Prima gara di Coppa Italia, middle a Bosco delle Cesane: il posto era carino, la carta così così, io pessimo. Peccato, perché c'erano anche gli aquiloni con i colori dell'orienteering, e persino l'albero mangia aquiloni di Charlie Brown. Se non ci credete chiedete a quelli del TOL, che per fargli sputare il cadavere di un aquilone ci si sono arrampicati quasi in cima.
Comunque, il mio problema non è stato l'albero mangia aquiloni, che, come si sa, mangia solo l'aquilone. Il mio problema sono fondamentalmente io. Anzi, è Mario Ruggiero. Diciamolo, da quando siamo diventati amici è andato tutto di male in peggio. Lui sostiene che il mio problema è che sono troppo agitato prima delle gare, ma non è vero un ciuffolo. Eventualmente il problema è che ci arrivo troppo rilassato, con gli occhi delle triglie al posto degli occhi della tigre, e lo sanno tutti che se non sei un fuoriclasse, o parti un po' incazzato, o non ne viene fuori niente. Beh, io non sono un fuoriclasse.

Così se dopo la 1 ero secondo a "solo" 17'' di ritardo dal Coso, frutto di una scelta di percorso buona ma evidentemente non ottima, e di una analogo svolgimento della stessa, alla 2 ero già 7° a quasi 3 minuti. A quel punto, una parte di me ha continuato a correre convinta che potevo ancora fare una buona gara, ma un'altra ha tirato i remi in barca senza dirmi niente, e ha vinto lei, grazie a ben 4 punti in cui ho fatto segnare un 12esimo tempo o peggio (dopo il 19esimo alla 2, un brillante 18esimo alla 7, due strabilianti 13esimi alla 5 e alla 14, e un 12esimo alla 17). Abbastanza ininfluenti a quel punto gli 8 tempi fra i migliori 3.
- alla 5 per risparmiare 2 curve di livello ho raddoppiato la strada
- alla 7 l'ho attaccata dal lato più complicato, sono andato lungo, e mi sono anche fermato per rimettere a posto la spilla di sicurezza del pettorale, che se no magari, poverino, mi pungo
- alla 14 stavo facendo un azimut quasi giusto, poi ho visto delle persone e gli sono spudoratamente andato dietro, poi ho visto Fabietto e mi sono vergognato di andargli ancora più dietro, e poi ho letto il codice della loro lanterna e mi sono sentito il più pirla del cosmo
- alla 17 sono andato a caso che più a caso non si può, perché ormai anche quello che pensava di poter fare una buona gara si era arreso da un pezzo.
Peccato, Stefano Baccelli mi aveva fatto proprio una bella foto.
I superficiali, per superare questo empasse, mi hanno consigliato di fare allenamenti un pelo più mirati alle distanze che corro, e magari anche qualcosa che abbia vagamente a che fare con la tecnica. Ma io sono certo che basterà ricominciare a giocare a freccette con la foto del Perfido, mettermi a fare battute pesanti alle spalle di sua moglie, e iniziare a rubare la merendina e rompere i giocattoli ai suoi bambini. Tutto andrà a posto. Garantito.
