Altro che platino

Subiaco - Al termine del campionato italiano sprint di orienteering svolto nello scorso fine settimana nella cittadina che ha dato i Natali a Gina Lollobrigida e Ciccio Graziani, abbiamo raccolto una intervista esclusiva con Dario Pedrotti, che dopo i proclami altisonanti della vigilia ha chiuso la gara in M35 con l'ultimo posto.

Allora, Pedrotti, com'è andata?
Guardi, quando Buselli (il vincitore della gara in 15:41 n.d.r.) mi ha chiesto cosa scriverò nel mio blog su questa gara, gli ho detto che farò i complimenti al vincitore e dirò che sono un cretino. Al momento non ho nessuna voglia di scrivere un post sull'argomento, ma se mai lo farò non ci sono parole più adeguate di quelle.

Alla prima lanterna era 19esimo a 4 minuti dal primo, non è partito benissimo...
È successo che per una settimana mi sono allenato su una cartina di Subiaco che pensavo al 4000 e invece era stampata al 3000 o giù di lì. Quando ho preso in mano la carta di gara ed era tutto molto più piccolo di come me lo aspettavo, mi è sembrato di correre su una carta diversa da quella che mi aspettavo, e invece di mettermi lì con calma ad affrontarla come qualsiasi carta nuova di qualsiasi gara, sono andato nel panico e non ho più capito nulla.

Sfortuna, quindi?
Non direi proprio, anzi. Sono arrivato a Subiaco nelle migliori condizioni fisiche possibili, la carta mi piaceva moltissimo, quando sono partito aveva smesso di piovere, e il mio primo punto si trovava a 3 metri da uno dei punti che avevo studiato per un bel po' nelle foto a trecentosessantagradi del giochino di Orimarty...&Raus. Più di così la fortuna non avrebbe potuto aiutarmi. Sono stato cretino io a non mettermi a camminare quando ho capito che stavo perdendo il contatto con la carta, e a continuare ad andare avanti a caso quando l'ho perso del tutto. Sarebbe stato sufficiente tornare alla fontanella che avevo riconosciuto a metà della tratta fra la partenza e la 1. Ma non l'ho fatto.

Molti suoi avversari ritengono che questa gara fosse troppo tecnica per le sue qualità e a giudicare dai risultati sembra avessero ragione loro, o no?
Magari è perché io non capisco ancora molto di orienteering, ma io non credo che questa fosse una carta "tecnica", ma solo una carta dove bisognava fare molta attenzione ed essere veloci a fare le scelte. Era una specie di Venezia con le scale e senza i canali, e io a Venezia me la sono sempre cavata piuttosto bene. Il mio non è stato un problema tecnico, ma un problema di testa.

Non le pare di avere esagerato nei proclami della vigilia?
Ma io mica avevo detto che avrei vinto! Ho solo detto che ci avrei provato e che pensavo di avere la possibilità di riuscirci, e il risultato della gara dice che avevo ragione. Il mio tempo è stato di 20:08, aggiungendo il mezzo minuto che ho "risparmiato" saltando l'ultimo punto arriviamo a 20:38. Alla prima lanterna ho perso 4 minuti senza i quali avrei chiuso in 16:38, quindici secondi più lento della medaglia di bronzo: vuol dire che per tutto il resto della gara ho corso al ritmo dei primi, e questo nonostante non ci fossi già più con la testa. Insomma, la possibilità c'era, pollo io a non sfruttarla.

Avremo altre occasioni di vederla biondo platino?
Diciamo che questa era la più concreta, perché non mi capiterà molte altre volte di correre un campionato italiano senza Rigoni, e con lui in gara mia moglie (che aveva aspramente disapprovato la scommessa n.d.r.) può stare molto più tranquilla. Per altro ho scoperto che con il metodo artigianale di tintura che avevo scelto ho rischiato di conciarmi maluccio, quindi forse tutto sommato è andata meglio così.

E del suo libro cosa ci può dire?
Beh, prima di tutto che contrariamente a quanto annunciato dallo Speaker non si intitola "Diari di uno Scanner" ma "Diari di uno Scairanner", che è un gioco di parole per dire che sono uno sky-runner scarso. E poi che è stato divertente lavorarci. Il mio scopo principale era quello di condividere con altri le emozioni provate a correre in montagna, e magari di far venire voglia a qualcuno di provare. Ho dedicato anche un capitolo all'orienteering, sempre sperando che qualcun altro venga a cimentarsi in questo sport bellissimo. Vedremo se funzionerà.

Domani nella gara long di Coppa Italia di Monde Livata cercherà di rifarsi?
Provarci naturalmente ci proverò, ma se per "rifarsi" intende andare a podio, sarà molto difficile. Il bosco di Monte Livata mi ha sempre portato fortuna (secondo in MB nel 2007 e terzo in M35 agli italiani middle del 2010 n.d.r.) ma domani a parte Carlo ci sono tutti gli specialisti del bosco, e io una gara long a livelli ottimi non sono ancora riuscito a correrla. Certo che farsi 650 chilometri di trasferta per  tornare a casa depresso non sarebbe un grande affare, quindi ce la metterò tutta.

Commenti

  1. Non dare allo Speaker la colpa di un'agenzia di comunicazione scadente

    RispondiElimina
  2. Non dare all'agenzia di comunicazione la colpa di uno speaker inqualificabile

    RispondiElimina
  3. Visto i risultati di domenica (COMPLIMENTI per il tuo primo posto..è la prima in Coppa Italia?),mi sembra proprio che ti convenga dire e scrivere che andare a podio è difficilissimo...anche alla prossima gara.

    RispondiElimina

Posta un commento

non lasciate commenti anonimi, suvvia...

Post popolari in questo blog

Trento - Cima Ghez, con brivido

Il mio Adamello Ultra Trail

Niente 1° di Oricup!