6° Coppa Italia - Cansiglio

Ciao, sono Enzo Scuderi, e sono un artista. Dal 1993 vivo e lavoro nella canonica dell’ex chiesa di San Bartolomeo in Lanciaia, a S. Dalmazio di Pomarance - Pisa, dove ho sviluppato la passione per le potenzialità espressive dei materiali, che mi ha portato a cercare nuove forme d’arte e mi ha fatto approdare al lavoro sugli embrici di terracotta.

Recentemente mi sono appassionato anche agli ori-blog e per questo motivo vari orientisti mi hanno chiesto di scrivere dei guest-post per il loro blog. Fra i tanti ho scelto di scrivere per Dario Pedrotti per un semplice motivo: essendo "de coccio", mi ci sento in gran sintonia.

Sono ormai passate varie settimane dalle gare del Cansiglio, fra le quali peraltro Pedrotti ha preso parte solo alla middle della domenica. Peccato, prché era così un bel posto e una bella carta, e se riusciva ad entrare in carta nelle gare dei giorni prima, magari dalla Coppa Italia ne usciva un po' più dignitosamente. In fondo aveva pur sempre vinto la prima prova, prima di precipitare al quinto posto "grazie" ad una serie 13°- 5°- rit. - 11°. 

Sì, inutile menarla tanto, che con la terra cotta se la tiri per le lunghe poi si indurisce e viene fuori una schifezza. Pedrotti in Cansiglio è arrivato 11°, a 20' dal primo (Rigoni) e a 16' dal secondo e dal terzo (Simone Grassi e Buselli).

Perché? Eh, appunto, perché è de coccio.

Lui ci ha anche provato a fare le cose per bene, almeno stando a quello che mi ha raccontato dopo la gara, in lacrime, poverino. Pensate che alla prima si è pure piantato a controllare ossessivamente la carta perché la buca che vedeva davanti a lui gli sembrava più profonda di quella segnata in carta, e invece lui era proprio dove pensava di essere. Poi ha fatto in scioltezza la 2, e poi a forza di scioltezza si è sciolto. Più che una terracotta è sembrato una pannacotta.

Mi ha detto che il piano era "giro attorno al collinone e salgo dalla bucona". Ma ci ha messo ore a girare il collinone. Perché dopo aver girato la prima collinetta ha deciso che era arrivato, e a niente sono serviti un sentiero, una radura con buca, roccia e lanterna, e persino una strada forestale. Anzi, quando ha visto la forestale ha detto "ah, sono qui", ma il pirla pensava di essere all'incrocio 200 metri più a est. Così ha vagato in zona per minuti e minuti, e persino quando si è affacciato sul dirupo verso il secondo sentiero (quello al quale avrebbe dovuto arrivare) non ha capito dove era. Se è vero che l'uomo è nato da una statuina di creta a cui poi Dio ha soffiato dentro l'anima, a questo qui si sono dimenticati di soffiarci dentro, e coccio è rimasto.

Comunque alla fine a sta 3 ci è arrivato, perché ad un certo punto il dubbio di non aver ancora passato il collinone, e che fosse proprio quello il dirupo che aveva visto, gli è anche venuto. 4 e 5 decenti, 6 un po' troppo in sicurezza, 7 preciso ma se rimaneva sulla mestra che portava al punto era meglio, 8 senza infamia e senza lode. Per la 9 ha pensato di ripassare dalla zona che ormai conosceva bene, peccato che abbia fatto un po' di casino in zona punto. 10 passabile, 11 bene ma fermato una radura troppo presto, 12 ottima (beh, una...), 13 ondivaga, 14 decente, 15 meno spedita del dovuto, e 16 buona l'idea, ma quando doveva scollinare dalla grande depressione dopo il sentiero, invece di puntare a sud ovest ha puntato a nord ovest, e si è fatto un bel po' di strada in più.

A fine gara mi ha detto che sta cosa di metterci un errore da esordiente in una gara dignitosa la fa spesso. Gli ho consigliato il mio psicologo, ma ha detto che già ci va. Il mental trainer, ma già ce l'ha. La seduta di ipnosi, ma l'ha già fatta, anzi, più di una, pare. Il massaggio ayurvedico, il reiki, il pranic healing, lo shiatsu, ma mi ha detto che li ha già provati, e anche l'omeopatia hahnemanniana, la trance dance, i fiori di Bach, quelli californiani, l'agopuntura, lo yoga, la piramidologia, la pranoterapia, la riflessologia plantare, l'iridologia, la cristalloterapia, il rebirthing, la meditazione zen, la biodanza, lo sciamanesimo, l'aromaterapia, la bioenergetica, le costellazioni familiari, il feng shui, la psicosintesi, il tocco quantico,  e persino il pilates, lo zumba e il sudoku. Allora gli ho consigliato un buon esorcista. Ha detto che ci sta pensando, ma che non è sicuro che una pippa esorcizzata possa diventare un campione di orienteering.

Gli ho dedicato una mia opera, spero possa ispirarlo.


A cura di
Enzo Scuderi

(Se avete apprezzato la prosa scorrevole e accattivante di Enzo Scuderi, potete leggerne un altro mirabile saggio alle pagine 32 e 33 del numero 11 di Azimut, per il quale ha curato da par suo l'articolo "Ori-blog" N.d.R.)

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