4 aprile 2019

Garetta locale e garona nazionale

Sabato scorso garetta a poca distanza da casa, in una zona che conoscevo molto bene, ma con un infida zona di condomìni privati, che mi hanno fregato. Fatali le 3 lanterne di seguito posate in posto simili: in uscita dalla 9 mi sono convinto che stavo uscendo dalla 10, e ci ho messo minuti per raccapezzarmi. Il tempo necessario a Eddy, che partiva 1' dopo di me, per prendermi e passarmi.

Fino a lì discreto, ma lentissimo a capire come andare dalla 6 alla 7, e anche per capire che mi ero fermato 150 metri prima del ponte. Comunque, terzo podio di fila (beh, sì, eravamo in tre, però Auser si è distratto più di me, ed è arrivato dietro).

Garona sabato prossimo. O meglio, speriamo che la carta sia da garona, perché la lista di partenti in M35 lo è. Il podio pare blindato, con Martignago Dav, Corona, Pagliari + Ausermiller. E se non si corre bene bene si rischia di rimanere dietro anche a Bianchi e Neuhauser. 

Io nel dubbio mi porterò la fiamma ossidrica, sperando che partire un minuto dietro Ausermiller non mi sia fatale come quella volta...

26 marzo 2019

Sprint + Sprint a Mantova

Premessa: per quanto mi riguarda, la Coppa Italia cominciava davvero con la notturna del sabato, con le luci delle frontali degli elite alla mass start e la voce di Stegal che urlava "E' partita la Coppa Italia duemila-e-ecc-".

Da un bel po' di anni la notturna è stata tolta. Mi sta ancora un po' qui, perché era bellissima e perché nessuno si è mai preso la briga di spiegare perché è stata eliminata, ma facciamocene una ragione, e addio luci delle frontali.

Però di iniziare la Coppa Italia anche senza la voce di Stegal, non se ne parla proprio. Quindi, per quanto mi riguarda, nello scorso fine settimana si sono corse due tappe dello Sprint Race tour. Punto. Anzi, dato che non c'erano neanche i miei rivali degli ultimi anni, il Perfido Ruggiero e Ausermiller, si sono corse due gare nazionali.

Ciò detto, a me correre delle gare di orienteering piace sempre un sacco. Il problema è che oltre che Stegal, Ruggiero e Ausermiller, mancavano anche delle mappe e/o dei tracciati all'altezza di una gara nazionale. Quindi, nonostante il gran mazzo che si sono fatti quelli del Vicenza Orienteering Team, che hanno organizzato la due giorni (e che ringrazio assai), in pratica abbiamo corso due gare regionali, che se la tiravano un sacco.

I miei rivali in M35 pensavo fossero, in assenza di PR&A e di vari ex trentacinquenni rifugiatisi fra M40 e M45, i due giovincelli ex-elite, Corona & Martignago Davide,ed è stato più o meno così. Senza infliggervi la telecronaca delle due gare, vi metto qui giusto un paio di considerazioni.

Sabato - Mantova - Bosco Virgiliano - gli esperti dicono che si poteva tracciare meglio (in M35 l'unica scelta della gara era dalla 15 alla 16, e probabilmente le due scelte erano pure equivalenti), a me rimane il dubbio che si sarebbe dovuto cavar sangue dalle rape. Due parchi divisi da una ferrovia, dove la cosa più difficile era non perdere la concentrazione perché era troppo facile. Cosa che è capitata anche a gente forte, ma non in M35. Da noi ha vinto chi correva di più (o almeno così pensavo sabato sera), cioè Davide Martignago, seguito a 34''da chi correva un po' di meno, Emiliano Corona, seguito a 20'' da chi era forse un po' convinto che i primi due non sarebe riuscito a batterli. Cioè io. Cosa che si è avverata soprattutto perché davanti alla siepe colabrodo poco prima della 9, ho pensato che magari quello era un verde 4 e la siepe non era attraversabile, e dato che sono tanto ligio (e un po' pirla), arrivatoci a 2 metri mi sono messo a farci il giro, e ci ho perso 22'' e il 2° posto.

La domenica ci siamo spostati in centro: non so cosa dicono gli esperti, a me correre in città piace sempre abbastanza, ma quanto a scelte di percorso, le uniche vagamente significative erano quelle dalla 5 alla 6 (ma tutti quelli con cui ho parlato nel dopogara hanno detto "forse era meglio da sinistra, ma io sono andato da destra"), e dalla 8 alla 9 (dove si guadagnava una manciata di secondi tornando indietro), anche se a fare i pignoli si può aggiungere che per la 2 conveniva (metro alla mano) prendere il primo vicolo, e per la 12 si guadagnava qualche secondo tornando indietro dalla 11 invece di proseguire. Punto.
Per il resto, gambe in spalla e viene fuori che chi correva di più non è Davide Martignago, ma Francesco Raimondo, che il giorno prima sul ""tecnico"" ha preso 6' dal suddetto, e il giorno dopo sullo Scorrevole gli ha dato 7''. Io, dato che mi pareva di aver capito che sulle sprint Emiliano non è imbattibile, nel dubbio l'ho battuto, e mi sono portato a casa il secondo terzo posto del W.E. (e meno male, perchè la premiazione era in un posto spettacolare, a bordo lago, con la città sullo sfondo, e avrei rosicato un sacco a vedere il podio solo da sotto). Mi sono portato a casa anche la convinzione che sulle sprint neanche MarDav sia imbattibile, e vedremo se è vero.

Arrivederci a fra due settimane alla due giorni bolognese (dove speriamo che Coppa Italia e Sprint Race Tour inizino sul serio...), ma non prima di aver testato cosa hanno prodotto nelle gambe di Ausermiller i 100.000 km che ha fatto quest'inverno con gli sci e la bici. Sabato 30 marzo, Parco delle Coste a Trent-o, categoria M35. Stay tuned.




22 marzo 2019

Correre e divertirti in santa pace

Purtroppo l'opera a fianco non l'ho realizzata io. Avrei forse avuto le doti artistiche sufficienti per fare il disegno, ma sicuramente non quelle morali necessarie per scrivere il testo. L'autrice è una bimba di seconda elementare, che credo corra con l'A.s.d. Amatori Orienteering Genova.

Probabilmente molti di voi hanno già visto questo disegno su FB. Io ringrazio la piccola autrice alla quale ho rubato l'opera (e i grandi che l'hanno pubblicata) e  mi permetto di usarla come augurio a tutti gli orientisti, per la stagione ufficiale che sta per cominciare domani a Mantova. Che possiate tutti correre e divertirvi in santa pace, godendovi la magica magia di prendere in mano quel pezzo di carta e dimenticarvi, fin che ce l'avete in mano, di tutti i casini della vita.

Per quanto mi riguarda, il primo casino della vita che dovrò riuscire a dimenticare appena presa in mano la carta della sprint di sabato, è il fatto che un minuto dietro di me parte il più favoritissimo della categoria M35. Peggio che a me gli è andata solo a Ravasio Gianbattista, a cui domenica in M40 parte dietro un certo Micha Mamleev.

Buone corse!



1 marzo 2019

Oricup Inveno Ospedaletto


Fare un intero post sulla gara di Ospedaletto è una impresa che farebbe tremare i polsi anche a Stegal,  e leggerlo sarebbe forse al di sopra delle forze persino di Zonori, quindi mi limiterò a qualche cenno.

Ho corso nel Nero, arrivando in partenza ancora da cambiare, praticamente con le mutande in mano, all'ora in cui in teoria le partenze chiudevano. Riscaldamento zero, testa ancora in macchina, sono arrivato quasi dignitosamente alla 2 e poi mi sono imboscato fra le spine e gli alberi caduti perdendo 2' andando alla 3 (e comunque, avevo già 50'' di ritardo dal primo alla 2...).
Per il resto mi sono barcamenato, piuttosto scettico sull'utilità del decopuage del tracciatore, che sicuramente incasina un po', ma non capisco bene quale capacità orientistica alleni. 

comunque, 7'40'' dal primo sono una ignominia, anche se è un pavionese che ha dato 1' a Grontait. Anche senza i 2' a spasso fra gli alberi caduti della 3, le avrei comunque prese da Boneccher, l'altro anzianotto in gara, che ha fatto meglio di me nella gran parte delle lanterne. 

Rivincita a Baselga di Piné nel Rosso? Eh, fino a che non ci sono gare serie, ci si accontenta... (e anzi, 100.000 grazie a chi si smazza per organizzare l'oricup inverno).
 

19 febbraio 2019

Brtonigla Adventure Trek

Questa volta a tempo di record, ecco il resoconto dell'avventura in Croazia.

Ma, dato che il mio perfido rivale mi ha implorato, l'ho scritto sul loro sito, e lo trovate qui.

 


15 febbraio 2019

VeNotte BaGnata

Prima di seguire il Perfido Ruggiero in una nuova insensata avventura (50-55 km in stile orientamento, nelle steppe dell'Istria..., al secolo Brtonigla adventure trek 2019, che già pronunciarlo è un casino), qualche parola sulla mia VeNotte, che rimane comunque una delle mie gare preferite in assoluto.

In estrema sintesi: logistica perfetta, percorso godibilissimo, peccato per l'acqua.

A Venezia di acqua, lo sanno tutti, ce n'è sempre. Ma di solito si limitava a stare nei canali o, alla peggio, a uscire un po' dai canali, come nel fatale Mov del 2012, mentre quest'anno ha deciso di scendere copiosa dal cielo. Con il risultato che la logistica perfetta è andata un po' a ramengo, perché il tendone che sarebbe stato confortevolissimo, era bagnato ovunque.

Comune, in gara al solito non saprei dire se pioveva o meno, so che sono arrivato bagnatino in partenza, e poi è stato solo orienteering. Anzi, lo so, pioveva, perché nelle calli strette le persone con l'ombrello aperto occupavano tutto lo spazio disponibile, costringendomi a sprecare secondi preziosi, quelli che mi sarebbero serviti a sopravanzare Mattia Ferrari.

Ma che non mi sarebbero bastati per raggiungere Fabietto Daves, né tantomeno Civera o Martignago Dav.

A Venezia, lo sanno tutti, non si sceglie, si va dove ti porta il cuore, perché di ragionare e scegliere non c'è proprio il tempo. Bisogna quindi arrivarci con il cuore pronto e le gambe arzille, e poi sperare in bene. 

Quest'anno in particolare cuore e gambe dovevano essere pronte già mentre eri lì tutto bagnato ad aspettare il tuo start, perché la 1 era dall'altra parte del mondo. C'erano 30'' per guardare la carta prima di partire, quindi rapida occhiata, e che Il Doge te la mandi buona. 3° tempo a soli 8'' da Civera, non avrei potuto fare di meglio neanche a bordo del Bucintoro. Poi, vabbeh.

Non ho corso male, ho spinto quanto potevo, non mi sono mai perso, ho avuto giusto un piccolo calo di attività neuronale verso la 9-10 (quando ho sentito distintamente il cervello che mi implorava di dargli un po' di tregua, e ho rallentato un pelo prima di riprendere a ritmo sostenuto) e alla fine ho rimediato 4 minuti e mezzo da Davide Martignago, che, lo sanno tutti, ha ereditato la velocità di corsa nel corredo cromosomico.

Ho probabilmente sbagliato un paio di "scelte", per la 2 (ma boh), per la 5 (sicuramente), per la 18 (ma sarei forse andato più piano), e per la 19 (ma 12'' di distacco da Martignago, su una tratta così lunga, potrebbero anche essere solo corsa).

Molto divertito, come sempre a Venezia :-)

27 gennaio 2019

Oricup Pergine

Non solo non ho aggiornato prontamente il blog con un post sull'oricup di Pergine, come mi era stato esplicitamente richiesto, ma ci ho pure messo più del solito. Chiedo venia e approfitto del fatto che questo fine settimana non c'era nulla, per recuperare.

A Pergine ci abbiamo già corso un po' troppe volte per correre con soddisfazione in un percorso normale, e poi quest'anno ho deciso di fare qualche allenamento "tecnico", così mi cimento nel nero, il cui menù prevede

- una prima parte memory (per raggiungere il punto successivo sarà presente sulla lanterna un francobollo di cartina)
- una seconda parte classica con diversi cambi di direzione
- una terza parte nuovamente memory 
- un'ultima parte dove rispetto al classico cerchietto ve ne sarà uno di dimensioni maggiori al cui interno (ma non per forza al suo centro) sarà presente la lanterna: l'orientista dovrà stabilire la localizzazione del punto di controllo tramite la descrizione punto.


Mi intimorivano un po' le parti 1 e 3, visto che la memory non è esattamente il mio forte, ma il tracciatore è stato molto clemente, e i tratti erano a prova di Smemorato di Collegno (di cui conoscevo solo il nome, la vera vicenda è intrigante...) e quindi anche mia: non più di un paio di bivi ogni volta.

La seconda parte classica è stata un po' troppo soft, vero che si cambiava direzione, ma nessuna scelta e nessuna difficoltà.

Carina la parte a "bollone", soprattutto perché la lettura della descrizione punto era importante anche per capire quale era l'oggetto giusto: ad esempio, una volta letto che la lanterna era sull'angolo nord, bisognava orientare la cartina per capire quale degli edifici presenti nel bollone aveva un angolo a nord, e poi andarci.

Qualche dubbio interpretativo sulla 18: a rigore, la descrizione punto diceva termine nord ovest del muro più a sud ovest, solo che il muro più a sud ovest non aveva un termine a nord ovest. Il tracciatore ha detto che intendeva "termine nord ovest del muro più a sud ovest fra quelli che hanno un termine a nord ovest", ma mi pare una interpretazione un po' ardita.

Comunque, divertente, peccato solo che sia durata un po' troppo poco, e che i giovincelli mi battano sempre.