1 giugno 2018

Coppa Italia Renon

Da qualche anno i miei parrucchieri sono i ragazzi della scuola parrucchieri dell'istituto Pertini di Trento. Viste le mie modestissime esigenze in termini di look, è per me irresistibile la combinazione di gratuità e divertimento nel vedere queste/i giovincelle/i districarsi attorno alla mia testa. Da qualche anno faccio anche il "modello d'esame", che vuol dire che usano la mia testa per fare l'esame di maturità. All'esame possono pescare "colore e messa in piega" o "barba e capelli", io sono un modello del secondo tipo. Questo vuol dire che durante l'anno devono allenarsi e quindi fra un appuntamento e l'altro io non mi taglio nulla. 

Sabato scorso a Costalovara, un bellissimo posto, sul bellissimo altipiano del Renon, da cui si gode una bellissima vista delle bellissime Dolomiti del Latemar e del Catinaccio, erano passati 2 mesi abbondanti dall'ultimo appuntamento, e io sembravo Marco Ongaro dopo l'inverno. E io con la barba lunga non vado mai sul podio. È una constatazione, non ho nessuna foto di podio con barba lunga.

Tutto quello che è successo lassù è da leggere con questa esclusiva chiave di lettura. L'errore di parallelo che già alla 1 mi ha portato sulla dorsale sbagliata (agevolando ulteriormente il compito di prendermi a Stefano Maddalena, che mi partiva 2' dopo, e che non avrebbe avuto bisogno di agevolazioni), la sciocchissima deviazione per la 2 (sulle rocce troppo vicine per essere quelle giuste), la scelta non ottimale per la 5 (meglio rimanere in quota rimanendo più a sud, che buttarsi nel dirupo), l'eccesso di fatica per salire i ramponi della 7 e della 8, la pascolata nella palude a ridosso della 13, il polmone sputato per arrivare alla 14, e lo sprint bolso alla 100 (con cui sono riuscito a malapena a staccare Armando Martignago, fortissimo, ma M65) si spiegano esclusivamente con il fatto che avevo la barba lunga.

Adesso l'ho tagliata.

(perché fra due settimane c'è l'esame di maturità e per allora dovrò averla di una lunghezza adatta a tagliarla a lama, senza che il/la malcapitato/a debba impazzirci troppo, così si riducono anche le probabilità che mi tagli la gola).



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