Primo appuntamento "agonistico" del 2026 al Cross delle Roste, una sgambata "in amicizia" organizzata da quelli e quelle del Run Trento, che hanno la soprannaturale capacità di riuscire allo stesso tempo a non prendersi per niente sul serio, e a fare le cose maledettamente per bene. Detto in altre parole, a fare quello che mi piacerebbe che fosse sempre lo sport, una cosa che fra lo start e il finish o fra il fischio di inizio e quello finale è una questione di vita o di morte, e prima e dopo è solo un'occasione per stare insieme.
Loro a fare queste cose sono bravissimi e bravissime, lo avevo già provato alla partenza in gruppo della Translagorai FKT del 2024 e alla Run Frog Run del 2025, e ho avuto una piacevolissima conferma anche in questo Cross de le Roste, primo appuntamento "agonistico" del 2026.
Le virgolette sono doverose, perché non c'era un cronometro né tanto meno un ordine di arrivo, ma quelli davanti si sono scannati fino all'ultimo metro (credo, perché io ero un po' indietro e non li vedevo...) e quelli e quelle dietro non hanno lesinato fiato e sudore.
La convocazione ufficiale recitava: "3rd Annual Cross delle Roste
Alle 10:00 a Maso del Vento in Via delle Bettine (sulla ciclabile dell'Adige). 5 chilometri a canna tra i meleti e le "roste" dell'Adige.
Per partecipare è sufficiente presentarsi mezz'ora prima della partenza. La birra la mettiamo noi, se volete portare qualcosa da mangiare da condividere sentitevi liberi di farlo.
See you in the trees". E così è stato, con l'unica variante che alla fine si è deciso "a larghissima maggioranza" che il primo dei 5 giri era di riscaldamento, e quindi quelli "a canna" sono stati solo 4 km e 600 metri.
Il mio stato d'animo relativamente alla "gara" si può riassumere con "24 ore non vedendo l'ora che iniziasse e 24 minuti non vedendo l'ora che finisse. Avevo un sacco di voglia di correre un po' veloce per un po', per il primo mezzo giro ho pensato che quelli più forti non erano poi neanche così tanto più forti, poi loro hanno finito sul serio il riscaldamento e sono spariti all'orizzonte, e io sono rimasto lì con i miei 350 battiti al minuto pensando che rallentare molto a quel punto era brutto, ma senza essere sicuro che sarei sopravvissuto fino alla fine.
Dopo la secessione di metà primo giro (cioè, primo tirato, secondo in totale) per il resto della "gara" non sono riuscito a prendere i due davanti che non mi sembravano più veloci di me, e sono riuscito a non farmi prendere da quello dietro a cui non sembravo. Verso la fine dell'ultimo giro ho pensato che se avevo contato male e quello non era l'ultimo giro, io mi fermavo comunque.
Dopo lo scriteriato 4'07'' del primo km (che considerando il fondo erboso, le curve a gomito, le due salite, la scarpata, e i rami assassini dei meli è tranquillamente considerabile come un non-so-quanto-meno-di-4-al-km-ma-insomma-dai-non-male-in-condizioni-normali-anche-perché-c'ho-una-certa-età), sono riuscito miracolosamente a tenere un ritmo praticamente costante fino quasi alla fine (4'32'' - 4'30'' - 4'33'') e ad accelerare addirittura un po' nell'ultimo mezzo km.
Come si vede dalla foto, non senza un certo sforzo.

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