VeNotte

Nome nuovo e grossi miglioramenti di look (addio tracciati disegnati con il pennarello sulla carta) per la versione notturna della gara di Venezia, ma solito divertimento, anzi forse di più.

Il mio sbarco in laguna è uno dei momenti più belli della serata. All'uscita dalla stazione vengo letteralmente investito da una fortissima emozione mista di incredulità e gioia. La descrizione più fedele di quello che ho provato, che mi è venuta già al momento, è stata il paragone con un bambino di 12 anni con davanti una scatola nuova di lego da 1 metro cubo tutta per lui. Lui: ma davvero ci posso giocare io con tutta sta roba? Io: ma davvero mi lasciate giocare al mio gioco preferito in questo posto qui con questa atmosfera qui? E la risposta era sì!

L'organizzazione è da gara di ben altra caratura, dato che questa era presentata solo come una promozionale, tanto che già il giovedì sera si potevano trovare sul sito del Galilei le liste iscritti, vera goduria feticista per orientisti stremati dal lungo e lungi da finire inverno. A voler essere proprio pignoli, andrebbe spostata la segreteria, che è imbucata dietro la porta di ingresso e chi entra si scontra con chi è in fila. E poi ci sarebbe un'altra cosetta. Ma la tengo per dopo.

Mi guardo intorno e sembro l'unico che da mesi non tocca bussola. E in effetti fra inverno veneziano, circuito padovano, tour trevigiano, beric-o tour e chissà cos'altro, i veneti sono già in piena stagione agonistica, mentre noi su al nord spaliamo ancora la neve (che per altro non c'è, ma ci comportiamo come se ci fosse). Così quella che per me è una boccata di ossigeno prima di riprendere l'apnea, per gli altri è giusto una piacevole serata fra le calli.

Quando arriva l'ora di partire, superato il freddo e la sensazione di avere due incudini al posto delle cosce, l'arrivo nella piazzetta della partenza riscalda il cuore, con un fottio di persone, molte delle quali venute con i veri pullman organizzati dall'Orienteering Dolomiti e molto alle prime armi.

Se Sgiurgiù corre sempre nel tunnel di luce, la mia sensazione nella VeNotte è stata quella di correre per 55' in una spece di "bolla di luce", grande poco più della mia testa: nella bolla, quel micro pezzo di tracciato che riuscivo a tenere a mente, la carta piegata più piccola possibile, e il dito piantato dove stavo per arrivare. Fuori, le stradine semibuie, i canali con l'acqua immobile, le persone nei loro cappotti, gli altri concorrenti, e un miliardo di possibilità di sbagliare strada. Non penso di aver corso per più di 3 o 4 tratti senza guardare la carta per più di 5 secondi e in un paio di lanterne ho punzonato senza avere idea di come uscire dal punto e dove avrei dovuto andare. Un po' perchè alla luce della frontale mi sembra di riuscire a momorizzare ancora meno che di giorno, un po' perchè rispetto alla maggior parte dei MOV tutto il giro è alla rovescia e ti stravolge tutti punti di riferimento, un po' perchè i tracciatori fegandosene un po' delle sacre leggi del buon tracciatore sembrano essersi preoccupati esclusivamente di complicarti la vita, riuscendoci alla perfezione (se a fine gara era felice persino Madella...). 

Non ho fatto la scelta ottimale in un paio di punti, ho avuto due esitazioni quasi serie (in una addirittura un veneziano mi ha indicato dove dovevo andare, dicendomi il nome del vicolo...), sono riuscito a non perdermi mentre cercavo di staccare un giovincello che mi inseguiva dalla 22 alla 23, ma non ho preparato la tratta lunga (21-22) perchè impegnato a gareggiare con un quasi coetaneo per chi arrivava prima alla 21. Insomma, una gara discreta, di cui forse il più grosso dispiacere è il non essere riuscito a godersela pienamente durante, perchè il grado di concentrazione richiesto esauriva completamente la mia ram.

Allo scarico, risulto terzo, a poco meno di due minuti da Lerose e Pfeifer che fanno lo stesso tempo. Non so bene cosa voglia dire sul mio stato di forma, ma loro sono due che corrono, e la mia preparazione atletica di questo periodo non è certo mirata alla velocità, e il mio tempo mi avrebbe permesso una facile vittoria in M35, che è pur sempre la mia categoria.


L'altra cosetta? Ai premiati della 19-34 è andato un trofeo in vetro+plastica che oltre ad essere un po' troppo pretenzioso per una gara promozionale, è bruttarello come tutti i trofei in vetro + plastica, e come tutte le coppe e medaglie è decisamente indigesto a (credo) tutti gli atleti che abbiano superato i 12 anni di età (e abbiano vinto almeno un paio di gare nella loro carriera). L'anno prossimo sarebbe mica possibile investire i soldi che è costato in frittelle o altro dolce tipico del carnevale veneziano? Credo sarebbe un premio molto più apprezzato.

Commenti

  1. Guardando la classifica, penso con invidia che tu un giorno potrai dire ai tuoi nipotini di aver battuto Tobia... Io no :-(

    Stegal

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  2. Se è per quello, potrò dire anche di aver battuto Roberto Tettamanti, ottavo in 1:02:25, che però non era sul terreno ideale...

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