Conegliano, un anno dopo

"La gara di Conegliano era una di quelle che alla vigilia sembravano tagliate apposta per me: centro storico, una settimana dopo il picco della forma di Venezia, una settimana prima dell lutto dell'ultima gara dell'anno, la possibilità di centrare il "triplete di fine anno" fallito l'anno scorso per un PM propio a Conegliano (vittoria al memorial Pacl + vittoria fra gli italiani a Venezia + vittoria a Conegliano) allungabile a "quadriplete" a Gardolo, e lotto degli avversari alla mia portata. Una lettura realistica delle griglia di partenza faceva pronosticare facilmente Pedrotti primo con due minuti su Casagrande e Lanz - Weitlaner - Stefani a giocarsi il terzo posto."

Questo era l'incipit del post che mi si andava scrivendo nella mente prima della gara di domenica scorsa, aggiunta frettolosamente al mio ori-calendario 2011 dopo averla trovata casualmente nel sito del Trent-o poche ore prima della chiusura delle iscrizioni. E fin qui tutto bene, peccato che già la frase successiva, "E per una volta è andata proprio così", ho dovuto cestinarla. E non solo perchè Casagrande non era in giornata, Lanz era presente e ammalato, e Stefani era ammalato e a casa (o forse con i postumi della Bevilonga, non mi ricordo bene).

Tempo molto soleggiato, temperatura gradevole, niente ciottoli viscidi come l'anno scorso, pane e marmellata (purtroppo senza burro...) al ristoro, amena location del ritrovo - arrivo - premiazione, organizzazione impeccabile: al 20 di novembre per una gara regionale in centro storico non si poteva chiedere di più. E io mi ero neanche presentato facendo molta attenzione a non superare il famoso "confine invisibile fra la giusta fiducia nei propri mezzi e l'eccesso di supponenza": pensavo di poter fare bene e ne avevo molta voglia, per i motivi di cui sopra. E poi, se ero riuscito a correre come un motorino rimanendo costantemente concentrato per più di un'ora a Venezia, vuoi che non ci riesca per mezzora a Conegliano???

Sì, la risposta è sì. Non ci sono riuscito.

Tecnicamente sulla gara non c'è molto da dire. Roland ce la mette tutta per cavar sangue dalle rape e per certi aspetti ci riesce anche, ma la cartina non è che permetta mirabolanti difficoltà tecniche. C'è giusto da fare un po' di attenzione per i numerosi portici nel centro,  nelle case "bucate" fra la 11 e la 12, e nella farfallina alla stazione delle corriere dove i due livelli che nel comunicato gara sembravano il labirinto del minotauro sono in realtà piuttosto facilmente comprensibili. Per il resto si tratta soprattutto di correre, e io, a correre, me la cavo. Infatti alla prima lanterna sono già primo con 6'' di vantaggio sul secondo in meno di 50'' di gara (mia), e alla seconda sono già 22° con 2' dal primo in poco più di 2' di gara (sua). Arrivo anche ad ipotizzare che alla seconda lanterna ci sono arrivato 20'' più velocemente  del primo, peccato che non me ne sia accorto.

Cosa sia successo esattamente non sono riuscito a capirlo nè in gara nè tornando a studiare la zona dopo che ero arrivato. Nel film della gara nella mia testa, c'è un fotogramma in cui ho svoltato a sinistra nel portico che porta alla 2 e vedo a sinistra una stradina che entra, e nel fotogramma successivo sto entrando da destra verso sinistra in diagonale in un parco senza siepi attorno. Pur dubitando io sempre molto della mia memoria (ragion per cui non faccio a memory neanche i tratti fettucciati...) il secondo fotogramma mi sembra realistico perchè, senza in realtà capire cosa stavo facendo, proseguendo diritto sono uscito dallo stesso passaggio da cui uscirò poi andando alla 4 (mettendoci altri buoni 30'' per capire dove ero). E' evidente che tra un fotogramma e l'altro ne mancano parecchi, ma cosa abbia fatto io lì in mezzo non lo so proprio. L'unica ipotesi geograficamente plausibile sarebbe che io sia entrato nel parco dall'ingresso a sud, ma, ammettendo anche che sia sbagliato il primo fotogramma e io non abbia girato a sinistra sotto il portico, mi sembra impossibile che io abbia costeggiato il parco per 100 metri senza vederlo, senza l'aiuto di nessuna sostanza stupefacente. Oltre a non capire "cosa" si successo, non capisco neanche "perchè" sia successo, dato che la zona era molto semplice, non mi sono messo a pensare ad altro, e non c'erano neanche altri concorrenti che mi potessero distrarre.

Comunque, dopo essere riuscito a trovare la 2 ho iniziato a tirare come un matto, e neanche il fugace rapimento dei marziani (perchè di questo probabilmente si è trattato...) avrebbe potuto togliermi il triplete, se non li avessi aiutati con un per me classicissimo "errore da incontro". Questa volta è bastato vedere fra la 5 e la 6 Silvano Daves (che faceva un'altra categoria) e pensare "adesso lo raggiungo!" per distrarmi quel tanto che è bastato per farmi andare a spasso lungo il torrente, complice anche la mia convinzione che il bianco dovesse essere per forza asfaltato (mentre, mi dicono gli esperti ISSOM, vuol solo dire strada). Lungo le amene alzaie del torrente Cervano ho lasciato altri 2' che hanno reso vano ogni ulteriore tentativo di vittoria, nonostante da lì alla fine io abbia rosicchiato a Weitlaner più di un minuto e mezzo.

Morale, lui e Giovanelli sono stati più bravi di me. E addio triplete.

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