limiterò a qualche cenno.

Ho corso nel Nero, arrivando in partenza ancora da cambiare, praticamente con le mutande in mano, all'ora in cui in teoria le partenze chiudevano. Riscaldamento zero, testa ancora in macchina, sono arrivato quasi dignitosamente alla 2 e poi mi sono imboscato fra le spine e gli alberi caduti perdendo 2' andando alla 3 (e comunque, avevo già 50'' di ritardo dal primo alla 2...).
Per il resto mi sono barcamenato, piuttosto scettico sull'utilità del decopuage del tracciatore, che sicuramente incasina un po', ma non capisco bene quale capacità orientistica alleni. 

comunque, 7'40'' dal primo sono una ignominia, anche se è un pavionese che ha dato 1' a Grontait. Anche senza i 2' a spasso fra gli alberi caduti della 3, le avrei comunque prese da Boneccher, l'altro anzianotto in gara, che ha fatto meglio di me nella gran parte delle lanterne. 

Rivincita a Baselga di Piné nel Rosso? Eh, fino a che non ci sono gare serie, ci si accontenta... (e anzi, 100.000 grazie a chi si smazza per organizzare l'oricup inverno).
 

19 febbraio 2019

Brtonigla Adventure Trek

Questa volta a tempo di record, ecco il resoconto dell'avventura in Croazia.

Ma, dato che il mio perfido rivale mi ha implorato, l'ho scritto sul loro sito, e lo trovate qui.

 


15 febbraio 2019

VeNotte BaGnata

Prima di seguire il Perfido Ruggiero in una nuova insensata avventura (50-55 km in stile orientamento, nelle steppe dell'Istria..., al secolo Brtonigla adventure trek 2019, che già pronunciarlo è un casino), qualche parola sulla mia VeNotte, che rimane comunque una delle mie gare preferite in assoluto.

In estrema sintesi: logistica perfetta, percorso godibilissimo, peccato per l'acqua.

A Venezia di acqua, lo sanno tutti, ce n'è sempre. Ma di solito si limitava a stare nei canali o, alla peggio, a uscire un po' dai canali, come nel fatale Mov del 2012, mentre quest'anno ha deciso di scendere copiosa dal cielo. Con il risultato che la logistica perfetta è andata un po' a ramengo, perché il tendone che sarebbe stato confortevolissimo, era bagnato ovunque.

Comune, in gara al solito non saprei dire se pioveva o meno, so che sono arrivato bagnatino in partenza, e poi è stato solo orienteering. Anzi, lo so, pioveva, perché nelle calli strette le persone con l'ombrello aperto occupavano tutto lo spazio disponibile, costringendomi a sprecare secondi preziosi, quelli che mi sarebbero serviti a sopravanzare Mattia Ferrari.

Ma che non mi sarebbero bastati per raggiungere Fabietto Daves, né tantomeno Civera o Martignago Dav.

A Venezia, lo sanno tutti, non si sceglie, si va dove ti porta il cuore, perché di ragionare e scegliere non c'è proprio il tempo. Bisogna quindi arrivarci con il cuore pronto e le gambe arzille, e poi sperare in bene. 

Quest'anno in particolare cuore e gambe dovevano essere pronte già mentre eri lì tutto bagnato ad aspettare il tuo start, perché la 1 era dall'altra parte del mondo. C'erano 30'' per guardare la carta prima di partire, quindi rapida occhiata, e che Il Doge te la mandi buona. 3° tempo a soli 8'' da Civera, non avrei potuto fare di meglio neanche a bordo del Bucintoro. Poi, vabbeh.

Non ho corso male, ho spinto quanto potevo, non mi sono mai perso, ho avuto giusto un piccolo calo di attività neuronale verso la 9-10 (quando ho sentito distintamente il cervello che mi implorava di dargli un po' di tregua, e ho rallentato un pelo prima di riprendere a ritmo sostenuto) e alla fine ho rimediato 4 minuti e mezzo da Davide Martignago, che, lo sanno tutti, ha ereditato la velocità di corsa nel corredo cromosomico.

Ho probabilmente sbagliato un paio di "scelte", per la 2 (ma boh), per la 5 (sicuramente), per la 18 (ma sarei forse andato più piano), e per la 19 (ma 12'' di distacco da Martignago, su una tratta così lunga, potrebbero anche essere solo corsa).

Molto divertito, come sempre a Venezia :-)

27 gennaio 2019

Oricup Pergine

Non solo non ho aggiornato prontamente il blog con un post sull'oricup di Pergine, come mi era stato esplicitamente richiesto, ma ci ho pure messo più del solito. Chiedo venia e approfitto del fatto che questo fine settimana non c'era nulla, per recuperare.

A Pergine ci abbiamo già corso un po' troppe volte per correre con soddisfazione in un percorso normale, e poi quest'anno ho deciso di fare qualche allenamento "tecnico", così mi cimento nel nero, il cui menù prevede

- una prima parte memory (per raggiungere il punto successivo sarà presente sulla lanterna un francobollo di cartina)
- una seconda parte classica con diversi cambi di direzione
- una terza parte nuovamente memory 
- un'ultima parte dove rispetto al classico cerchietto ve ne sarà uno di dimensioni maggiori al cui interno (ma non per forza al suo centro) sarà presente la lanterna: l'orientista dovrà stabilire la localizzazione del punto di controllo tramite la descrizione punto.


Mi intimorivano un po' le parti 1 e 3, visto che la memory non è esattamente il mio forte, ma il tracciatore è stato molto clemente, e i tratti erano a prova di Smemorato di Collegno (di cui conoscevo solo il nome, la vera vicenda è intrigante...) e quindi anche mia: non più di un paio di bivi ogni volta.

La seconda parte classica è stata un po' troppo soft, vero che si cambiava direzione, ma nessuna scelta e nessuna difficoltà.

Carina la parte a "bollone", soprattutto perché la lettura della descrizione punto era importante anche per capire quale era l'oggetto giusto: ad esempio, una volta letto che la lanterna era sull'angolo nord, bisognava orientare la cartina per capire quale degli edifici presenti nel bollone aveva un angolo a nord, e poi andarci.

Qualche dubbio interpretativo sulla 18: a rigore, la descrizione punto diceva termine nord ovest del muro più a sud ovest, solo che il muro più a sud ovest non aveva un termine a nord ovest. Il tracciatore ha detto che intendeva "termine nord ovest del muro più a sud ovest fra quelli che hanno un termine a nord ovest", ma mi pare una interpretazione un po' ardita.

Comunque, divertente, peccato solo che sia durata un po' troppo poco, e che i giovincelli mi battano sempre.


17 gennaio 2019

Oricup inverno a Telve

Non vorremo mica lasciare incommentata la gara di Telve Valsugana???

Ma certo che no, perché anche se valeva solo per l'Oricup Inverno (cioè non valeva niente, perché la classifica del circuito esiste solo per i giovincelli) è stata tracciata, nella versione "nero", cioè allenamento tecnico, in modo inusuale e, dicono, simile ai mondiali in città.

Dicono infatti che ormai nelle gare in centro storico i super professionisti arrivano essendosi studiati tutto lo studiabile su guglemap e dintorni, e quindi o gli ostacoli se li inventano i tracciatori, o è troppo facile.

Qui gli ostacoli erano solo virtuali, cioè, c'erano in carta, ma non nella realtà. Il che poteva dare un po' di confusione ai meno avvezzi, perché bisognava capire al volo dove c'era il muro fantasma, e agire di conseguenza. Io mi sono divertito parecchio, e ho avuto l'ennesima dimostrazione che l'orienteering è un gioco talmente stimolante per il cervello, che è divertente anche quando gli ostacoli devi solo immaginarteli (probabilmente, estremizzando, a me basterebbe la scacchiera di Marostica, e un buon tracciatore :-).

Comunque, tutto preso dal gioco del labirinto, ho badato molto poco al fatto che c'erano quasi sempre più scelte, e in particolare ho snobbato del tutto le scelte verso il basso della carta, che probabilmente erano migliori per la 4 e forse anche per la 10.

Split alla mano, nel primo giro ho sbagliato scelta per la 4 e la 5 (24'' e 1' da Walter Bettega sono un po' troppi per essere solo di corsa); nel secondo mi sono un attimo distratto sulla casa sbagliata per la 8 e ho sbagliato scelta per la 10. Per il resto le mie gambe di mezza età hanno retto dignitosamente il confronto con quelle alla criptonite di Samuele Tait e con i vari Bettega.

Ha "vinto" il giovincello Samuele Rizzà, ma alcuni suoi intermedi sono talmente bassi da far pensare che si sia mangiato qualcuno degli ostacoli virtuali, come del resto ha fatto qualche vecchietto.

Peccato per il secondo che mi ha dato Giacomo Pezzé alla fine: ho perso 14'' a cercare il finish dove era segnato in carta, prima di accorgermi che era 5 metri dietro di me. Il settimo posto dicono fosse l'ultimo valido per qualificarsi ai Campionati Intergalattici, e io sono arrivato ottavo.

Sabato si replica a Pergine e la descrizione del percorso nero è "è composto da una prima parte memory (per raggiungere il punto successivo sarà presente sulla lanterna un francobollo di cartina), una seconda parte classica con diversi cambi di direzione, una terza parte nuovamente memory ed un'ultima parte dove rispetto al classico cerchietto ve ne sarà uno di dimensioni maggiori al cui interno (ma non per forza al suo centro) sarà presente la lanterna: l'orientista dovrà stabilire la localizzazione del punto di controllo tramite la descrizione punto." Divertente!!!!

10 gennaio 2019

Corsa della Bora

Dato che è notte, il cielo è limpido e fuori fa freddo, dovrebbe essere il momento giusto per provare a scrivere due righe sulla mia corsa della Bora, che di notte, cielo limpido e freddo me ne ha regalato abbastanza. Piccola differenza fondamentale, adesso crollo dal sonno, mentre sul Carso proprio no.

E sono questi alla fine gli unici indicatori che contano davvero in una gara: 

se in 14 ore di notte non invidi neanche una volta quelli che sono a casa che dormono, 

se per 30 ore i momenti in cui desidereresti essere in qualche altro posto si riducono ad una mezzora in tutto, 

se riesci a goderti il fatto che sia freddo senza sentire freddo,

se dopo 5' che sei in un ristoro hai sempre voglia di ripartire, 

se lungo un paio di discese infami non vedi l'ora che finiscano solo per poter ricominciare a salire, 

se alla fine di ogni salita ti viene da pensare che non era tanto lunga,

se corri più di metà gara al buio e pensi più alla bellezza di essere passato in quei posti di notte che a quello che ti sei perso non potendoli vedere, 

se ogni volta che ti distrai un attimo e sbagli strada, pensi che devi stare più attento, e non che l'organizzazione doveva segnare meglio il percorso,

se ti godi un mondo ogni minuto della luce che si spegne a poco a poco alla sera, fino a quando devi accendere la frontale, e ogni minuto della luce che si riaccende poco a poco alla mattina, fino a quando puoi spegnere la frontale,

se correndo lungo il mare per chilometri e chilometri, dopo che di chilometri ne hai già corsi assai, lo apprezzi molto di più che stando sdraiato in spiaggia anche solo per 5 minuti,

se all'arrivo ti commuovi orgoglioso di quello che hai fatto, anche se non ha nessuna importanza e non serve assolutamente a niente,

non vuole necessariamente dire che quella gara era stupenda, ma che sicuramente era il posto giusto per te. E per me la Corsa della Bora, al 6 di gennaio, scorrazzando in giro per quel Carso dove tante volte sono andato a cercare lanterne in mezzo alle doline, ai muretti e alle rocce calcaree, è stato sicuramente il posto giusto.

Poi certo, non c'erano le Dolomiti né nessun'altra montagna degna di nota, tutto il tratto corso di notte probabilmente di giorno era spettacolare ed anche più bello di quello che noi abbiamo corso il giorno prima, alcuni pezzi nel finale erano pensati per chi ci arrivava dopo 15 km e non per chi ci arrivava dopo 160, dopo gli stravizi dei due ristori a metà gara (con riso ai piselli, salsicce e crauti nel primo, e zuppa di crauti e salsiccia nel secondo) quelli dopo erano proprio miserelli, ma questi sono solo dettagli.

Quello che importa è che adesso il Carso lo sento anche un po' mio.