17 maggio 2026

Trittico del Tesino

Anni fa un ex allenatore della nazionale italiana di orientamento mi disse che all'ultima gara prima di una a cui tieni molto, non devi andare troppo bene. La settimana prossima ci sono i Campionati Italiani Sprint a Pisa e io al Trittico del Tesino ho fatto del mio meglio per seguire il suo consiglio, ma senza frantumare del tutto la mia auto-o-stima.

La prima gara è a Cinte Tesino, io inizio già il giorno prima a mettermi nelle condizioni migliori per non fare troppo bene, concedendomi 10 ripetute sui 100 m. I tempi sono imbarazzanti, ma il male ai muscoli che mi accompagna in partenza è un ottimo indicatore. Mi basta aggiungere alla pesantezza generale un po' di perplessità nell'orientare la carta in partenza, un po' di panico nell'affrontare i vicoletti per la prima volta alla 9, 14'' di non so bene cosa alla 15, e un po' troppo prato alla 21, e il gioco è fatto. Arrivo terzo a 1'17'' da Cipriani e 1'13'' da Gretter, lasciandomi dietro di soli 15'' Sandri e Schuster, e di 27'' Venturini.

 

La seconda gara è a Pieve Tesino ed è "a caccia", cioè si parte con il distacco accumulato nella prima. Nel riscaldamento, ascoltando le mie gambe continua a venirmi in mente il nome di un esame di ingegneria che non ho inserito nel mio piano di studi ("costruzioni in CA e CAP", ovvero cemento armato e cemento armato precompresso"), in partenza arrivo in ritardo ma solo un po', alla 1 ho già capito che nelle gambe ho più acido lattico che sangue, e alla 2 che anche nel cervello ho più acido lattico che sangue, facendo una scelta lunga come l'altra, ma con più dislivello e su un prato erto e scivoloso invece che su una strada erta ma asfaltata. Quando finalmente arrivo alla lanterna, la cosa più grave non è neanche che mi hanno preso tutti quelli che "mi cacciavano", ma che io mi sento talmente un cretino da rimanere in balia della carta e dei miei avversari fino alla 12, dove vengo anche punito dagli dei. I due che mi correvano subito davanti escono dalla 12 scendendo, io, sentendomi furbo come un branco di faine, salendo, perché "i poveretti non si sono accorti che la scelta da sopra è decisamente migliore". Sono super certo di arrivare alla 13 molto prima di loro, ma invece alla 13 non ci arriverò mai, perché non c'è. Quello che scoprirò solo alla fine della gara, è che il "piccolo ritardo" con cui sono arrivato in partenza mi ha impedito sia di sentire il direttore di gara dire che "la 75 non è stata posata per via di un cantiere dell'ultimo minuto che chiude la scala che doveva arrivarci", sia di notare i cartelli che avvisavano di ciò per iscritto. Così non solo vado fin lassù per niente, ma per scendere devo anche uscire di carta, dato che il famoso cantiere mi impedisce di scendere dalla via più breve. Da lì in poi correrò depresso  (anche se non malissimo) chiudendo a 2'21'' da Venturini e 2'8'' da Sandri (e a secoli da Cipriani, Gretter e Schuster, ma tanto quelli nella terza tappa non ci sono o sono in altre categorie).


 

La terza tappa si corre a Catello Tesino, vale anche come Campionato Trentino Sprint e per l'occasione si aggiungono anche Daves e Peretto, che non saranno in classifica per il trittico, ma che è doveroso battere uno perché è Daves, l'altro perché lo ritroverò a Pisa (e mi ha battuto a Demonte).

Anche questa volta la cartina è molto bella, e le mie gambe stanno un pelo meglio del giorno prima. Per come corro, c'è il rischio concreto di vanificare  quanto di "buono" fatto nelle tappe precedenti: fino alla 20 faccio 6 migliori tempi, i miei peggiori tempi sono 8'' più alti del miglior tempo di tratta (alla 9 e alla 19 perché perdo per un attimo il contatto con la carta), e dopo la 21 passo addirittura in testa facendo da lì alla 26 altri 4 migliori tempi. Fortunatamente al 27° e penultimo punto riesco nella non facile impresa di perdere 42'' in una lanterna che il primo ci mette 42'' a fare. Per riuscirci devo fare ben 3 distinti errori: scottato dal prato ripido del giorno prima torno indietro allungandola di un centinaio di metri invece di salire una comoda scala; grazie alla mia scelta scellerata passo a fianco di quello che era il successivo passaggio giusto, ma, nonostante basti guardarlo per vedere che si passa, non me ne accorgo; non riuscendo a leggere bene mi infilo in un cortile da cui devo tornare indietro prima di fare la scelta che, se non avessi evitato le scale, probabilmente sarebbe stata vincente anche se non era la migliore.

Arrivo 3° a 7'' da Peretto e 17'' da Daves e non riesco a vincere il trittico per 40''. Missione stra compiuta. 


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